Secolarizzazione crescente anche in Nuova Zelanda

Le più recenti inchieste sociologiche evidenziano come, nonostante gli auspici di studiosi cristianisti quali Rodney Stark e Massimo Introvigne, la secolarizzazione continui ad avanzare in tutto il mondo occidentale (e non solo). Non fa eccezione nemmeno il paese che sta letteralmente agli antipodi del Vecchio Continente: la Nuova Zelanda. I cittadini privi di un’identificazione religiosa crescono anche là: secondo uno studio dell’Università di Massey, ora sono infatti il 40% della popolazione, contro il 29% di 17 anni fa. Non tutti sono non credenti: il 53% del campione ha risposto di credere in Dio, il 20% in qualche forma di energia sovrannaturale; tutti gli altri non credono in Dio o sono agnostici. Da notare che la metà dei credenti in Dio ha ammesso di nutrire dubbi, e che solo un terzo circa della popolazione si descrive come “religioso”. Secondo il professor Philip Gendall, “Dio non è morto, ma forse sta morendo la religione”. I risultati dell’inchiesta sul sito del New Zealand Herald.

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato venerdì, 3 aprile 2009 alle 16:24 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.