Afghanistan, legge darà ai mariti ‘diritto’ di ricattare le mogli

Il Parlamento afghano sta per approvare una legge che riconosce ai mariti della confessione sciita il ‘diritto’ negare il mantenimento alle proprie mogli se queste non hanno intenzione di “soggiacere al ragionevole piacere sessuale del marito”. Le mogli sarebbero inoltre tenute a “non lasciare il tetto coniugale senza il suo permesso, eccezion fatta per situazioni di emergenza”. Considerando che non è ammesso neppure il divorzio o il ritorno alla casa dei genitori senza il consenso del marito, le donne sciite si troveranno di fatto ricattate dai mariti; potranno al limite richiedere un risarcimento alla fine di un processo, che sarà versato però alla sua famiglia e sarà commisurato alle disponibilità economiche del marito.
Tale legge rappresenterebbe un compromesso (dopo le proteste internazionali di governi, attivisti ed istituzioni come lo Human Rights Watch) rispetto alla versione precedente, utile comunque al presidente Karzai per avere alle prossime elezioni il sostegno dei fondamentalisti presenti nel Parlamento del paese. Critico della nuova versione è comunque Adbul Latif Sajja­di, vice rettore dell’Università sciita di Kabul: “Ero nella commissione del riesame e mi sono opposto agli emendamenti. È una vergo­gna che, sotto l’influenza straniera, l’età del matrimonio sia stata alzata a 16 anni per le ragazze e 18 per i ragazzi. È contro l’Islam. Quanto al ‘ricatto cibo per sesso’, non ci vedo niente di strano: i mariti per il Corano hanno l’obbligo di sfamare, vestire e proteggere le mogli. In cambio esse devono obbedire. Il letto non ha alcuna extraterritorialità”.

Notizia inserita da Valentino Salvatore

Questo articolo è stato pubblicato domenica, 16 agosto 2009 alle 9:41 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.