Caso Coppoli: comunicato stampa UAAR

L’Uaar esprime il suo sostegno al professor Franco Coppoli di Terni, colpevole, secondo il suo dirigente scolastico, di aver rimosso il crocifisso dall’aula nelle quale avrebbe poi tenuto lezione. Coppoli è stato sospeso dall’insegnamento. Di conseguenza, è ricorso al Tribunale del lavoro di Perugia chiedendo che fosse riconosciuta la condotta discriminatoria del dirigente scolastico. Ma il ricorso è stato respinto. Si dice, cioè, che l’obbligo di insegnare sotto a un simbolo religioso, l’attivazione di sanzioni disciplinari per chi lo rifiuti e la minaccia di intervento da parte della Procura sarebbero azioni lecite, perché, così facendo, il dirigente garantirebbe il rispetto delle scelte espresse dalla classe.
La maggioranza degli studenti, infatti, in un’assemblea di classe, ha votato a favore del mantenimento del crocifisso. E questo sarebbe sufficiente a decidere che, nonostante le sentenze espresse in precedenza da altri tribunali, alle pareti dell’aula debba essere appeso il simbolo cattolico. «Viene da chiedersi – sottolinea Raffaele Carcano, segretario generale dell’Uaar – che cosa sarebbe successo se la classe avesse votato a favore del calendario Pirelli. O se avesse deciso, ad alzata di mano, di far sedere gli alunni stranieri nei banchi più lontani».
Il professor Coppoli continua la sua battaglia, e l’Uaar con lui: «riteniamo inconcepibile che uno Stato che rappresenta tutti, faccia proprio il crocifisso, che è un simbolo di parte. I ricorsi sostenuti direttamente o indirettamente dall’Uaar sono già arrivati alla Cassazione, alla Corte costituzionale, al Consiglio di Stato, alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo», spiega Carcano.

Comunicato stampa UAAR

Questo articolo è stato pubblicato venerdì, 3 luglio 2009 alle 14:49 e classificato in Generale, UAAR. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.