Mancuso: “non può esistere un umanesimo ateo”

Sull’edizione odierna del quotidiano Repubblica è stato pubblicato un articolo del noto teologo Vito Mancuso, dal titolo Le ragioni di Benedetto XVI su ateismo e nichilismo. Mancuso risponde ad Adriano Sofri, che lunedì scorso ha criticato il discorso che Benedetto XVI ha pronunciato domenica scorsa all’Angelus. Mancuso ha lasciato a Benedetto XVI “la responsabilità storiografica dell´equiparazione tra nazismo e nichilismo contemporaneo” (equiparazione che non lo convince), scegliendo invece di affrontare “l´equiparazione tra umanesimo ateo e nichilismo”. Dopo aver definito ‘nichilismo’ “la negazione di un fondamento razionale ed eterno della natura e della storia, dalla quale consegue la negazione di un punto fermo a cui il singolo debba sottomettere il suo agire e prima ancora il suo pensare”, il teologo arriva a sostenere che “un umanesimo ateo si rivela alla lunga teoreticamente impossibile”. Benché ammetta che vi siano non pochi “atei dal comportamento eticamente cristallino”, a suo dire è possibile “sostenere un primato dell´uomo all´interno della natura solo da una prospettiva spirituale, solo cioè da parte di chi riconosce lo spirito quale dimensione dell´essere non riducibile alla materia, perché è esattamente lo spirito ciò che fa dell´uomo qualcosa di diverso rispetto a tutti gli altri esseri viventi”. Ne consegue che “l´umanesimo o è spirituale o non è”, e rimane dunque “quanto mai vera” la critica di Benedetto XVI all”"antropocentrismo moderno”. Quale prova del suo ragionamento Mancuso porta alcuni episodi di cronaca citatisullo stesso numero di Repubblica in cui è apparso l´articolo di Sofri.

È difficile non aggiungere qualche parola di commento alla segnalazione di questo articolo. Passano i secoli, ma qui siamo ancora all’Ottocento, a Fedor Dostoevskij che scriveva che “se Dio non esiste, tutto è permesso”. Vorrei sapere da Mancuso cosa mai hanno a che fare con l’ateismo esempi quali una rissa al bar, un incidente stradale a Caserta, o un quindicenne morto precipitando mentre cercava funghi. E ancor di più mi preme invitare Mancuso a leggersi gli studi Pippa Norris e Ronald Inglehart sulle correlazioni tra alti livelli di religiosità e alti livelli di insicurezza sociale; i lavori di Gregory Paul sulle correlazioni tra alti livelli di religiosità e alti livelli di criminalità, mortalità infantile, maternità adolescenziale, malattie veneree e aborti; le analisi di Phil Zuckerman, da cui emerge come tra i primi venticinque paesi collocati al vertice dell’Indice di sviluppo umano dell’ONU tutti, tranne l’Irlanda, siano caratterizzati da significative percentuali di atei, mentre i venticinque paesi che si collocano all’estremità opposta della classifica si caratterizzano tutti per l’assenza di significative presenze di atei.
Certo, sono il primo a rendermi conto che, rispetto alla cronaca nera di Repubblica, la lettura di studi accademici in lingua inglese è indubbiamente più faticosa. Ma può comunque essere utile: del resto io stesso, fino a questa mattina, non sapevo di essere un uomo che manifesta “con la mia assolutezza etica, un livello dell’essere che non è conforme con la mia negazione di un’assolutezza a livello ontologico”. Qualunque cosa voglia dire, ovviamente: inclusa la possibilità di essere un Homo Sapiens di un livello inadeguato alle elevate aspettative di Mancuso.
Molti cattolici democratici confidano in pensatori critici di questo tipo per rinnovare la Chiesa e renderla adeguata alle sfide proposte dal terzo millennio: è tuttavia lecito presumere che, così facendo, all’inizio del quarto il cattolicesimo sarà già un lontano ricordo del passato (R.C.).

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato venerdì, 14 agosto 2009 alle 16:49 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.