Pescara: contro l’UAAR scende ora in campo anche un preside universitario

I manifesti atei affissi a Pescara continuano, a distanza di due settimane, ancora a far parlare di sé e dell’ateismo la città abbruzzese. Dopo la presa di distanza da parte del mondo politico, è di ieri un deciso ‘no’ proveniente dal mondo accademico. Bernardo Razzotti, 70 anni, docente ordinario di filosofia morale all’università D’Annunzio Chieti-Pescara, dove ricopre anche l’incarico di preside della facoltà di Lingue e letterature straniere, è stato infatti intervistato dal quotidiano locale Il Centro rilasciando dichiarazioni anti-atee di ampia portata. Secondo Razzotti, “dichiarare che Dio non esiste lede la dignità di quanti ritengono che Dio esiste… tutti i popoli hanno sempre avuto la fede in Dio … e l’uomo è soggetto naturaliter di religiosità”. Come se non bastasse, lo slogan UAAR sarebbe contraddittorio, perché “l’ateo in senso stretto non esiste … l’ateo è colui che trovandosi insoddisfatto del Dio a cui è stato educato va alla ricerca di un Dio diverso da quello della tradizione”. I manifesti atei, dunque, sarebbero per Razzotti “atti polemici e denigratori che, di fatto, impoveriscono l’uomo e lo rendono soggetto di posizioni in cui viene meno la dignità stessa dell’atto”. Senza Dio, conclude il preside, la società “rischierebbe molto”.
Per la cronaca, Razzotti più che un filosofo è un teologo, come si può leggere dal suo curriculum pubblicato sul sito stesso dell’Università: ha infatti conseguito i gradi accademici di Baccelierato e di Licenza in Teologia presso la Pontificia Università Urbaniana di Roma, e nel 1989 è stato nominato da Giovanni Paolo II Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di S. Gregorio Magno.

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato martedì, 10 marzo 2009 alle 6:49 e classificato in Generale, UAAR. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.