Genocidio in Ruanda: prete cattolico condannato all’ergastolo

Il sacerdote cattolico Aimé Mategeko, 45 anni, di etnia hutu, è stato condannato all’ergastolo per aver partecipato nel 1994 al genocidio dei tutsi. La sentenza, riporta Le Figaro, sostiene che il prete avrebbe “incitato al massacro” dei tutsi che che si erano rifugiati in una parrocchia vicina alla sua.

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato venerdì, 3 luglio 2009 alle 17:11 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.

23 Commenti a “Genocidio in Ruanda: prete cattolico condannato all’ergastolo”

  1. rik scrive:

    Ricordiamo che oltre all’ergastolo per questo prete e per l’abate Seromba, a Empoli (FI) c’è un altro prete cattolico accusato di crimini in Ruanda, don Emmanuel Uwayezu.

  2. Alessandro S. scrive:

    Ma insomma… l’aveva fatto solamente per far avvicinare i Tutsi al sacro martirio di Gesù, per farli partecipi della sua sofferenza redentrice!

  3. brunaccio scrive:

    LEGGERISSIMO OFF TOPIC

    chissà come mai in popoli che le frustate le hanno subite e anche la fame certe pratiche non gliele inculcano…vedi anche castità…african people certe cose le hanno subite e subiscono realmente difficile che le accettino come segno d’amore

  4. claudio scrive:

    suvvia hanno ucciso in nome del loro profeta

  5. brunaccio scrive:

    mi preciso su castità e chiudo

    sulla castità la dice lnuga..chi non è formato sul cttolicesimo non potrà mai considerare un Bene la castità,semplice coerenza col corpo…tanto più che poi in teoria la castità stretta cattolica negherebbe lo stesso autoerotismo..e qui di umano c’è poco….

  6. brunaccio scrive:

    poi sanno benissimo che impossibile e infatti sorvolano..ma qui i cattolici sanno meglio..è pur sempre peccato di confessione anche in un’/un adolescente

    grazie

  7. For all the gods scrive:

    rifugiati in parrocchia? vatti a fidare di un prete
    ne ha approfittato.
    comunque rifugiarsi in parrocchia ha sempre portato sfiga

  8. Manlio Padovan scrive:

    E al delinquente padre Seromba, protetto dai criminali del Vaticano spetteranno due ergastoli?

  9. roberta scrive:

    ennesima dimostrazione che gli uomini di chiesa non sono migliori degli altri
    chissa’ se questi sono pure contrari ai preservativi…
    comunque,a differenza della vescova svedese “che non e’ come i preti cattolici”
    questi SONO preti cattolici

  10. Roberto Grendene scrive:

    esatto: non c’e’ nessuna evidenza che gli uomini di chiesa siamo migliori degli altri, o che siano educatori che formano cittadini tolleranti e rispettosi di chi non la pensa come loro.
    eppure vengono pagati e vengono date loro immunita’

  11. stefano scrive:

    sic!

  12. non possumus scrive:

    la notizia mi è sfuggita o i tg di regime non ne hanno parlato?

  13. gigi scrive:

    @ non possumus
    Secondo me è la seconda che hai detto……

  14. DrOcopio scrive:

    Anche lui riceveva i soldi dell’8 per mille?

  15. Paul M. scrive:

    Predicano la fratellanza tra i popoli e poi…
    Ci vogliamo rendere conto che la chiesa, oltre ad aver fatto scappare con passaporto vaticano un sacco di Nazi in Argentina, sta anche proteggendo certi animali pseudo preti?
    Sembra quasi che i preti siano i loro soldati da difendere a qualsiasi costo e contro qualsiasi tribunale…(forse nel nome del perdono?boh!). Non bastava difendere i pedofili,no!
    Ora si mettono a difendere anche i responsabili di massacri al machete!
    Hanno proprio fatto bene le opere missionarie in africa…L’insegnamento/addestramento dei popoli africani da parte della chiesa e’ stata davvero di grande aiuto!
    Facevano prima a sganciarci sopra la bomba atomica!
    Ciao a tutti

  16. Ivo Mezzena scrive:

    Chissà quali benefici le industrie delle armi hanno promesso alle gerarchie vaticane?

  17. Marco C. scrive:

    “Il sacerdote cattolico Aimé Mategeko, 45 anni, di etnia hutu, è stato condannato all’ergastolo per aver partecipato nel 1994 al genocidio dei tutsi.”
    Ennesimo esempio di difesa della sacralità della vita. Forse era troppo impegnato nella difesa degli embrioni congelati e non si è accorto di aver contribuito al genocidio di persone in carne ed ossa, già a questo mondo.

    “o che siano educatori che formano cittadini tolleranti e rispettosi di chi non la pensa come loro.”
    Il loro concetto di “educazione” non prevede certo la tolleranza e il rispetto di chi non la pensa come loro, anzi, direi che prevede l’ esatto opposto.

  18. Marco C. scrive:

    “Anche lui riceveva i soldi dell’8 per mille?”

    Può darsi e a quanto pare ha fatto anche lui tanto.
    Anzi, forse ha fatto anche troppo…

  19. don alberto scrive:

    ahimè, la grazia perfeziona, non cambia, la natura.
    sempre che la natura glielo permetta.

  20. Alessandro S. scrive:

    don alberto scrive:
    4 Luglio 2009 alle 18:25

    ahimè, la grazia perfeziona, non cambia, la natura.

    Ah, ecco: rende gli assassini dei migliori assassini, non dei buoni cristiani. Gran bella cosa, questa (dis)grazia!

    sempre che la natura glielo permetta

    Non dovrebbe essere il Buon Padre, l’amabile e misericordioso nonché onnipotente Altissimo Creatore dei cieli e della terra, a permetterlo? O anche in queste circostanze l’onnipotente ama autocastrarsi tanto per fare un dispetto agli uomini?

  21. roberta scrive:

    @Alessandro S.
    dimentichi il libero arbitrio,sempre comodo in questi casi,la natura fallace dell’uomo,
    il fatto che noi non possiamo conoscere ne’ giudicare la volonta’ superiore…
    e tante altre risposte,troppo raffinate per le nostre menti ingenue…..^_^

  22. Sandra scrive:

    Oltre a questo padre ben Aime’…, ci sono altri casi in cui il clero si e’ trovato implicato in atti di genocidio in Rwanda:

    Padre Wenceslas Munyeshyaka: nel 2006 una corte militare del Rwanda l’ha condannato all’ergastolo (in contumacia) per aver consegnato alle milizie Hutu centinaia di Tutsi , tra cui bambini.

    Padre Athanase Seromba: nel 2008 il Tribunale Criminale Internazionale per il Ruanda l’ha condannato all’ergastolo per aver attirato nella propria chiesa circa 2.000 Tutsi per farli schiacciare dalle ruspe insieme all’edificio.

    Maria Kisito: suora benedettina, condannata nel 2001 a 12 anni di carcere per aver dato fuoco al convento nel quale si erano rifugiati circa 7.000 Tutsi; per lo stesso motivo la sua superiore, Madre Gertrude, è stata condannata a 15 anni di reclusione.

    Mi sorge una domanda spontanea: e la scomunica? La chiesa li considera ancora pastori di anime?
    Chi vuole, puo’ leggere le dichiarazioni vaticane sulla sentenza delle suorine (http://www.afrol.com/News2001/rwa010_nuns_genocide.htm).

  23. Sandra scrive:

    Oltre a questo padre ben Aime’…, ci sono altri casi in cui il clero si e’ trovato implicato in atti di genocidio in Rwanda:

    Padre Wenceslas Munyeshyaka: nel 2006 una corte militare del Rwanda l’ha condannato all’ergastolo (in contumacia) per aver consegnato alle milizie Hutu centinaia di Tutsi , tra cui bambini.

    Padre Athanase Seromba: nel 2008 il Tribunale Criminale Internazionale per il Ruanda l’ha condannato all’ergastolo per aver attirato nella propria chiesa circa 2.000 Tutsi per farli schiacciare dalle ruspe insieme all’edificio.

    Maria Kisito: suora benedettina, condannata nel 2001 a 12 anni di carcere per aver dato fuoco al convento nel quale si erano rifugiati circa 7.000 Tutsi; per lo stesso motivo la sua superiore, Madre Gertrude, è stata condannata a 15 anni di reclusione.

    Mi sorge una domanda spontanea: e la scomunica? La chiesa li considera ancora pastori di anime?