Caso Englaro: il ddl Berlusconi spacca il PD

Il disegno di legge del governo Berlusconi sul caso Englaro, il cui esame comincia oggi al Senato, ha spaccato in tre il Partito Democratico. Come ribadito nei giorni scorsi dal leader Walter Veltroni, infatti, trattandosi di un tema ‘etico’ il più forte partito d’opposizione lascerà libertà di coscienza ai suoi parlamentari. Mentre il grosso degli ex-DS voteranno contro, i teodem, gli ex-popolari e i rutelliani voteranno invece insieme al governo. In mezzo anche una piccola pattuglia di cattolici ex-DS che non parteciperà al voto. Il quadro è ulteriormente complicato dalla presenza, all’interno del gruppo parlamentare, di alcuni senatori e deputati radicali: questi ultimi vorrebbero presentare, alla Camera, un congruo numero di emendamenti tale da rappresentare un vero e proprio ostruzionismo nei confronti dell’approvazione del ddl del governo. Contro questa eventualità si è però già espresso il presidente del gruppo dei deputati PD, Antonello Soro (ex-Margherita).
Di fronte a queste divisioni, Veltroni ritiene di poter mantenere l’unità del partito focalizzando le critiche al governo sul solo conflitto istituzionale avviato con il Quirinale, rinunciando quindi a ogni presa di posizione sull’interruzione del protocollo di sospensione dei trattamenti di alimentazione e idratazione forzata riservati a Eluana Englaro.
Degli altri partiti di opposizione, l’UDC voterà a favore del ddl Berlusconi, mentre anche l’Italia dei Valori sembra orientata a lasciare libertà di coscienza.

Questo articolo è stato pubblicato lunedì, 9 febbraio 2009 alle 8:21 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.