Pasqua anti-atea per Benedetto XVI

La plurisecolare tradizione di scomunicare gli apostati durante la Settimana Santa è stata in un certo modo rinnovata da Benedetto XVI nel corso di questi giorni. L’attacco all’ateismo di padre Raniero Cantalamessa (cfr. Ultimissima dell’11 aprile), suo predicatore, non è infatti rimasto senza seguito. Venerdì sera, durante la Via Crucis (che si era aperta con un accenno al terremoto in Abruzzo, avvenuto, è stato detto, in presenza di “un’azione divina mirata”, come in tutte le calamità naturali), il pontefice ha paragonato le difficoltà della vita religiosa odierna e le richieste di rendere laica la vita pubblica agli scherni che avrebbe subito Gesù durante l’ascesa al calvario. Il sito della Santa Sede non riporta le parole pronunciate dal papa nel corso del rito, raccolte invece dal Telegraph: vivremmo in “un deserto di empietà”, in tempi in cui Gesù “è umiliato in maniera diversa” e in cui “le banalità sono glorificate”. La Via Crucis é stata seguita in tv da una media di 4.577.000 telespettatori, il 19,65%: il suo inserimento all’interno del programma Porta a porta non è stato sufficiente a sopravanzare I Cesaroni (6.018.000 telespettatori, 25,17% di share).
Gli stessi toni sono stati riproposti anche nel messaggio diffuso al termine della messa pasquale. Dopo aver definito la resurrezione di Gesù “uno storico dato di fede”, “una realtà storica rivelata”, “un evento unico ed irripetibile”, Benedetto XVI si è prodotto in un altro attacco diretto all’ateismo: “L’annuncio della risurrezione del Signore illumina le zone buie del mondo in cui viviamo. Mi riferisco particolarmente al materialismo e al nichilismo, a quella visione del mondo che non sa trascendere ciò che è sperimentalmente constatabile, e ripiega sconsolata in un sentimento del nulla che sarebbe il definitivo approdo dell’esistenza umana. È un fatto che se Cristo non fosse risorto, il “vuoto” sarebbe destinato ad avere il sopravvento. Se togliamo Cristo e la sua risurrezione, non c’è scampo per l’uomo e ogni sua speranza rimane un’illusione”. Attacco che è continuato dopo aver portato, proprio come aveva fatto padre Cantalamessa, san Paolo come esempio di persecutore convertito: “il suo insegnamento e il suo esempio ci stimolino a ricercare il Signore Gesù. Ci incoraggino a fidarci di Lui, perché ormai il senso del nulla, che tende ad intossicare l’umanità, è stato sopraffatto dalla luce e dalla speranza che promanano dalla risurrezione”.
Anche il cardinale Cormac Murphy-O’Connor, riporta sempre il Telegraph, durante la messa pasquale si sarebbe lamentato della crescente secolarizzazione della società, invitando gli anglicani a lavorare insieme per combatterla.

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato domenica, 12 aprile 2009 alle 23:31 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.