Stato di New York, primo sì ai matrimoni omesessuali

Con 89 voti favorevoli e 52 contrari, l’Assemblea dello Stato di New York ha approvato una proposta di legge che intende legalizzare i matrimoni omosessuali. Si attende ora la votazione del Senato: se il voto sarà favorevole, lo Stato di New York sarà il sesto stato USA a consentire le nozze tra cittadini dello stesso sesso.

Questo articolo è stato pubblicato mercoledì, 13 maggio 2009 alle 23:05 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0.Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.

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36 commenti a “Stato di New York, primo sì ai matrimoni omesessuali”

  1. Stefano Grassino scrive:

    Presto B4X4 chiederà la cittadinanza Americana e la residenza New York.

  2. don alberto scrive:

    WASPG

  3. Kaworu scrive:

    @don

    è un modo per dire “sono una cosa sbagliata”?

  4. Giulia Pinn scrive:

    Si, WASP gay. Perchè no? Ma anche BASP gay, YCSH gay, BACC gay…

    Chi vuole discriminare come al solito non bada a spese…

  5. firestarter scrive:

    Oddio, spero che nostro signore non scagli la propria ira contro queste istituzioni criminalmente secolarizzate la cui morale decadente legittima il peccato orribile dei sodomiti.

    Mica come ai vecchi bei tempi quando si poteva sbatterli in carcere quei culattoni.

  6. Otto Permille scrive:

    Questo passo legislativo diventa inevitabile una volta riconosciuta la matrice biologica o genetica dell’orientamento omosessuale. E’ un tasto molto delicato sul piano giuridico perché se davvero continuassero ad essere confermate le ipotesi di una variante sul cromosoma X (trasmesso dalla madre) nell’area Xq28 come fattore genetico che contribuisce al mutamento dell’orientamento sessuale della persona, allora ogni atto di discriminazione della persona omosessuale (o addirittura ogni “condanna” dell’omosessualità) diventa un vero e proprio reato contro la persona. Su questo fronte, la maggior parte delle religioni rischiano molto, perché sul piano legale, diventerebbero immediatamente associazioni che fanno pratica di razzisno.

  7. El topo scrive:

    Propongo un punto di vista diverso che, temo,per ceri versi potrebbe piacere a Don Alberto.
    Vengo rapidamente al punto: Il termine “matrimonio” ha una connotazione religiosa, per quanto affievolitasi nel tempo, premesso ciò non utilizzerei tale termine per le coppie “sposate” (altro termine con connotazione religiosa), o meglio unite secondo il solo rito civile. Ovviamente sono favorevole alle unioni civili anche tra omosessuali ritenendolo un loro sacrosanto diritto.

  8. Fri scrive:

    quoto El topo

    sono assolutamente contraria ai matrimoni gay… anzi, per dirla proprio tutta sono proprio contraria al matrimonio!!!

    Ciò detto, sono anche una sostenitrice del matrimonio fra omosessuali (non per niente tempo avevo segnalato che nel Vermont e nel New Hampshire era stata approvata la relativa legge). Non glielo consiglierei, ma se lo vogliono fare non vedo proprio perchè non dovrebbero. Più che altro è il riconoscimento di certi diritti che non possono essere acquisiti in altro modo.

  9. rododentro scrive:

    Lo Stato di New York è il più importante e conosciuto al mondo, sarà un forte messaggio
    a livello internazionale, o le varie sette religiose si adeguano alla naturale evoluzione progressista della razza umana o ( speriamo ) saranno pesantemente isolate.

  10. Rocco scrive:

    @8×1000
    Importa poco l’etiologia specifica (non lo sappiamo ancora e probabilmente ce ne sono più di una), l’omofobia è sempre stato un reato contro la persona, come il razzismo, poi le religioni che incitano alle discriminazioni non sono mica una novità…

    Anyway, congratulations New York!!

  11. Neoalfa scrive:

    E intanto noi guardiamo il mondo che va avanti.

  12. Ivo Mezzena scrive:

    Dai b16, che presto potrai legalizzare il tuo amore con Georg!

  13. Giuliana scrive:

    Sono d’accordo con El Topo. Lasciamo la parola matrimonio all’istituzione religiosa e usiamo un termine nuovo (unione civile, civil partnership…) per, appunto, le unioni civili, senza distinzione tra quelle omosessuali o eterosessuali.
    E facciamo come gia’ si fa in tanti Paesi europei: il matrimonio religioso non ha alcun valore se non e’ preceduto dall’unione civile!

  14. Tiè don dindondan, ciappa e porta a casa o, meglio, sull’altare degli stupri da esorcizzzare…

  15. SilviaB scrive:

    @Otto

    ” se davvero continuassero ad essere confermate le ipotesi di una variante sul cromosoma X (trasmesso dalla madre) nell’area Xq28 come fattore genetico che contribuisce al mutamento dell’orientamento sessuale della persona, allora ogni atto di discriminazione della persona omosessuale (o addirittura ogni “condanna” dell’omosessualità) diventa un vero e proprio reato contro la persona”

    Perché scusa, se io sono gay perché mi piace esserlo e non perché mi ci costringe un allele mutato, allora va bene discriminarmi?
    Allora possono discriminarmi a livello legislativo se mi piace Spiderman e non sopporto Bergman (gusto suppongo non ascrivibile ad una mutazione genetica)?
    Ma la vogliamo smettere con queste stronzate parascientiste?

  16. Andrea77 scrive:

    Affacciati alla finestra italiana si vede, fuori, lo scorrere del tempo e il mutare del mondo e basta volgersi all’interno del nostro bel palazzo per accorgersi della forzata immobilità sulle orme della tradizione.

  17. Asatan scrive:

    @Giuliana
    Nel caso di New York si tratta appunto di matrimoni civili e, sostanzialmente, è quello che ineressa alle coppie omosessuali. Una parificazione nei diritti civili.

  18. chinsky scrive:

    Riguardo l’utilizzo o meno del termine “matrimonio” per le unioni omosessuali, tengo a specificare che il termine è stato preso in prestito dalla chiesa cattolica, dato che questa non ha di certo inventato il matrimonio.. al massimo l’ha “adottato”. Qundi non vedo per quale motivo non lo si possa utilizzare, sebbene molti lo riconducano al sacramento ecc ecc, è ora che si riconosca la priorità dell’unione civile sull’infiocchettata e sempre meno popolare cerimonia in chiesa.

  19. Sandra scrive:

    In tutto il mondo matrimonio indica un atto con cui due persone pubblicamente dichiarano di voler vivere insieme come coppia “legale”. Il rito religioso e’ una parte aggiuntiva nel matrimonio. Cosi’ come lo e’ per il funerale.

    I love NY!

  20. Giuliana scrive:

    @ Chinsky:
    Sono d’accordo con te che il matrimonio non l’ha imventato la Chiesa, ma e’ anche vero che la parola ha storicamente sempre indicato l’unione tra un uomo e una donna, e tra l’altro e’ sempre meno popolare – se usare un altro termine puo’ essere utile a risolvere il problema, lasciamo perdere la parola marimonio e usiamo unione civile!

  21. Andrea scrive:

    @El topo
    Credo si possa definire matrimonio tranquillamente anche quella da te definita unione civile, in ogni modo è il risultato quello che conta, ovvero che sempre in più paesi le etiche che vanno contro la libertà personale ed i diritti dell’individuo vengano continuamente messe in discussione e quindi dimenticate.

    Ciao a tutti

  22. Loig scrive:

    @ don alberto

    ti rendi conto di aver scritto una cazzata vero?

  23. Loig scrive:

    Ottima notizia.

    Sono lontani ormai i tempi in cui si pensava al mantenimento di una popolazione WASP, se “perfino” i gay non sono più discriminati.

  24. stanzacentouno scrive:

    …a me tutta questa storia della definizione semantica dell’atto dell’unione di due persone mi ha veramente stufato.
    E’ logico che si dice matrimonio per intendere una unione ufficiale tra due persone.
    Chiamatela unione civile , matrimonio, pacs,quello che volete, ma nonspeculiamo sul fatto che la parola matrimonio debba per forza far pensare a qualcosa di religioso.
    So che’ l’origine della parola puo’ avere questo senso o comunque faccia pensare a uomo-donna, ma nel linguaggio comune ha perso quasta valenza e indica comunque una unione.
    Si parla anche di matrimoni tra potenze o industrie e cosa vorrebbe dire, chevanno in chiesa e che una e’ un uomo e un’altra una donna, suvvia
    Non perdiamoci in un bicchiere d’acqua,.
    Questa storia mi ricorda il fatto di chiamare NON VEDENTI i ciechi, AUDIOLESI i sordi e OPERATORI ECOLOGICI i netturbini.
    BAH!

  25. Loig scrive:

    Il matrimonio fra persone omosessuali è un diritto talmente ovvio e naturale che non si capisce perchè non sia stato istituzionalizzato prima.
    Le ideologie religiose, come al solito, rendono l’umanità poco lungimirante.

  26. myself scrive:

    Un ottima notizia, solo correggete il titolo, non è omEsessuali :-)

  27. Gérard scrive:

    Non sono interessato di questa cosa e personalmente questo mi fa un pò sorridere . Però penso che se questo tipo di cosidetto matrimonio riesce a dare felicita e equilibrio a chi lo desidera, allora è una buona cosa per la communita degli esseri umani …

  28. c.j. scrive:

    ma gli italiani non provano vergogna del loro fascismo?

  29. Kaworu scrive:

    più che felicità ed equilibrio si tratta di mera tutela legale… giusto per non esser considerati legalmente due estranei/e

  30. Asatan scrive:

    @Gerad

    A me basterebbero e avanzerebbero i PACS alla francese sia per etero che per omo.
    Però è anche vero che l’accesso al matrimonio è anche un simbolo, significa essere considerati cittadini con pari diritti… non esseri inferiori meritevoli di diritti dimezzati.

  31. Sara scrive:

    @ 8×1000
    La teoria cromosomica può anche essere interessante, pure se non ci credo molto (il determinismo genetico estremo mi convince pochissimo, anche perché sappiamo che l’individuo non è certo dettato solo dai cromosomi, ma anche da fattori extracromosomici e naturalmente ambientali).
    Altrimenti non si spiegano le pur piccole differenze tra gemelli omozigoti, per esempio.
    In ogni modo, sono d’accordo con altri nel ritenere che la causa dell’omosessualità non sia importante nel rifiuto della discriminazione. Sarebbe come dire: quello è un delinquente genetico, quindi non è colpa sua. Non è così, l’omosessualità, oltre a essere naturale, non è un delitto né una colpa, è un comportamento socialmente neutro (finché non si impone, come tutti i comportamenti umani); perciò non vedo che problemi dovrebbero esserci nell’accettarla, sia che sia di origine genetica, che non.

  32. Rocco scrive:

    Non capisco perché i PACS, sicuramente la legislazione più strana e meno riuscita di tutta Europa che riguarda le coppie gay, siano ancora considerati come un modello in Italia, mentre sono stati superati dai partnership registrati oppure proprio dall’eguaglianza nel matrimonio in quasi tutti i paesi europei. Anche l’Ungheria ha superato la Francia in materia di tutele per le coppie gay, e l’Estonia e l’Irlanda stanno per farlo. E l’Italia.. secondo me in Italia non è neanche una questione di terminologia, il fatto è che il lobby vaticano e la gerontocrazia politica italiana non vogliono neanche che abbiamo i diritti civili di base, un po’ per l’intolleranza religiosa ma anche per il puro odio nichilista della destra italiana. quindi forse la miglior cosa che possiamo fare se vogliamo la sicurezza e la libertà è fare le valigie e andarcene all’estero, comincio a perdere la speranza qui.

  33. Rocco scrive:

    partnership o unioni civili volevo dire, non registrati

  34. MicheleB. scrive:

    Insisto (perchè gia detto in passato): non cerchiamo di legittimare le persone con la scienza, perchè le persone non hanno bisogno di legittimazione ad esistere. Ho amici gay è non mi è mai importato niente del perchè facciano con persone dello stesso genere quel che io faccio con la mia compagna. Che glie ne frega agli altri di cosa io faccia con lei?! Che me ne frega a me di cosa facciano gli altri con altri?! Rubano? Inquinano? Portano sofferenza? NO, quindi, ognuno pensi al proprio talamo, senza condannare ne giustificare.

  35. Stefano Grassino scrive:

    @ MicheleB.

    Infatti, godersi al meglio la vita nel modo giusto che fà per noi, senza far del male agli altri, è troppo intelligente da capire, nè.

  36. FabioFLX scrive:

    Capita di dover spiegare le ragioni dietro la necessità di un riconoscimento legale delle unioni omosessuali. Personalmente, mi sono spesso appoggiato alle tesi per cui un omosessuale non lo è per scelta.
    Leggendo i commenti di questo post mi trovo però a voler perfezionare questa tesi.
    In questo momento, anche se ci penserò su per identificare un pensiero più completo, credo che un gay debba vedersi garantito il diritto all’unione legale a prescindere dalle motivazioni della sua omosessualità, il che si traduce più semplicemente nel diritto di unione legale tra due esseri umani senza distinzioni alcuna di genere, col solo vincolo del consenso congiunto.