Germania: rifiutati gli ateobus

Bus atei bloccati in Germania, racconta Der Spiegel. La campagna avviata dai non credenti tedeschi ha infatti incontrato il ‘no’ di città come Berlino (“non facciamo pubblicità di tipo religioso”) e Colonia (“dopo il crollo dell’archivio, abbiamo cose più importanti di cui occuparci”). A Monaco non è ancora stata presa una decisione. Lo slogan proposto era la traduzione di quello inglese.

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34 commenti

MetaLocX

”non facciamo pubblicità di tipo religioso”

Bè, se tengono conto a quanto detto non dovrebbero concedere spazi a nessuna confessione religiosa.
Resta solo da vedere se il messaggio degli autobus possa considerarsi di tipo religioso. Perché l’associazione che lo ha promosso non la definirei assolutamente così…

Giovanna

E’ davvero un peccato. Ho letto l’articolo di Der Spiegel. Conoscendo un po’ i tedeschi ho il sospetto che il no di Berlino sia dettato più da motivi di prudenza contro il rischio di reazioni da parte degli islamici, più che da parte di qualche gruppo cristiano.
Va anche considerato che in Germania la laicità e la libertà d’espressione non trovano certo gli ostacoli che invece ben conosciamo qui in Vatikalia e magari là la campagna ateobus potrebbe sembrare quasi superflua.

watchdogs

dopo il crollo dell’archivio, abbiamo cose più importanti di cui occuparci

incredibile! gli è crollato l’archivio, gli serviranno soldi per ricostruirlo, ma rifiutano le pubblicità. complimenti!

alby

Si, curioso, ma non credo sia timore di disgustare il loro Ratzinger visto la bastonata che recentemente gli ha dato la Merkel. Penso piuttosto non vogliano smuovere le acque della polemica religiosa, loro hanno molti musulmani che spesso non sono molto docili in argomento di religione.

Andrea77

Sarà pure colpa del timore verso i musulmani non molto docili, ma allora significa che finiti i cristiani arrivano i musulmani ha rompere le palle.
Oggi noi abbiamo il Vatican, domani avremo i Muslim, dopodomani chi?
Dove c’è sentimento religioso integralista non c’è libertà.
Se in Germania vietano pubblicità atea o sono messi come noi o la loro laicità non è in discussione e la religione è un fatto puramente personale.

mp

sono sempre più del parere che per la campagna ateobus italiana sia intelligente adottare la traduzione dello slogan inglese, per sottolineare il fatto che qualcosa stia cambiando a livello mondiale.

Mr.Hubble

..beh in Germania non hanno le rogne che abbiamo noi, da loro la chiesa è pagata dai credenti..almeno quella fortuna..

Opus Mei

Sono d’accordo al 200% con Andrea77: facciamo benissimo a lamentarci della CCAR ma dal punto di vista del rispetto dei diritti umani l’Islam è messo ancora peggio del cristianesimo, che almeno ha avuto la salutare “scoppola” dell’Illuminismo e della Rivoluzione Francese a farli stare un pò più “bassini” …
Se il motivo di queste decisioni tedesche è davvero l’Islam, siamo di fronte ad una nuova calata di braghe dopo la storia delle vignette su Maometto.
E il peggio è che se continuiamo così fra un pò in Europa sarà “normale” sottostare addirittura alle minacce non espresse (!) di qualsiasi gruppo religioso o religioso-terrorista che si possa “sentire offeso” da qualche opinione.
Una sorta di auto-censorio livellamento verso il basso della libertà, per portare tutti all’infimo livello dove si trovano le confessioni religiose dominanti …

Otto Permille

“Non facciamo pubblicità di tipo religioso” mi pare una buona risposta. In effetti la questione della “fede” nel mondo protestante (Germania del Nord) è una cosa essenzialmente privata e individuale. Infatti non ci sono immagini religiose, e quindi probabilmente anche le scritte non sono ben accette. Il fatto che uno creda o non creda, al vicino di casa non importa proprio nulla. Qui da noi è diverso anche perché credere o non cedere non riguarda tanto la fede, quanto un segno distintivo di appartenenza ad una specie di stato celeste, di monarchia celeste, una specie di “rotary club” celeste, dove, se uno si esclude ed esce dal processo di salvezza, viene equiparato ad una specie di “paria”, ad un individuo senza “status” umano, ad un dannato in anticipo. Ma la fede non c’entra. Anzi meno uno pensa e meglio è! La maggior parte di coloro che si inchinano al prete non credono ad un bel niente, oppure hanno moltissimi dubbi. Però basta inchinarsi al prete per avere la vita eterna. Questo è ciò che importa.

OF

In Svizzera a Lugano hanno rifiutato con la stessa motivazione. Per statuto non accettano nessuna pubblicità di stampo religioso/politico/ideologico. Naturalmente é una posizione che se rispettata é legittima e giustificabile.

Il Filosofo Bottiglione

penso che una propaganda come quella dell’ateobus abbia senso dove la presenza della chiesa pesa in modo significativo sulla politica e sul costume di una nazione, dove muove poderosi interessi economici.
posso comunque capirlo in inghilterra dove passa più come scontro sul filo dell’ironia, ma in germania…boh. poi per giudicare bene bisognerebbe conoscere e viverci in una nazione.
di certo so che qui in Italia andava fatto!

centrodx

E noi (europei) dovremmo continuare a far venire qua certa gente??? E tutelarli???
Ma cacciamoli via, va…

Laici non vuol dire fessi.

Magar

In Germania c’è troppo paternalismo statale e troppa poca libertà di espressione, come sospettavo da tempo (già le leggi contro Scientology, i veli islamici, i [luridi] negazionisti lo provavano).

Kaworu

@viano

guarda, se l’italia fosse laica un decimo della germania staremmo già ad un ottimo punto, per cui se vuoi… Uber alles in der Welt.

Luigi Riboldi

Ho vissuto in Germania molti anni e posso dire che la Germania non è un paese laic, come lo è la Spagna (dove vivo ora), la Francia od il Regno Unito. Per darvi un esempio: lo Stato tedesco (con i soldi di tutti i contribuetie atei e non) riscuote gli oboli delle chiese (Kirchensteuer). La legge sulla fecondazione assistita è rstrittiva come quella italiana. Il parlamento tedewsco già alcuni anni fa non ha permesso il testamento biologico. E via di questo passo. La Germania èun paese che aborre il cambiamento in generale. In Europa la bandiera della laicità va decisamente alla Spagna, Francia, Regno UNito, Danimarca.

Sandra

Scusa Luigi, a me sembra di ricordare che quando compili la dichiarazione (ma forse anche in un altro formulario), devi specificare la tua chiesa di appartenenza, e in base a questa dichiarazione parte delle tasse del tuo stipendio vengono girate dallo stato alla comunita’ religiosa che hai scelto. Se non indichi una religione pero’, le tue tasse vanno interamente versate allo stato. Non so se poi la chiesa locale possa operare un controllo di coloro che in questo modo si sono dichiarati facenti parte di quella comunita’ religiosa, e quindi aventi diritto a servizi religiosi (battesimo, matrimonio, ecc.).

rododentro

Al di sopra di tutte le motivazioni, la questione è solo una : la piovra vaticana è sparsa in tutto il globo, è lo stato ( se così si può chiamare ), più ricco e florido nonostante la crisi e per questo la fà da padrone sui politici occidentali che come i paesi islamici, usano la religione per controllare il gregge, l’ unica arma è quella di far capire al gregge che Dio non esiste e che loro lo sanno, ma lo usano per domarli e sfruttarli.
Questa mia esternazione, potrebbe non essere condivisa, ma mi raccomando di usare toni pacati in eventuali contrarietà, per non apparire negativamente a chi entra per la prima volta el sito,
Siamo tutti dalla stessa parte, nessuno è più di un altro, dobbiamo serenamente discutere per confrontarci non per attacarci.

Flaviana

oh no! erano riusciti persino a togliere i crocifissi in Baviera. Se si sono rifiutate Berlino eColonia con Monaco non ci e’ speranza.

vitus

vivo in Germania e per chi conosce i tedeschi, la cosa non dovrebbe sorprendere: qui ci si “scalda” (il virgolettato è d’obbligo, perché qui chi alza la voce ha perso in partenza: a meno di essere italiani – in quel caso, i tedeschi si aspettano automaticamente prove di “temperamento” latino) solo quando i temi arrivano veramente a toccare la sfera privata del cittadino. In Germania, di Dio non si parla praticamente mai: quindi neanche sulla sfera pubblica, il discorso “fede” ha un forte impatto.
“Ateo” in questo paese (che non amo, ma ho imparato a rispettare e stimare) non è mai un insulto. Il NO di Berlino fotografa appieno la mentalità tedesca: di religione si tratta nei luoghi deputati (chiese, sinagoghe, moschee et aliter) e neppure il discorso “contro” può apparire su di un autobus; sono invece più perplesso dal NO di Colonia: questo sì è preoccupante. E comunque, proprio a Colonia, il vescovo è stato duramente contestato per le posizioni assunte contro l’omosessualità. E il vescovo è stato discretamente “pre-pensionato”.
Non vorrei dare l’idea di un paradiso: soprattutto per ciò che attiene all’Ovest del paese. Ho vissuto anche nell’Est (l’ex-DDR, per intenderci) e non posso dimenticare l’articolo apparso sotto Natale 2005: in tutti i Länder dell’ex-DDR, per l’anno successivo, era prevista la chiusura di 1800 chiese per mancanza di fedeli. Questo anche perché molti dei fedeli sono emigrati all’Ovest per lavoro, dopo la riunificazione: ma rimane comunque un’ottima notizia.

Chiericoperduto

Le rogne l’hanno anche in Germania, eccome, con milioni di musulmani. Basta una piccola percentuale molto scuscettibile ad incendiare gli animi.
Per questo Berlino non accetta pubblicità religiosa di nessun tipo (per intendersi non potrebbero essere affissi nemmeno i manifesti dell’8xmille).
Silenzio su tutte le religioni, per ora va bene così, in futuro dovremo aiutare anche i musulmani ad uscire dal gregge, cosa pericolosa oggi.

Lavinia

beh, ma in germania, per quello che la conosco, non concedono niente a nessuno, mica solo agli atei. Cioè, non mi è mai capitato di vedere manifesti pro-dio.quindi, il fatto è, non concedono pubblicità a nessuno, atei protestanti o cattolici, e visto che vogliamo l’uguaglianza, e non la supremazia, il loro rifiuto mi sembra giusto.

Stefano Bottoni

Non ho la stessa esperienza di altre persone che in Germania vivono o hanno vissuto, essendovi stato solo come turista (fai da te, no alpitour… molto più istruttivo!), ma mi sembra che siano vere due cose: 1) hanno davvero problemi molto seri con i musulmani (vi ricordate dell’affare Ocalan?); 2) la chiesa luterana è particolarmente forte, anche se non al livello di vaticalia (giusto in Baviera sono i cattolici la maggioranza relativa). Magari una campagna degli ateobus avrebbe potuto avere successo ad Amburgo, ma sarebbe stata anche l’unica città in cui non ce ne sarebbe stato bisogno.

Luigi Riboldi

@Sandra. Il problema dell’obolo delle chiese riscosso dallo stato è questo: i contribuentidvono pagare degli stipendi di funzionari del Finanzamt (ciò che da noi sarebbe una agenzia delle entrate) che si dedicano a gestire i soldi delle chiese. Perché le chiese non si gestiscono i loro soldi pagando loro il personale? Questa è la questione.
Dopodiché sono perfettamente d’accordo nel dire che la Germania è mille volte + laica del belpaese. Ma non mi consola affatto. Non bisogna mai confrontarsi con i peggiori della classe (n questo caso l’Itallia in fatto di laicità), bensì con i migliori per poter noi migliorare. QUi da noi in Spagna, Zp ha fatto veramente un lavoro egregio e va dato lui il merito.

Gianni Red

Parlane bene o parlane male, l’importante è che se ne parli. Il silenzio è uguale al nulla!

Sandra

Luigi, ho trovato questo su wiki:
“In particular, some smaller communities (e.g. the Jewish Community of Berlin) choose to collect taxes themselves to save collection fees the government would charge otherwise.”

Cioe’ dice che comunita’ piccole preferiscono raccogliere direttamente le imposte onde evitare di pagare lo stato per il lavoro svolto, quindi il lavoro degli impiegati dell’erario dediti allo storno della Kirchensteuer e’ a carico delle comunita’ religiose, e non dell’intera
popolazione di contribuenti.

Io mi accontenterei della Germania del nord. 🙂

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