Studiare l’incredulità

Un articolo di Nathan Schneider pubblicato sul sito del Guardian dà finalmente visibilità alle evidenze sociologiche concernenti i non credenti. Se da un lato esiste un’indubbia penuria di studi specifici su atei e agnostici, dall’altro i commenti ai dati emergenti dalle inchieste sulla religiosità della popolazione non evidenziano praticamente mai che gli increduli sono persone mediamente più colte, benestanti, equilibrate, tolleranti e libere da pregiudizi. Una circostanza, questa, che è probabilmente alla base dei forti pregiudizi che la popolazione credente mostra nei confronti di quella non credente. A questo tema è dedicato il capitolo 11 di Uscire dal gregge nonché la parte monografica (Atei si nasce o si diventa?) del numero 3/2009 de L’Ateo, che sarà distribuito nei prossimi giorni.

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato lunedì, 22 giugno 2009 alle 22:40 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.