L’accanimento terapeutico nella dottrina cattolica

L’UAAR sta ricevendo diverse segnalazioni su alcune affermazioni della dottrina cattolica in merito all’accanimento terapeutico. I messaggi sono talvolta al limite dello ’scandalizzato’: quasi che il papa, nel caso di Eluana Englaro, sia andato platealmente contro se stesso. Riportiamo tre passi:

2278. L’interruzione di procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all’« accanimento terapeutico ». Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire. Le decisioni devono essere prese dal paziente, se ne ha la competenza e la capacità, o, altrimenti, da coloro che ne hanno legalmente il diritto, rispettando sempre la ragionevole volontà e gli interessi legittimi del paziente.
(Catechismo della Chiesa cattolica, 1992)

120. L’alimentazione e l’idratazione, anche artificialmente amministrate, rientrano tra le cure normali dovute sempre all’ammalato quando non risultino gravose per lui: la loro indebita sospensione può avere il significato di vera e propria eutanasia.
(Pontificio Consiglio della Pastorale per gli Operatori Sanitari, Carta degli Operatori Sanitari, 1995 – cfr. Metilparaben)

E’ innegabile che si debba rispettare l’autodeterminazione del paziente.
(Benedetto XVI, durante l’udienza ai partecipanti al 110. congresso nazionale della società italiana di chirurgia, 2008)

Citazioni testuali e, in un’ottica laica, apparentemente inequivocabili. Ma:

2279 Anche se la morte è considerata imminente, le cure che d’ordinario sono dovute ad una persona ammalata non possono essere legittimamente interrotte.
(Catechismo della Chiesa cattolica, 1992)

136. L’inviolabilità della vita umana significa e implica da ultimo l’illeceità di ogni atto direttamente soppressivo.
(Pontificio Consiglio della Pastorale per gli Operatori Sanitari, Carta degli Operatori Sanitari, 1995)

L’esaltazione individualistica dell’autonomia finisce per portare ad una lettura non realistica, e certamente impoverita, della realtà umana.
(Benedetto XVI, durante l’udienza ai partecipanti al 110. congresso nazionale della società italiana di chirurgia, 2008)

La religione cattolica è una religione che rivendica il libero arbitrio all’interno di un quadro teologico fittissimo di precetti. In un’ottica laica, questa è una contrapposizione non componibile: in un’ottica cattolica, no. Anche perché, in ultima analisi, vale sempre la regola che il battezzato “non appartiene più a se stesso”, perché è tenuto a essere “obbediente” e “sottomesso” ai “Capi della Chiesa” (Catechismo, 1269). Dunque, se i capi della Chiesa dicono che su Eluana è stato commesso “un omicidio”, i fedeli sono tenuti a pensare lo stesso. Se invece ritengono che tutto questo sia illogico e degradante, facciano un atto di coerenza e abbandonino anche formalmente la Chiesa.

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato venerdì, 13 febbraio 2009 alle 7:32 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.