Decreto legge sul caso Englaro: continuano le proteste e il conflitto istituzionale

Non accenna a placarsi il conflitto istituzionale tra Palazzo Chigi e Quirinale sulla mancata ratifica, da parte del presidente Giorgio Napolitano, del decreto legge del governo Berlusconi mirante a interrompere il protocollo di sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione forzata riservate a Eluana Englaro. Oggi il premier Silvio Berlusconi ha dichiarato di aver sperato che “il Colle capisse”, facendo “un passo indietro”: secondo il premier, la lettera di Napolitano “era piena di contenuti con riferimenti a tratti e leggi che a nostro avviso trascurava la verità su questo caso che è quella di una vita umana a rischio e che conteneva anche una implicazione grave di una eutanasia introdotta nel nostro ordinamento senza una disposizione di legge”. Qualche ora dopo, il capo del governo ha smentito di aver accostato il presidente della Repubblica all’eutanasia: “Io ho solo detto che in questi casi questa decisione di portare avanti la sospensione di nutrizione io penso che sia un caso di eutanasia. Non ho mai fatto riferimento alla lettera di Napolitano”. Berlusconi ha anche sostenuto che i casi come quelli di Eluana “sono reversibili al 50%”, che la donna “è lì con un bell’aspetto” e che non comprende “la crudeltà dei medici”.
Non stempera i toni nemmeno la Chiesa italiana: il numero uno dei vescovi, il cardinale Angelo Bagnasco, dalle colonne di Avvenire ha parlato esplicitamente di “omicidio”. Il segretario della CEI, Mariano Crociata, ha aggiunto che “è iniziato un processo di morte”. Non può quindi stupire la comparsa, sui muri della casa di cura La quiete di Udine, di scritte in cui si dava del “boia” al padre Beppino: pesanti minacce sono state ricevute dalla direzione della cliniche. “Boia” è una parola usata anche dalla parlamentare PDL Isabella Bartolini: per Roberto Formigoni (PDL), presidente della Regione Lombardia, “si sta mandando a morte Eluana contro la sua volontà, perlomeno contro la sua volontà esplicita”.
Gli ispettori inviati dal ministro Maurizio Sacconi si sono nel frattempo presentati alla clinica di Udine, fermandosi per circa due ore. Un’ulteriore ispezione è stata condotta dai NAS di Roma. Alla donna, secondo quanto previsto dal protocollo, sono state tolte oggi alimentazione e idratazione.
Secondo un sondaggio diffuso da Repubblica, la maggioranza degli italiani si schiera dalla parte del presidente Napolitano: il 61% del campione è favorevole all’interruzione delle terapie, e solo il 26% si è detto contrario; per il 56% degli intervistati il ‘no’ del presidente era “opportuno”. Il sondaggio online del Corriere della Sera vede i contrari al decreto raggiungere il 78%: nel frattempo, la petizione su Facebook “a sostegno della scelta di Eluana Englaro” ha raggiunto e superato i 40.000 membri.

Questo articolo è stato pubblicato sabato, 7 febbraio 2009 alle 17:53 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.