Catania, ispettore della polizia penitenziaria uccide collega dopo aver pregato

Ha pregato in ginocchio in una cella, al buio, con una Bibbia in mano. Poi si è alzato, e ha ucciso, apparentemente senza motivo, un suo collega, svuotando il caricatore sul corpo della vittima. Poi si è seduto, e ha cominciato a parlare di “Satana” e di “male assoluto”. E’ la storia, vera, di un ispettore della polizia penitenziaria, già in cura per crisi depressive. Senza dubbio un raptus, ha commentato il procuratore capo Vincenzo D’Agata. A quanto consta, non esiste alcuno studio sul rapporto tra raptus omicidi e credenze religiose.

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato mercoledì, 1 luglio 2009 alle 17:11 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.