Il consiglio d’Europa contro la tutela penale in materia religiosa

Il consiglio ONU sui diritti umani ha recentemente approvato una risoluzione, proposta dagli stati islamici, con cui ha condannato la “diffamazione della religione” (cfr. Ultimissima del 29 marzo 2009). Il Consiglio d’Europa sembra invece muoversi nella direzione opposta, valorizzando il diritto alla libertà di espressione. La scorsa settimana è stato diffuso un rapporto redatto dalla cosiddetta “commissione di Venezia”, un corpo consultivo del Consiglio d’Europa formato da esperti costituzionalisti. Le conclusioni a cui è giunta la commissione sono rinfrancanti: se, si sostiene, l’incitamento all’odio religioso deve essere punito, d’altro canto, se è assente l’elemento di incitamento all’odio, non si ritiene né necessario né desiderabile creare un reato di blasphemy (parola la cui definizione non è univoca, e che può comprendere sia il concetto di vilipendio, sia quello di bestemmia). La commissione raccomanda altresì che il reato di blasphemy sia abolito e non reintrodotto, rilevando come la gran parte dei paesi europei abbia comunque già provveduto alla sua espunzione dai codici: solo otto le eccezioni, tra le quali – cfr. pagina 8 – l’Italia.

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato lunedì, 1 giugno 2009 alle 15:42 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.