Se la messa è una cosa da bambini

Un nostro lettore ci scrive: “Segnalo un articolo del Corriere della sera di oggi – inserto di Verona – pag. 5, che evidenzia un pesante intervento del vescovo Zenti che ha chiesto sanzioni contro un insegnante di una scuola superiore di provincia (nell’articolo non citato) perché avrebbe detto ai bambini se non si vergognavano andare a catechismo dato che è cosa da bambini. E pare che anche il/un dirigente scolastico sia d’accordo. E’ una intollerabile violazione del diritto di parola che non può passare sotto silenzio”. Noi avevamo letto la notizia sul medesimo giornale il giorno precedente. Si riferiva che il vescovo Zenti aveva denunciato un episodio accaduto in una scuola superiore della provincia. Un insegnante avrebbe chiesto alla classe: “Chi di voi va ancora a messa e a catechismo”. Soltanto due alunni avrebbero alzato la mano. L’insegnante avrebbe detto loro: “E non vi vergognate di fare queste cose da bambini?” Non siamo d’accordo con il nostro lettore. Il diritto di parola di un insegnante non comporta anche la facoltà di chiedere agli alunni le loro frequentazioni religiose e di dare giudizi in merito. Andare a messa, poi, non è una cosa da bambini. E’ una cosa da grandi, i quali costringono i bambini a culti religiosi che non capiscono.

Dalla Newsletter del circolo UAAR di Verona (verona@uaar.it)

Questo articolo è stato pubblicato sabato, 18 aprile 2009 alle 6:43 e classificato in Generale, UAAR. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.