Nuovo sondaggio sul sito UAAR

Un nuovo sondaggio è stato pubblicato sul sito UAAR. Questa la domanda: “Secondo autorevoli fonti, all’incirca un italiano su sette si dichiara ateo o agnostico. Secondo te, la loro visibilità è coerente con la loro diffusione?”
Sette le opzioni di risposta:
- Atei e agnostici hanno una visibilità molto superiore alla loro diffusione
- Atei e agnostici hanno una visibilità superiore alla loro diffusione
- Atei e agnostici hanno una visibilità coerente con la loro diffusione
- Atei e agnostici hanno una visibilità inferiore alla loro diffusione
- Atei e agnostici hanno una visibilità molto inferiore alla loro diffusione
- Atei e agnostici non hanno praticamente alcuna visibilità
- Non so / altro

Si è nel frattempo concluso il precedente sondaggio. Il quesito era: Berlusconi ha deciso di assecondare le richieste della Chiesa cattolica, cercando di sospendere l’interruzione dei trattamenti su Eluana Englaro. Secondo te, perché l’ha fatto?
Questi i risultati (1972 voti):
44% Per avere una scusa per destabilizzare le istituzioni repubblicane
36% Perché è convinto che la Chiesa gli garantirà molti voti
8% Per nessun motivo particolare: a leggere le sue dichiarazioni, Berlusconi non sembra aver capito bene di cosa si sta discutendo
5% Per accentuare le divisioni nel PD tra laici e clericali
3% Per qualche motivazione attualmente inconfessabile
2% Perché ha ritenuto che fosse giusto salvare una vita
1% Perché è un convinto cattolico
1% Non so / altro

Filed under: Generale, UAAR

21 commenti

francesco

scusate, l’ho visto
comunque non credo che 6 italiani su 7 siano credenti… mi sembrano troppi

BackDream

@francesco: probabilmente 6 su 7 sono credenti in “qualcosa”, ma non tutti necessariamente cattolici…

Fabio

vabbeh, questo sondaggio che senso ha?
Tanto valeva chiedere:

1+1 fa

a) 22
b) 12
c) 2
d) 0
e) altro…

alessandro perugi

6 su 7 credenti è una balla spaziale! Per chi conosco io sono 6 su 7 che bestemmiano tutto il giorno e che non sanno neppure cos’è una chiesa! Piuttosto vorrei votare il sondaggio ma non lo trovo!

stefano

la 5 o la 6 ma ha ragione Fabio, è come chiedere quale auto costa di più tra una ferrari e una 500;

1. la ferrari

2. la 500

3. non so

SilviaBO

E’ triste che le idee debbano essere giudicate in base alla loro “visibilità” (che vorrà poi dire visibilità? Si può essere visibili anche perché si fanno cose orribili).
Ma mi rendo conto che, nel mondo d’oggi, l’apparenza conta più della sostanza, per cui la “visibilità” ha la sua importanza (e ho fatto pure la rima).

Giorgio

A Francesco e BackDream

L’ultimissima dice che un italiano su sette “si dichiara” ateo o agnostico. Sembra doversi intendere ha preso coscienza della cosa e ne parla tranquillamente, cosa non scontata trattandosi di una scelta in controtendenza in un paese sfacciatamente clericale.
Presumibilmente gli altri sei “si dichiarano” credenti. Ma bisognerebbe capire quanto in ciò pesino abitudine e conformismo, mentre scelte di vita concrete e (mancata) pratica religiosa darebbero indicazioni ben diverse. Consideriamo per esempio l’8 per mille: solo il 30% dei contribuenti (cioé all’incirca 2 su 7) firma per la CCAR. Per la pratica religiosa le cifre sono all’incirca le stesse. E gli altri?
Senza trascurare poi che molte persone preferiscono prudentemente non parlare del loro ateismo o agnosticismo.
Insomma, è forse ragionevole pensare che il “bacino ateo/agnostico” sia potenzialmente ben più ampio, ma bisogna ottenere che le persone prendano coscienza di quel che sono e pensano davvero, cosa non facile.

Filippo

Dire che non abbiamo praticamente nessuna visibilità è eccessivo: per fortuna ci sono persone come Odifreddi e la Hack che sono conosciutissime. Ci sono inoltre molti libri di successo e ora c’è anche l’iniziativa degli ateobus. Sicuramente questa visibilità va allargata, ma come punto di partenza non è da disprezzare.

polloagnostico

Ba’, sotto sotto la stragrande maggioranza delle persone, anche se non frequantano la chiesa, se interrogate, dicono che sì, credono. E nella stragande maggioranza si riferiscono alle credenza cattoliche. E questo è vero: credono, perchè gli fa comodo credere. In Italia la maggioranza dele persone è così: è davvero difficile trovare persone che siano veramente “laiche”. Guardate in tv: praticamente tutti hanno tre matrimoni alle spalle, convivono, ecc., ma poi, quando esce il discorso religioso, tutti si proclamano credenti.

alessandra

Il problema dei sei su sette è, a mio avviso, che per la maggioranza la religione cattolica è abitudine a seguire una corrente senza farsi domande. Fin da piccoli gli è stato detto che seguire gli insegnamenti della chiesa cattolica è cosa buona e giusta, che il papa è il custode della morale ecc. ecc.ecc. Tutte queste persone si dichiarano cattoliche, non si sono mai prese la briga di farsi domande, di leggere, di pensare se è proprio tutto vero quello che gli hanno insegnato fin da piccoli. Pensare è faticoso, scegliere una strada diversa dalla massa è difficile, farsi domende è difficile. Si dichiara cattolica gente che non va mai in Chiesa, semplicemente perchè si è sempre dichiarata cattolica. si sposano in chiesa, battezzano i loro figli, perchè si è sempre fatto così. Su questo fiume placido è praticamente impossibile creare anche solo un piccolo saltino, un dubbio, una domanda, un forse.

Thors

Scusate l’incursione, in Sardegna ha vinto Berlusconi, ormai è lui il padrone assoluto di tutto e di tutti: può fare ciò che vuole!!!!!! Siamo tornati allo stato totalitario! Ribelliamoci adesso

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