PD, si candida Ignazio Marino

Il senatore PD Ignazio Marino, cattolico dichiarato, si è candidato alla guida del partito, contrapponendosi dunque a Dario Franceschini e a Pier Luigi Bersani. Il manifesto pubblicato sul suo sito parla del sogno di “un’Italia diversa”: una candidatura fatta nel nome di chi crede “nella cultura del merito, nella laicità della Stato, nella solidarietà, nel rispetto delle regole, nei diritti uguali per tutti”. Nel corso di una lunga intervista rilasciata a Repubblica, a un’affermazione di Curzio Maltese (”Non poniamo limiti alla provvidenza. Al Vaticano invece sì”) Marino ha risposto: “Decisamente. E’ uno dei temi sul quale il PD non ha dato dalla nascita una risposta chiara”. Sempre sul numero odierno di Repubblica, Eugenio Scalfari ha preso le distanze dalla candidatura del medico: “Il tema della laicità e del laicismo è improvvisamente balzato in prima linea, sia pure con differenti tonalità, nel discorso pubblico del PD. Per lungo tempo non è stato così, segno che il sentimento pubblico è cambiato. Ignazio Marino, il terzo uomo, fa addirittura della laicità il suo tema principale se non addirittura esclusivo. Mi permetto di dire, da laico di vecchia data, che un partito complesso e riformista come è e vuole essere il PD non può puntare sul laicismo tutte le sue carte. Diventerebbe fondamentalista e si ridurrebbe a pura e inefficace testimonianza. Questi, caro Marino, non sono tempi di testimonianza ma tempi di dura battaglia su tutti i fronti del riformismo”. Contro Marino si sono espressi anche molti esponenti PD di area rutelliana, nel corso di un convegno organizzato a Roma. Andrea Sarubbi ha dichiarato che “Marino è un po’ un Giuliano Ferrara al contrario, monotematico sul sondino”; Roberto Giachetti si è lamentato dell’intervento di Marino al Lingotto (”è chiedere troppo se chiedo che quelli che non credono che tutti, ma proprio tutti hanno gli stessi diritti, beh quelli che non ci credono a questo giro possiamo lasciarli a casa?”) sostenendo che “se il PD inizia a stabilire chi deve farne parte e chi no, è la strada sbagliata”. Francesco Rutelli, nel confermare l’appoggio a Franceschini, si è detto contro l’ipotesi “che ci sia una sola persona che si eserciti a dire che un’altra deve essere cacciata per le sue idee perché questo è un sintomo di pulsioni del passato che riaffiorano”.

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato domenica, 5 luglio 2009 alle 18:30 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.