Il papa e i profilattici: reazioni italiane

Dopo le nette prese di posizione dei governi europei contro le parole di Benedetto XVI (nel frattempo si è aggiunto anche il premier del Lussemburgo, Jean Claude Juncker: “Sono sconvolto e in disaccordo totale con le parole del pontefice”), è stato finalmente possibile raccogliere qualche dichiarazione da parte di politici italiani:
Silvio Berlusconi (capo del governo, PDL): “Ciascuno svolge la sua missione ed è coerente con il suo ruolo”.
Emma Bonino (radicali): “Quando c’è in gioco il Vaticano, c’è una debolezza politica bipartisan”.
Umberto Bossi (ministro delle riforme, Lega Nord): “L’AIDS è una malattia molto diffusa e se c’è un mezzo per evitarla va usato. In Africa il condom aiuta a fermare l’AIDS. Il papa, forse, non tiene conto della realtà locale dell’Africa”.
Renato Brunetta (ministro della funzione pubblica, PDL): “Da laico, da uomo, da persona qual sono, penso che i preservativi siano utili. Poi, naturalmente, ognuno ha la sua sensibilità. Utili da tanti punti di vista. Contraccezione. Prevenzione. Sono strumenti tecnologici a disposizione degli umani, gli animali non li usano certamente, che circolano dai tempi del Rinascimento”.
Pier Ferdinando Casini (UDC): “Contro Benedetto XVI c’è la manina di qualche massoneria internazionale” impegnata a “negare l’affermazione delle radici cristiane in Occidente”.
Claudio Fava (SD): “Sulla lotta all’Aids e sugli anatemi del Papa, il governo italiano – a differenza della Ue, e di tante nazioni europee – tace e acconsente”.
Paolo Ferrero (PRC): “Nessuno vuole negare al Vaticano di proporre la propria concezione della sessualità, ma la tutela della salute delle persone e la lotta all’AIDS impone la prevenzione e quindi la distribuzione di preservativi”.
Dario Franceschini (PD): “Il profilattico è indispensabile per combattere la malattia in Africa e nei paesi più poveri del mondo”.
Franco Frattini (ministro degli esteri, PDL): “Non commento le parole del Papa”.
Mariapia Garavaglia (PD): “E’ noto a tutti gli esperti che non bastano i preservativi. Sono uno degli strumenti cui devono affiancarsi tanti altri interventi preventivi: informazioni, stili di vita come suggerisce l’Oms. Anche il rispetto delle culture è elemento essenziale per azioni integrate di aggressione a una sindrome che gode di pubblicità in modo intermittente. Il papa l’ha richiamato in prima pagina. L’invio di un milione di preservativi da parte della Spagna non è un messaggio sufficiente”.
Carlo Giovanardi (sottosegretario alla presidenza del consiglio, PDL): “Il pontefice ha parlato come un buon padre di famiglia che ai figli insegna che, prima di tutto, per evitare rischi ci vuole una gestione intelligente della propria sessualità”
Livia Turco (PD): “Ad oggi il preservativo è il mezzo migliore per prevenire malattie gravi come l’Aids”

Questo articolo è stato pubblicato venerdì, 20 marzo 2009 alle 9:14 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.