Criticato il discorso di Benedetto XVI allo Yad Vashem

Pochi consensi per il discorso che Benedetto XVI ha pronunciato ieri allo Yad Vashem, il monumento dedicato alla memoria della Shoah. A giocare a sfavore del papa tedesco, anche in questa occasione, il confronto con il suo predecessore: come ricorda FaithWorld, Giovanni Paolo II, nel 2000, aveva accennato ai nazisti due volte e ricordato esperienze personali con vicini ebrei. Nulla di ciò nel discorso di papa Ratzinger, il cui respiro non è sembrato andare al di là della Chiesa cattolica. Secondo Tom Segev, del quotidiano israeliano Haaretz, il discorso è stato contraddistinto da “banalità e indifferenza”: “ci si sarebbe aspettato che i cardinali riuscissero a preparare un testo più intelligente per il loro boss”. Toni ancora più duri dai sopravvissuti e dai membri dello staff dello Yad Vashem, arrabbiati per la “tiepidezza” papale e per la mancanza di una condanna del nazismo: un’assenza prontamente collegata al servizio prestato dall’attuale pontefice durante la seconda guerra mondiale. Circostanza che ha costretto il portavoce della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, a negare che il giovane Ratzinger abbia fatto parte della gioventù hitleriana: poiché diversi giornalisti gli hanno fatto notare che il fatto è stato ammesso dallo stesso papa, il portavoce ha dovuto ritrattare, sostenendo che Ratzinger era stato costretto ad arruolarsi non di sua volontà, e senza comunque qualsivoglia attiva partecipazione.

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato martedì, 12 maggio 2009 alle 23:12 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.