Benedetto XVI: “relativismo come dittatura del razionalismo”

Durante l’udienza generale di oggi a Castel Gandolfo, Benedetto XVI ha ricordato san Giovanni Maria Vianney, patrono dei parroci ed esponente del confessionalismo francese ottocentesco.
E’ stata l’ennesima occasione per condannare razionalismo e relativismo. Se quella contro cui lottava Vianney era “una sorta di ‘dittatura del razionalismo’ volta a cancellare la presenza stessa dei sacerdoti e della Chiesa”, ha affermato Benedetto XVI riferendosi alla temperie culturale della Francia post-rivoluzionaria, oggi “si registra in molti ambienti una sorta di ‘dittatura del relativismo’”.
Razionalismo e relativismo sarebbero “risposte inadeguate alla giusta domanda dell’uomo di usare a pieno della propria ragione come elemento distintivo e costitutivo della propria identità”. Il razionalismo sarebbe “in realtà distante dal soddisfare gli autentici bisogni dell’uomo e quindi, in definitiva, non vivibile” e avrebbe in particolare trasformato in “una dea” la ragione, poichè “non tenne conto dei limiti umani e pretese di elevare la sola ragione a misura di tutte le cose”. Il relativismo invece “mortifica la ragione, perché di fatto arriva ad affermare che l’essere umano non può conoscere nulla con certezza al di là del campo scientifico positivo”.

Notizia inserita da Valentino Salvatore

Questo articolo è stato pubblicato mercoledì, 5 agosto 2009 alle 20:14 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.