Genova, gli ateobus UAAR ‘tornano’ in circolazione

Avrebbero dovuto sfilare per la città dicendo che Dio non esiste, ma sono stati bloccati dalla concessionaria degli spazi pubblicitari che li trovava lesivi delle convinzioni religiose. Oggi gli ateobus hanno ottenuto il semaforo verde per un nuovo slogan e si preparano a dare ai genovesi due notizie allegre: “La buona notizia è che in Italia ci sono milioni di atei. Quella ottima è che credono nella libertà di espressione”.
«Dopo tutto l’inatteso bailamme per i vecchi ateobus, – spiega Raffaele Càrcano, segretario generale dell’Uaar – volevamo lanciare un altro messaggio: volevamo dire che, tra gli italiani, uno su sette è ateo o agnostico, anche se politici, media e aziende municipalizzate non ne tengono conto. La nostra è una campagna per la loro visibilità, perché più visibilità significa meno discriminazione e più rispetto». La IGP Decaux, la concessionaria degli spazi pubblicita-ri della società di trasporti genovese, ha dato il via libera al nuovo slogan, al posto del prece-dente: “La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno”.
Intanto la Uaar non ha desistito con il vecchio slogan, anzi. Il gruppo Facebook che sostiene gli ateobus ha già 4000 sostenitori e sono stati raccolti 23 000 euro di donazioni per metterli in circolazione in altre città. «Non desistiamo perché è in gioco la libertà di espressione: – insiste Carcano – dobbiamo ribadire che, per la nostra Costituzione, credenti e non credenti hanno gli stessi diritti, compreso quello di dire “Dio c’è” o “Dio non c’è”».

Comunicato stampa Uaar

L’Uaar ha diffuso questo comunicato perché la notizia, a sua insaputa, era già trapelata sulla stampa. Ne ha infatti dato notizia questa mattina Repubblica, nella cronaca di Genova, e la notizia è stata prontamente ripresa dal Secolo XIX e dall’ANSA.

Nota tecnica: l’UAAR ha deciso di parlare di “un italiano su sette” in base ai dati forniti dall’ultimo rapporto sulla libertà religiosa redatto dal Dipartimento di Stato Americano, non certo sospettabile di simpatie nei confronti dell’ateismo e dell’agnosticismo. Vi si può infatti leggere che “the most recent data indicate that approximately 14 percent of the population identifies itself as either atheist or agnostic“.

Pubblichiamo qui sotto l’elaborazione grafica del nuovo slogan.

Filed under: Generale, UAAR

157 commenti

fresc ateo

EWWIWA: NON RIUSCIRANNO A FAR TACERE IL LIBERO PENSIERO
QUESTA E’ UNA BELLA NOTIZIA.

Cinzia

e questa la manderanno?
secondo me ha molto meno effetto dal punto di vista pubblicitario ma il contenuto è chiaro e giusto. la manderanno? vediamo….

jeeezuz

la seconda parte dello slogan non mi convince molto. La capisce solo chi ha seguito il dibattito sull’ateobus.

Andrea B.

Non sono molto contento anche se francamente non mi piaceva neanche lo slogan iniziale: però quando si prende una posizione va mantenuta. Mi pare una pubblica calata di braghe.

Fucsia

Io pensavo fosse sarcasmo!

Continuerò a crederlo, ed è proprio questa sottile rivendicazione di superiorità morale che mi fa piacere tanto questo nuovo messaggio.

maxalber

Andrea B. scrive:
29 Gennaio 2009 alle 15:25
Non sono molto contento anche se francamente non mi piaceva neanche lo slogan iniziale: però quando si prende una posizione va mantenuta. Mi pare una pubblica calata di braghe.
——————————–
Quanto dici signifiça che preferisci che gli autobus non circolino piuttosto che circolino con uno slogan modifiçato.
Insomma, duri e puri, ma … invisibili?
Il comunicato afferma anche che il vecchio slogan verrà riproposto ad altre concessionarie, quindi nessuna calata di braghe, ma una strategia operativa.

Bernardo

A me questa non piace affatto.
Quell’altra era una grande idea… Tutto un altro stile. Ma questione di gusti.

Certo, se penso che durante gli ultimi 7-10 giorni, girovagando in macchina per Roma per andare all’universita e tornare a casa, ho dovuto vedere e sopportare quelle decine di manifesti dei cristiano riformisti, quelli si’ offensivi e forse anche abusivi…. beh c’ho una rabbia!

Fab

Avrei contribuito veramente volentieri ma ritengo che il messaggio scelto sia stato un errore clamoroso.
Il testo originale, con quel “Probabilmente” è perfetto per evidenziare quanto siamo differenti rispetto i dogmi della chiesa, e l’invito a godersi la vita si contrappone perfettamente alle paure che la chiesa utilizza comunemente.
Messaggio leggero, giocato tutto in positivo e molto “bright”.

Quello italiano? Negativo (Cattiva notizia) e dogmatico (Dio non esiste). Il tono perentorio e oggettivamente potenzialmente fastidioso.

Non parliamo della nuova campagna: è scomparso il riferimento a Dio, una sconfitta totale.
Peccato, un ottima occasione perduta

faidate

Complimenti per aver concluso (?) in modo efficace ed elegante la questione della visibilità dell’Uaar.
Naturalmente ci sono quelli che avrebbero preferito una raccolta di proposte, la costituzione di una commissione eletta tra gli associati in regola con l’iscrizione (magari dopo opportune primarie in tutte le sedi), escludendo quelle che non raggiungono i 4 soci, incaricata di vagliare la più adatta etc. E invece Raffaele, senza farsi crescere i baffetti o i baffoni ha deciso. OK!

tikerbuba

Spero tanto che i cittadini sappiano dare il giusto valore alle parole,perche’ se non erro nel nostro Paese leggere fa male!

fra

è interessante! Cosa?
E’ interessante che sia i credenti che i non credenti si sentano ugualmente bistrattati. Per non essere presi in giro non bisogna essere credenti, ma lo stesso sembra essere per gli atei.
Cosa bisogna fare? Forse essere diversamente atei o diversamente credenti! Credente? Si, no, forse a seconda di come si mette… .
Forse essere credenti o atei è la stessa cosa? Nel senso che bisogna avere comunque una forte religiosità?
Proprio da queste pagine avevo letto una bella tesi: Dio non esiste perché non è falsificabile(Popper) ergo Dio esiste perchè? Perché purtroppo vale anche Dio esiste perché dire che Dio non esiste non è falsificabile.
Tante soluzioni ho sentito per controbattere la diabolica epifania degli atei, materealizzati in uno spot da autobus:c’è chi proponeva che ogni credente entrando nel bus per aiutare l’anima dell’autista che scorazzava per la città la frase indicibile, gli dicesse Dio ti benedica. C’è chi era pronto a rispondere a suon di spot, peggio della tim e della vodafone, la brutta notizia è che Dio esiste quella buona è che è misericordioso.
Ma mentre i credenti cercavano un santo modo per rispondere al male, ecco, quei satanacci dell’ uaar cambiano motto, ma ora tutti hanno in mente la frase, essa è stata stampata in prima pagina su giornali e in televisione dai telegiornali e basterà uno sfondo azzurro, tipo PdL e la scritta UAAR e le persone cadranno in peccato nel rimembrare la frase indicibile.

Secondo voi io sono credente ateo o diversamente credente/ateo?

Ciao

lindoro

Non sono molto convinto… lo trovo un po’ fiacchino… potevate almeno dire “milioni di italiani non credono in dio”… o “credono che dio non esiste”… giusto per enfatizzare il punto centrale della questione.

Aureliano Buendia

Bene significa che i credenti sono l’86%, schiacciante maggioranza, ma mi chiedo quanti di questo 14% faccia anche parte della vostra setta di sbattezzati.

Alessandra

Come slogan non mi piace, usa toni troppo “soft” , sembra proprio una resa.
Magari avreste potuto scegliere una frase del tipo “La buona notizia è che in Italia ci sono milioni di atei. Quella pessima è che sono stati privati della libertà di espressione”.

Mulligan

… e ci sono milioni di modi diversi di essere liberamente atei.
Magnifico…
…e hanno tutti il diritto di farlo sapere…
…perchè ognuno ci pensi per conto suo, sia che creda (a che cosa, poi…), che non creda..

Nemecsek

Questa nuova frase, seppur veritiera, mi lascia un po’ l’amaro in bocca. Mi sembra uno scendere a compromessi con la censura ed il falso moralismo dei cattolici, invece che combatterli. Un po’ troppo politically correct…

Asperger

Io avrei messo dopo le due parti “quella brutta è che la libertà di espressione gli viene negata”. Comunque complimenti, ottimo slogan.

Daniela

per fab,
sono dogmatica se dico che babbo natale non esiste? Ma siamo seri, per piacere.

A me questa frase piace come la precedente e non ci vedo nessuna calata di braghe, anche perchè nel frattempo daremo comunque visibilità ai non credenti e poi si continuerà a lottare per l’altro messaggio.

Vash

Mi sa che è meglio questo slogan del precedente perchè può colpire chiunque, mentre il precedente avrebbe finito solo per colpire gente che era già atea ma magari nono osava dichiararsi

crespo

Approvo, approvo, ma bisogna tentare di usare il primo slogan in un’altra città.

E continuare a rompere le scatole ad alemanno per chiedere spiegazioni sui cattoposter abusivi

fabio l'anticristo

i cattobigotti però sono troppo stupidi per capire la sottigliezza di questo messaggio secondo me! comunuque spero che ci sia data visibilità anche con alri mezzi e slogan!

Ernesto 50

Mio personalissimo parere:

E’ decisamente migliore questa anche perchè trovo la seconda parte, la Ottima, rispondente al mio criterio di libertà di tutti per tutti. E’ fondamentale ed è quello che ci contradistingue. E’, per me, importante ribadire che Non siamo una religione e NO alle guerre di religione.

Sergio

Non mi sembra una grande vittoria.
Il primo slogan era splendido, secondo me, molto migliore dei “clerically correct” visti all’estero.
Questo francamente ammoscia gli entusiasmi.
E da ateo genovese mi intristisce.

stanzacentouno

mmmmm…slogan troppo lungo, troppo articolato, non e’ di fruibilità immediata.
Forse bastava scriverne la prima parte ed evidenziare U.A.A.R.
Pero’ giustamente ogni testa e’ un suo mondo e non si puo’ mettere sempre tutti d’accordo. E’ logico.
Quindi piuttosto che nulla, va bene così!!!!!
poi si vedrà!

TalebAteo

@ fabio l’anticristo

ma non credo che il target siano i cattotalebani, piuttosto gli altri che non vogliono avere a che fare con i vari stregoni e non sanno dell’esistenza di un’associazione anti-discriminazione.

Andrea77

@Aureliano
Non setta di sbattezzati, ma liberi cittadini.

Beh dai, non lo vedo uno scandalo provare anche con altri slogan. Anche se l’impatto è minore, il messaggio è sempre significativo.

i.v.

complimenti, soprattutto per il nuovo slogan con il quale implicitamente si riprende il precedente, vittima del mancato riconoscimento della libertà di espressione!
Grandi!

Fab

Per Daniela.

sono molto serio, e credo che tu abbia frainteso. Non sto parlando dell’esattezza del contenuto del messaggio, ma di tecnica di comunicazione.

There’s probably no God. Now stop worrying and enjoy your life.
E’ un messaggio positivo, leggero, ironico, dimostra che non abbiamo bisogno di una verità assoluta (al contrario della nostra controparte), e nella conclusione illustra perfettamente i benefici della nostra scelta (ci godiamo la vita).

La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno.
Ripeto, è un messaggio negativo dato che inizia dandoti una cattiva notizia, dogmatico perchè contrappone una Verità ad un’altra Verità, e dal tono generale piuttosto supponente e fastidioso.

La campagna originale è efficace e può indurre alla riflessione le persone a cui è destinata, inclusi credenti e quella larga platea di sostanzialmente indifferenti.
La prima campagna italiana sembra servire unicamente ad infastidire Bagnasco e a creare un caso attaccando briga.
La prima sembra concepita da una brava agenzia di comunicazione, la seconda concepita in casa.

Della nuova campagna puoi dire quello che vuoi, ma vi hanno fatto togliere il nome del prodotto.

Per finire, tornando invece alla sostanza di quanto comunicato, il messaggio originale interpreta perfettamente il sentire di atei, agnostici e razionalisti. Quello italiano è dichiaratamente ateo, e questo mi sembra contraddire perfino la sigla dell’associazione.

ethan

ottimo messaggio: chi vorrà contestare il dato che milioni di italiani sono atei, dovrà fornire dei numeri credibili ; è sarà l’occasione per un “coming out” generalizzato

Sly Cyanide

Dannato politically correct.

Qualche volta, bisogna andare anche al di là delle regole, del bon ton.

Non è con le mosse convenzionali che si va contro ad un sistema conservatore come il nostro.

zagorba

IO AVREI AGGIUNTO ANCHE AGNOSTICI OLTRE CHE ATEI…
MA PUO’ ANDARE ANCHE COSI’

Nico

Io propongo che con i 23000 euri raccolti si facciano realizzare migliaia di manifesti col vecchio slogan da appiccicare abusivamente come fanno i partiti politici in giro per le città.
No fear!

watchdogs

lo slogan va bene ma non li avrei fatti più a genova perché così ha devvero il sapore di una calata di braghe…

emmeesse

Peccato.

Cosi’ abbiamo buttato a mare uno slogan che aveva avuto grande esposizione mediatica.

Sa veramente di calata di braghe.

Stefano Grassino

Non esiste nessuna calata di braghe. Capite contro quale potenza stiamo combattendo e quanto pochi e deboli siamo ancora? Avete mai pensato che soltanto tre o quattro anni fa sarebbe stato un sogno pensare di finire sui giornali e web di mezzo mondo? Chi non è soddisfatto dovrebbe studiarsi un po di strategia militare, ottima anche nelle battaglie democratiche e pacifiche. Attaccare ed arretrare a seconda delle circostanze è intelligenza e non calabraghismo.

Roberto Grendene

@tutti
il messaggio originale non e’ stato sostituito da questo (che la IGPDecaux ha gia’ accettato).
Questo e’ una risposta al nuovo fronte che si e’ aperto, ossia il fatto che e’ vietato dire che gli dei non esistono, rimanendo comunque nel solco originale

Bruno Gualerzi

Non mi intendo di tecnica della comunicazione… anche se nutro qualche dubbio sulla sua effikacia poco più che imbonitrice quando ho saputo – e purtroppo constatato – che il suo ‘genio’ è Berlusconi! Quindi che il nuovo slogan sia poco ‘slogan’ e faccia un pò riflettere (più dell’altro, e soprattutto nella seconda parte) a me sta molto bene.
Se ‘calare le braghe’ vuol dire provare a far ragionare io sono un incallito ‘calabraghista’.

emmeesse

Be, se si tratta dell’apertura di un nuovo fronte (come dice Grendene), allora ci si puo’ ripensare,
ma siamo sicuri di avere una strategia chiara?

cmq, avanti cosi.

Tra parentesi, come la mettiamo con i manifesti abusivi o presunti tali dei cristiano riformisti?

Aleramo

Bravi, bravi e bravi! Il prossimo solgan magari potrà essere ancora migliore, ma intanto si va avanti! Bene così!

Ivano

Anch’io sinceramente preferivo il primo, quello censurato, però capisco che a volte bisgna fare i conti con la realtà. Tuttavia, se si farà in altre città, spero che venga ripreso il precedente slogan che è senz’altro più diretto. Un’altra idea, parallela, è quella di affiggere manifesti con la dicitura “La cattiva notizia è che dio non esiste, quella buona che non ne hai bisogno”.

Bruno Moretti Turri

Per una volta quoto Bruno Gualerzi alla grande.

E straquoto pure Roberto Grendene.

Pensiamo positivo: affermare in vaticaglia che esistono milioni di atei
è di gran lunga meglio che negare l’esistenza
dell’eta-beta del triangolo isoscele.

Hip hip hip
UAAR

Il Santo

L’analisi in termini di tecnica comunicativa che ha proposto Fab mi pare estremamente azzeccata.
E’ altresì vero, come qualcuno ha fatto notare, che il nuovo slogan (oltre ad essere pochissimo incisivo) non ha senso per chi, come molti, non abbia seguito sui giornali la vicenda del precedente: perché gli atei non dovrebbero credere nella libertà di espressione?

Continuo a pensare che gli inglesi, con la levità epicurea del loro messaggio, ci battano di molte misure.
E’ proprio necessario che l’associazione italiana sia l’unica al mondo a voler modificare uno slogan che funziona?

bruno dei

Sì, si potrebbe discutere su quale slogan ci soddisferebbe di più, su quello che si potrebbe migliorare… Ma sono sottigliezze di poco conto: l’importante è esserci, iniziare a farsi notare, e sopratutto aiutare i timidi e gli indecisi, gli atei ‘inconsapevoli’ e ‘timorosi’, dar loro un appoggio, un punto di riferimento visibile e credibile.
Avanti così… verso l’infinito e oltre!!!

MarioTomasone

“Chi non è soddisfatto dovrebbe studiarsi un po di strategia militare, ottima anche nelle battaglie democratiche e pacifiche. Attaccare ed arretrare a seconda delle circostanze è intelligenza e non calabraghismo.”

Non mi piace neanche questo tipo di lettura.

Strategia militare?

Battaglie democratiche e pacifiche?

OK, facciamo finta che stiamo combattendo una battaglia.
Chi è il capo di stato maggiore? Quali sono gli obiettivi? Quali i mezzi e le forze a disposizione? E’ stato chiaro per tutti, fin dall’inizio, strategia obiettivi e possibilità di adattamento alle mutate condizioni sul campo?

Se l’UAAR ha iniziato questa battaglia per lanciare un messaggio sui bus, allora va bene qualunque slogan e anche quello più “soft” che viene ora proposto va bene e l’UAAR ha raggiunto il suo obiettivo.

Se l’UAAR voleva svegliare le coscienze, allora sfruttare la cassa di risonanza mediatica è stata una buona mossa ma è stata sfuttata solo in parte e questa soluzione di ripiego, che viene motivata più nel dettaglio solo su questo sito, non riesce a dare a chi sta all’esterno una buona percezione di quel che si voleva originariamente comunicare.

Se l’UAAR voleva fare solo una provocazione, ha sbagliato su tutta la linea a “modificare il tiro” e proporre il nuovo slogan. La provocazione va sostenuta fino in fondo e più fa male più bisogna insistere

Se l’UAAR voleva sfidare la Curia di Genova, Bagnasco e il Vaticano allora ha commesso un gravissimo errore, l’UAAR è più piccolo di Davide e quelli molto più grandi di Golia. E per di più, l’UAAR non ha nenanche una fionda.

Allora, che cosa voleva fare l’UAAR originariamente ? Che cosa sta cercando di fare adesso? Io non l’ho ancora capito e , come molti, ho solo l’impressione di assistere a una semplice “calata di braghe”

Fatemi sapere!

Butch.er

>>Non mi piace.
>>Dobbiamo essere liberi di dire che dio non c’è.

concordo

Mirco Marchetti

ottimo modo di reagire all’imbavagliamento precedente.

terrei comunque in caldo lo slogan che è stato cassato. sai mai, fra qualche annetto…

Andrea B.

@maxalber

Questione di opinioni. Penso sarebbe stato opportuno sottolineare la censura cui è stata sottoposta l’associazione che è un fatto, a mio avviso, grave e preoccupante.
Comunque va bene anche così: un po di visibilità l’abbiamo ottenuta.

stefano

mmm…è un compromesso che non mi convince.
la prima frase non offendeva nessuno, questa la vedo più soft e decisamente molto più vaga.

Illuminista

a mio personale parere ormai i 7 mila euro li potevamo impiegare in maniera più efficente…….

SAPERE AUDE

stefano

la verità è che si è accettato l’imbavagliamento precedente ricorrendo ad una frase più soft, su questo non credo vi siano dubbi.
daltronde l’italia è questa, prendere o lasciare…

watchdogs

“La buona notizia è che in Italia ci sono milioni di atei” sarà nuovamente contrastata con i dati dei battezzati.

“Quella ottima è che credono nella libertà di espressione” è troppo sottile perché l’italiano medio la capisca.

Roberto Grendene

@watchdogs

molti lo capiranno, ma diciamocelo: il respiro di questa campagna e’ nazionale, non solo genovese

@Illuminista
non sono 7000 euro: essendo un solo autobus sono poco piu’ della meta’.

Ne avevamo stanziati 5000 come uaar, contando di raccoglierne altri 2.500 da sottoscrizioni
Ne abbiamo raccolti da sottoscrizioni piu’ di 22.000
Abbiamo utilizzato una piccola parte di questi per un unico autobus per dare una risposta concreta al tentivo di imbavagliarci.
Non e’ stato abbandonato lo slogan originale.
Ma in attesa di trovare una azienda di trasporti che ce lo pubblicasse (chi lo sa quanto tempo possa passare?) abbiamo aperto questo altro fronte

Roberto Grendene

@watchdogs

ai battezzati si puo’ rispondere con i matrimoni civili: in molte grandi citta’ superano quelli religiosi, e sarebbero ancora di piu’ se le cerimonie civili fossero fatte con tempi e in ambienti… civili

(es: a Bologna i matrimoni civili sono circa il 66% del totale)

luigi

a me non dispiace cosi’ tanto, meglio esserci che sparire comunque
ciao
Luigi

stefano

“La buona notizia è che in Italia ci sono milioni di atei” come frase non convince perchè in italia vi sono anche milioni di fedeli di ogni religione, non solo cattolici, e sono senzaltro la maggioranza rispetto ai non credenti.
seconde me è un autogol clamoroso.

Stefano Bottoni

A me, per quel poco che valga la mia opinione, l’idea piace.
“Credono nella libertà di espressione”. Il punto è proprio questo. La libertà di pensiero e di parola.
E’ fondamentale in una democrazia.
E’ una cosa che riguarda tutti. Credenti in una qualunque superstizione, agnostici ed atei.
E’ una questione di libertà!
Chi si opporrà anche a questo slogan… beh, sapremo come considerarlo.

Simplicius

A me il messaggio piace, è una presa di posizione chiara, un messaggio ai politici, e pone la questione della libertà di espressione. Per il messaggio originale occorrerà aspettare un po’, ma ci arriveremo piano piano.

Simplicius

Senza contare che il nome Ateobus ha preso piede, e magari vedendo in giro il nuovo messaggio si ricorderà implicitamente quello vecchio!

pling

Attenzione! Nell’elaborazione grafica, dopo la parola “ottima”, compare una virgola di troppo.
D’accordo, quella virgola è poca cosa, ma è un po’ come Dio: meglio che non ci sia. :)

J.C. Denton

Ragazzi, ottimismo! Questa è un’ottima mossa sul piano strategico, ricordate: lo slogan la sua visiblità l’ha avuta… e gratis, senza circolare! Adesso, questo è un atto fatto con “stile” (ci vantiamo di superiorità), lo slogan vecchio verrà comunque implicitamente ricordato, e non avranno alcun motivo per vietarcelo. Vedrete, l’idea è buona. Nessuna pubblica calata di braghe, compagni…

Eddy

Grande idea.
L’importante è far sapere che esistiamo e soprattutto pensiamo.

Bruno Moretti Turri

@ UAAR sminuitori dell’iniziativa
e ipercriticoni dei nostri (bravi) responsabili:

ma maremma maiala del piggoddog
guardiamo la Luna e non il dito.

Si tratta di una azione dimostrativa per affermare la nostra esistenza
e un minimissimo di libertà di opinione/espressione in vaticalia.

Questa è la sostanza.

Il “contenuto” e la “bellezza estetica” di uno slogan
sono opinabili fino all’infinito

ed oltre.

Guardiamo la Luna e pensiamo a robertus & bagnascus che rosicano.

De minimis non curat praetor.

cartman666

Ovviamente preferivo il vecchio slogan. Pero’ a mio avviso, questo nuovo puo’ far riflettere sulla squallida situazione della laicità nel nostro paese.

Il Filosofo Bottiglione

giustamente si riparte da qui.
poi, quando si potrà dire “Dio non esiste” allora significherà che anche i milioni di credenti credono nella libertà di espressione. ma forse, a quel punto, crederanno un po’ meno in qualcos’altro.

watchdogs

Nessuno sminuisce, io per esempio mi chiedevo se sia efficace, ma solo dopo vedremo come andrà. Di sicuro la prima campagna pubblicitaria è già stata fatta a costo zero e con ottimi risultati per cui non ho niente da imputare all’UAAR, ma mi pareva che questo fosse uno spazio di discussione e io ho discusso.

Illuminista

Grandene
grazie per il chiarimento

Comunque, penso che abbiamo fatto abbastanza rumore e messo a nudo piú “personaggi” di quanti pensavo ad inizio campagna.

Se mi posso permette un suggerimento penso che con i fondi raccolti dovremmo continuare a fare della “guerriglia comunicazionale” (basso costo ed alta visibilitá), senza far raffreddare troppo il tema con l’obiettivo di punzecchiare i “personaggi” di cui sopra che, con la loro visibilitá sui media, non faranno altro che farci pubblicitá gratis facendo aprire gli occhi ad un numero sempre maggiore di cittadini.

SAPERE AUDE

agnostico

scusate voglio continuare a credere che questa associazione di cui faccio parte possa in tutti i sensi dirsi democratica…mi aspetto quindi che un messaggio che rappresenti l’uaar venga proposto discusso e approvato quantomeno dalla maggioranza dei soci e non deciso da pochi eletti…almeno si potrebbero proporre una serie di messaggi che in ogni circolo d’italia possano poi essere vagliati e votati…insomma il modo per comunicare tra noi soci volendo lo possiamo trovare se lo vogliamo…evitiamo di fare i pigri!!
in secondo luogo vorrei fare notare che se nell’acronimo della nostra associazione ci sono 2 “a” è perchè esistono anche gli agnostici!!!!… altrimenti potevamo chiamarci uar!…ora credo che né il primo messaggio né il secondo abbia preso in considerazione questa cospicua parte di soci…invito quindi quest’associazione a me cara a muoversi verso la possibilità di essere il più possibile vicina al pensiero della totalità atea e agnostica che la fa esistere!!

OpusMei

Va bene così.
Il vecchio slogan non mi piaceva (e non ero il solo), per motivi che non sto qui a ribadire.
Questa nuova formulazione invece va bene perchè, soprattutto nella parte che parla della libertà di espressione, si riallaccia al travagliato inizio della vicenda: adesso chi legge il nuovo slogan non solo saprà che ci sono milioni di atei in Italia (sarebbe stato bello anche dire “quanti” milioni, ma si sarebbe subito aperta una polemica sull’esattezza della stima!), non solo leggerà che costoro si battono per la libertà di espressione, ma sarà indotto a ricordare proprio il precedente e recentissimo boicottaggio.
Mi pare un buon esempio di “azione in contropiede”, per usare il gergo calcistico tanto amato dal nostro amato premier … :-)
E’ vero, nel nuovo slogan “non si cita il prodotto”, ma dato che questa è diventata una campagna “a due fasi” la gente non credo farà fatica a ricordare il “nome del prodotto” citato nella prima fase!
Tornare ORA allo slogan inglese (che pure riscuote tutta la mia approvazione e che io avrei scelto da subito incondizionatamente) quello si che sarebbe stato un “calare le braghe” (“avete visto? adesso devono metterci il ‘probabilmente’!”).
Invece così è come dire: siamo stati boicottati? E noi vi “sputtaniamo” come oppositori della libertà di espressione!
Ben fatto.

Roberto Grendene

@stefano

che ci sono milioni di fedeli ce lo dicono in tutte le salse
e’ una non-notizia
di piu’, e’ un fatto sovrastimato, sia per le dimensioni che per le conseguenze (i referendum divorzio e aborto vorranno pur dire qualcosa? e il referendum sulla legge 40 e’ stato perso per il menefreghismo, non certo perche’ i no fossero superiori numericamente)

che ci sono milioni di persone in Italia che basano la propria vita su principi esclusivamente umani, senza ricorrere a dimensioni religiose sovrannaturali, e’ la (buona) notizia

graz

cari UAAR, cosa potrei rispondere a questa obiezione: “L’ateismo razionale non è razionale, perchè la non esistenza di Dio non è dimostrabile razionalmente, quindi è un atto di fede (orrore per un razionalista!); ammissibile tutt’al più l’agnosticismo, meglio se umile e pensoso…”
Altra obiezione: la materia-energia del big bang è eterna? e se non lo è, cosa c’era prima… e prima ancora?
aiutatemi a dare una risposta razionale, grazie

pastafarian

non mi piace molto ma se non si poteva fare altro… a bologna c’è un detto: piuttôst che gninta le méj piuttôst (traduco: piuttosto che niente è meglio piuttosto, cioè qualsiasi altra cosa) 

TaK

Mah.. quando ho sentito la notizia alla radio mi sono un po’ incazzato.
Mi sembrava un po’ una resa aver cambiato slogan, poi pero’ a freddo ho pensato che come inizio ci puo’ anche stare.. BASTA CHE LE INIZIATIVE NON SI FERMINO CON GENOVA !

Woland

anche se forse era meglio:”quella cattiva è che non possono dirlo!”

Bruno Moretti Turri

@ rosalba sgroia

una poetessa che quota un astronomo?

Erato che quota Urania?

orp.. urk… ehmm…

Sono commosso: mi hai fatto arrossire fino agli alluci. :oops:

Antonio333

Era certamente molto meglio (secondo me proprio molto) lo slogan originario, magari aggiungendo un “probabilmente” che lo avrebbe forse fatto passare più facilmente e che avrebbe sottolineato un approccio ancor più “scientifico” del pensiero “pensante”. Questo è macchinoso e per capirlo bene bisogna conoscere tutta la storia dei manifesti, inoltre non ha quella punta di intelligente ironia dell’altro e a chi non lo ricollega al resto (che saranno i più) sa magari di sconfitta, anche perchè tutti pensano di essere per la libertà di espressione (anche i ferventi cattolici) … ma in questa povera Italia arretrata e superstiziosa forse è meglio di nulla.. saluti a tutti

salvatore la prostata

-uno slogan azzeccato sarebbe questo ” tante pecorelle si son smarrite..e non vogliono
tornare all`ovile! neanche il “pastore tedesco” abbaiando a scuarciagola riuscira`a
(un po`troppo lungo?)

sti.ca1970

Sarà banale precisarlo, ma lo dico: avete notato come i vari troll hanno ignorato ‘sta notizia?

agnostico

scusate, voglio credere che questa associazione di cui faccio parte possa continuare a dirsi in tutti i sensi democratica.
a tal proposito ritengo che un messaggio che rappresenti l’uaar debba essere proposto, valutato e approvato quantomeno dalla maggioranza degli associati.
si può pensare di presentare una rosa di possibili alternative da comunicare ai circoli territoriali in modo che possano esprimere un loro parere…
vorrei inoltre far notare che l’acronimo uaar presenta non a caso due “a” perché include anche gli agnostici…
a mio parere né questo messaggio né quello precedente hanno tenuto conto di questa cospicua parte di soci.
vorrei quindi invitare questa associazione a me cara ad aprirsi alla possibilità di rappresentare la totalità del pensiero ateo e agnostico che la fa esistere!

Ernesto 50

Visto che me li sono riletti tutti ribadisco:
Questo è un grande manifesto. Rifletterà soltanto chi ha un cervello pensante.
Ragazzi, vorrei ricordare che il nostro pensiero è diverso. Per me non si è atei o agnostici perchè si è contro una religione (cioè in guerra), è l’esatto contrario. Io sono ateo perchè nel lungo percorso della mia vita fatta di esperienze, riflessioni e constatazioni ho visto che vivo meglio senza la presenza (magari latente come nella stragrande maggioranza delle persone che preferiscono non arrivare mai ad affrontare questo problema) di una entità trascendente che decide come devo vivere e, ricordiamocelo, come morire. A mio avviso tutte le religioni esistono da quando Homo Sapiens ha preso coscienza di essere mortale come tutte le manifestazioni della vita in questo pianeta. Quindi non mi pongo il pensiero della morte. Purtroppo esiste un pensiero antropocentrico che, nella versione forte delle classi sacerdotali, che non tollera l’esistenza di un pensiero diverso.
Ergo, non sono di nessuna fede, nemmeno atea o agnostica se esistesse. Il giorno ch un movimento civile diventasse una istituzione, ne prenderei le distanze.
E bello essere atei, o agnostici proprio per questo. Il non essere intolleranti verso gli altrie lasciar vivere i credenti la loro fede.
Quando mi arrabbio? Solo quando gli altri sono intolleranti verso di me e mi vogliono togliere dei sacrosanti diritti.
Non cadiamo in questa trappola, specialmente i giovani che sono più portati alla lotta dura.
Tanto con le religioni è una battaglia persa fin dagli albori. Evidentemente l’uomo, nella sua maggioranza, ha necessità di credere in un sovrannaturale che lo sostenga nei momenti difficili. E’ come la coperta di Linus. Chi se ne sbarazza vive la “bellezza” della natura in ogni sua espressione, soprattutto nella sua diversità di espressione. Io sono anticlericale perchè mi rompono continuamente, altrimenti non mi danno fastidio.
Sono orgoglioso di non essere come loro.
E non voglio essere come loro nelle espressioni di intolleranza.
Dibattito si, anche acceso, ma, e mi ripeto, Nessuna Guerra.
Scusate la logorroicità notturna. Siate comprensivi e Buona notte a tutti voi

Bruno Moretti Turri

@ sti.ca1970

i troll (letteralmente: mostri) dopo aver letto
“gli ateobus hanno ottenuto il semaforo verde”
son finiti tutti dietro i “dabliù si” cespugli
(in english WC bush)
ad evacuare la… ehmm… saint-shit-nonsipuòdire… :oops:

Luca

A me sarebbe piaciuto la traduzione dello slogan inglese con “probabilmente”, comunque… un suggerimento per l’UAAR:

Preparate una pagina web apposta sull’ateobus dove spiegate chiaramente da dove viene la cifra “milioni di atei” e la storia della “liberta’ di espressione” cosi’ che tutti quelli che arriveranno sul vostro sito dopo aver visto la pubblicita’ sull’autobus sapranno di cosa si parla.

Aggiungete un grande banner nella home page con la foto dell’autobus cosi che i visitatori sapranno subito dove clickare.

Ancora meglio sarebbe creare un sito web apposito, sullo stile inglese: http://www.atheistbus.org.uk/

Non facciamoci trovare impreparati su questo. Se avete bisogno di aiuto, contattatemi.

Ernesto 50

@ Bruno Moretti Turri

Caro Bruno (posso chiamarti soltanto per nome?).
Va bene quello che tu dici. Sono le tue opinioni e le rispetto, ci mancherebbe.
Quanto al democratico, attento a non prendere un abbaglio nel senso che ove richiesto sono combattivo ( ne è prova il nostro piccolo misunderstanding, per me ampiamente superato)
E’ insito che non puoi condividere il mio pensiero quando parli di tattica e strategia come se fosse una guerra. Io non la intendo così nel mio profondo, sono proprio così sul problema religioso. Ho affermato da altra parte che se questo movimento si traducesse in partito o altra forma istituzionalizzata, me ne tirerei fuori. L’ateismo per me è il punto di arrivo di una riflessione filosofica della vita. Credimi non riesco a vedere nessuna guerra. Detto quasi a bassa voce ritengo che a queste altezze siamo in pochi a volare. Ho forse raggiunto la pace dei sensi? Si almeno da questo punto di vista. Per altro sono un gaudente come te, se non sbaglio.
Ancora: non ho , credimi, capito dove vuoi parare con l’approfondimento del concetto di ” philosophia naturalis” perchè credo di saperne qualcosa, ma se non mi lasci un riferimento preciso…
Infine, guarda come è la vita, ti ho già detto che condividiamo buone letture, e con Asimov hai fatto centro: Non manca nella mia biblioteca un solo Libro ( forse esagero perchè non si sa quante centinaia di scritti ha lasciato il nostro caro Isaac. Pensa: è da adolescente che mi sono nutrito di fantascienza, a cominciare da John Campbell Jr il mitico direttore di Astounding. Forse da lì è venuta la mia passione per la fisica? Non lo so.
Ripeto, sono fatto così, e dico quello che penso. Ci sono delle contraddizioni a volte? senz’altro sono straumano con tutti i difetti. In fondo nei miei discorsi democratici tengo conto di una componente dell’irrazionlità dell’animo umano. Spero concorderai che abbiamo bisogno anche di quello, altrimenti saremmo come i nostri amati preti che hanno alti principi e che si scontrano con le pulsioni della vita, e per esorcizzare i loro sensi di colpa ci additano come novelli satana.

Ernesto 50

@ Bruno Moretti turri

Scusami se reintervengo con la mia logorroicità, ma non capisco, dopo essermi riletto il mio post precedente, oltre alla tattica ed alla strategia, cosa ho detto di così falso nelle mie cionsiderazioni sull’uomo e sulla natura. Ti ringrazio.

Simone Blasetti

@Ernesto 50
Non ci far caso, ignoralo che è meglio.
Per quanto riguarda il nuovo slogan lo trovo ottimo. Volendo essere pignoli, non tutti gli atei sono razionalisti e quindi non tutti credono nella libertà di espressione, ma in due righe non si poteva fare di meglio, quindi approvo.

Sandra

Io preferisco decisamente questo slogan, e specialmente perche’, atei o meno, e’ la liberta’ di espressione in generale a essere minacciata (diciamo cosi’) in Italia. Quoto Ernesto dell’1.57 per le motivazioni.

MaTTiA

A dire il vero sono molto deluso, ho fatto la mia offerta per dire “dio non esiste”
e invece l’UAAR s’è arresa.
Accettando di sostituire lo slogan con un semplice comunicato senza spessore, ha praticamente autorizzato i cattotalebani a censurare l’iniziativa in qualsiasi città la si voglia proporre in futuro.
Io sono sempre convinto che la cosa migliore è fare una campagna all’estero con lo slogan “LA BUONA NOTIZIA è CHE DIO NON ESISTE, QUELLA CATTIVA è CHE IN ITALIA NON SI PUO DIRE”

Bruno Rapallo, Genova

Per rendere la seconda frase più chiaramente allusiva alla recente sollevazione censoria dei catto-talebani, la modificherei leggermente come segue:

“Quella ottima è che credono ANCORA nella libertà d’espressione”

(ANCORA equivalente a NONOSTANTE TUTTO, per far cogliere a tutti i fruitori del messaggio che la libertà d’espressione sia in pericolo, o forse è troppo sottile perché la capiscano anche certi “caproni” ignoranti e beceri tipo il direttore di Radio Maria, don Livio Fanzaga, quello che ha praticamente augurato il cancro a tutti noi atei e va urlando dai microfoni della sua radio che se fosse il padreterno ci sterminerebbe tutti ?)

debrando

EH?!? Resto basito per la scelta finale.

Questa è una colossale e deprimente caporetto.

Abbiamo ceduto alle pressioni e alle censure. Abbiamo indirettamente convenuto che non si può dire che dio non esiste, che è tabù, che è un’offesa, che su questo non vale la libertà di espressione.

Più ancora: il messaggio è ora contradditorio. Racconta che crediamo nella libertà di espressione, quando lo stesso è figlio di una censura a cui abbiamo acconsentito. Addirittura, abbiamo *PAGATO* chi tale censura ci ha imposto – la concessionaria della pubblicità.

Messaggio buonista e inutile, sono davvero – davvero – deluso.

debrando

Spiego meglio la mia delusione.

Sulla prima metà non entro: mi sembra una informazione inutile e non vedo neppure la buona notizia: non è che un ateo sia a priori “migliore” di un credente, quello che conta è come il suo credere o meno si rovesci nella società.

Sulla seconda metà, la questione è la seguente. Prendiamo l’italiano medio, facendo due situazioni:
1. Ha seguito la questione della censura.
2. Non l’ha seguita.

Nel secondo caso, il messaggio non dice nulla: tutti affermano di credere nella libertà di espressione, pure il Vaticano, quindi non c’è mordente.

Nel primo, cosa capisce? “Visto che gli atei hanno accettato le rimostranze e ora esplicitano di credere nella libertà di espressione, vuol dire che ammettono che era illiberale – in quanto offensivo e falso – affermare che dio non esiste.”

Questo è il messaggio che passerà, la do 100 a 1. Giusto per sfizio farò un sondaggio tra i miei conoscenti, ma già conosco i miei polli… sigh…

faidate

@Graz
Mi sembra riduttivo e quasi offensivo, non per lui ma per chi se ne occupa, pensare di risolvere sul didietro di un bus un problemino quale è quello di accettare o negare l’esistenza di dio, dibattuto invano da alcuni millenni. Gran parte di queste domande sono il frutto di un processo mentale di un organo, il cervello umano, di poco diverso da quello di uno chimpanzee, che, per dirla con Moleschott J. e Vogt. O, “ secerne pensiero come il rene secerne urina” . Anche i pensieri sul prima e dopo big bang sembrano un indulgere su fantascientificherie che non portano da nessuna parte. Quello che è certo è un non sequitur tra un postulare un principio naturale (che come tutti i principi è una derivazione a posteriori fatta dalla nostra ragione, coi limiti detti sopra), che potremmo per amore di discussione chiamare dio, e una sua partecipazione e intervento concreti nella nostra esistenza, meno che mai gestiti da personaggi che si sono arbitrariamente attribuiti la facoltà di interpretarlo e rappresentarlo, dando istruzioni vincolanti anche a chi non crede. E da questa millantata attribuzione traggono profitti anche materiali. Qui è il problema, per il resto dubito che uno scambio di messaggi risolva una volta per tutte questo problemino.

Luca

D’accordo con “debrando”

Non si potrebbe provare con il vecchio slogan ma in qualche altra citta’?

Ci saranno bus che non sono sotto il monopolio di IGP Decaux?

Io i soldi alla IGP Decaux proprio non li darei.

Oppure all’estero come gia’ suggerito (“LA BUONA NOTIZIA è CHE DIO NON ESISTE, QUELLA CATTIVA è CHE IN ITALIA NON SI PUO DIRE”). In fondo abbiamo gia’ avuto l’esperienza che l’impatto lo danno i media, non i bus stessi che vengono comunque visti da poche persone.

Io non voglio vivere in un paese dove non si puo’ dire che dio non esiste.

Non arrendiamoci cosi’ facilmente! Facciamo causa alla IGP Decaux per violazione della costituzione! (sto esagerando?)

Gianluca

mhh..a me non piace, il concetto si, ma è troppo lungo da leggere, soprattutto su un mezzo in movimento…e poi non cita gli agnostici…si poteva pensare MOLTO meglio…ma vabè…

woland

Propongo questa variante allo slogan:

“la buona notizia è che milioni di persone in Italia pensano che dio non esiste.
la cattiva notizia è che non possono dirlo!”
F.to http://www.UAAR.it

in questo modo si conserva la frase Il “dio non esiste” ma in forma non apodittica e quindi piu’ accettabile. Anche se userei il presente invece del congiuntivo “dio non esista”
E inoltre si pone l’accento sulla libertà di espressione.
A me sembra migliore di questa nuova.
Fate un po’ voi….

Robydik

Sono molto contento di questa notizia, anche perchè quella del blocco mi aveva fatto indignare troppo, per non dire inc…..are molto!! Penso che questa forma di visibilità vada portata avanti il più possibile, ed io vi sosterrò anche economicamente. Ottima anche la scelta di questa nuova frase. Credo sia il caso di portare a conoscenza degli italiani anche il numero elevato (1 su 7, come voi affermate) degli atei/agnostici, poichè la gente per portare rispetto deve per forza sentire che dietro c’è un movimento molto numeroso ed in crescita.
Bravi, continuate così…anzi, continuiamo così!!!

beethoven

Penso che un messaggio, per essere quanto più efficace, debba partire con una negazione (della situazione esistente) e, successivamente, concludere con un’affermazione; il tutto con il fine di trasmettere un’idea positiva.
Propongo:
IL PARADISO NON ESISTE, L’INFERNO NON ESISTE.
ESISTONO SOLO LA NOSTRA VITA E LA NOSTRA TERRA: GODIAMOLE NELL’ONESTA’!!!

In questo modo si colpisce la credenza nei suoi contenuti dogmatici (paradiso e inferno) senza nominare l’innominabile (dio). L’idea di demolire l’inferno è, secondo me, fondamentale perché il credo si basa sul terrore e sulla paura della punizione dell’aldilà. Come anche quella di demolire il paradiso perché semplicemente illusorio e finalizzato all’imbonimento/istupidimento.
A questi si contrappongono le sole due cose certe perché reali : NOI e LA NOSTRA TERRA: “noi” reali, cotrapposti all’immaginario dio, e “la terra”, solo mondo reale contrapposta agli immaginari mondi dell’inferno e del paradiso. Infine (riprendendo e sviluppando l’originale inglese) “godiamole nell’onestà”, per affermare con forza l’idea che siamo portatori di valori etici ispirati a un’alta moralità per il rispetto che portiamo a noi e al pianeta dove viviamo e che è minacciato di distruzione proprio da chi si ispira ai valori dettati dalle religioni.

babaciu

Molti dicono che in questa scritta non si cita il prodotto,secondo me si cita un “prodotto” molto importante che è la libertà di espressione,e penso che la battaglia più importante sia proprio questa.
In fondo l’esistenza o meno di dio è una cosa irrilevante.

Oscaruzzo

+1 per la frase “la buona notizia è che milioni di persone in Italia pensano che dio non esiste.
la cattiva notizia è che non possono dirlo!”

salvatore la prostata

:-il vaticano ha da sempre “cociliato” tutto!
non se ne possono uscire dicendo…dio è sempre stato..e sempre sara`!
anche noi atei potremmo dire…l`universo e tutti gli esseri viventi…
sono stati…e sempre saranno! troppo comodo!
dio non puo`esistere! diciamo…che il tutto è nato…da una singolarita`!
i credenti dovrebbero ragionare coi loro cervelli:-va bene noi crediamo…abbiamo fede…
ma soldi alla chiesa nisba!
la chiesa andrebbe in bancarotta…ed il clero sarebbe costretto a cambiar mestiere.
le chiese danno speranze…a pagamento!

Bruno Gualerzi

@ graz
Vuoi una risposta razionale e non fideistica circa, tra l’altro l’esistenza di dio. Provo a venire incontro al tuo deisderio.
“Non si può dimostrare nè che dio esiste nè che non esiste”: questo ormai è poco più di un luogo comune che viene usato, a propsito e a sproposito, indifferentemente da credenti e non credenti.
I CREDENTI sostengono che dire ‘dio non esiste’ è – come richiami anche tu – un atto di fede, quindi vale tanto come il suo contrario… il quale contrario però (‘Dio esiste’) ha dalla sua – lasciando stare ciò che per altro per un credente, ad esempio, delle cosiddette ‘religioni del Libro, è fondamentale, cioè una sua ‘rivelazione’ nella storia (alla quale si può però anche non credere) – un carattere di positività che ha convinto anche tanti filosofi (uno per tutti, Pascal, col suo ‘pari’ cioè scommessa) a ‘scommettere’ su un’esistenza di Dio in quanto è la più vantaggiosa per l’uomo dando un senso alla propria prospettandone un fine, uno scopo, che altrimenti non avrebbe;
i NON CREDENTI sostengono che tocca a chi afferma l’esistenza di dio fornirne le prove, non a chi la nega. In mancanza di questa ‘dimostrazione razionale’ che il credente sostituisce con la fede, al massimo l’esistenza di dio può essere vissuta come speranza, ma solo e puramente soggettiva, intima.
Per me la questione si pone in questi termini. Se non si può dimostrare l’esistenza o la non esistenza di qualcosa facendo appello alla ragione (tu chiedi di essere razionali), quella cosa non entrerà mai a far parte della nostra esperienza osservata razionalmente, cioè in modo dimostrabile… quindi per noi – se intendiamo essere razionali – è come se non esistesse. Da questo punto di vista allora nessuna differenza tra agnosticismo e ateismo: non ha alcun senso (non è razionale) porsi in attesa – come secondo una certa accezione di agnosticismo – di qualcosa che non potremo mai conoscere. Se non si può dimostrare l’esistenza di dio… dio non esiste ‘per noi’… e se non esiste ‘per noi’, per chi mai dovrebbe esistere?
Questa, a mio parere, è una risposta razionale.
Ma non è finita qui, perché a questo punto un credente tirerà in ballo i limiti della nostra ragione: benissimo, ma se si ritiene di poter superare questi limiti, lo si farà solo… non essendo razionali.
Cioè ricorrendo alla fede.

Chiericoperduto

14% di atei…ma ci aggiungiamo quei milioni di “cristiani per abitudine”, veri destinatari dei messaggi dei ateobus, che se messi con le spalle al muro difficilmente affermerebbero con sicurezza l’esistenza di dio…allora saremmo la maggioranza.
Il punto focale della nostra campagna secondo me dovrebbe essere quello di far capire al “cristiano per abitudine”, all’inconsapevolmente ateo, a quello che ha paura di ammettere a se stesso di essere ateo, che costui non è solo! che milioni sono come lui e che uscire dal gregge è bello e liberatorio.
Anch’io, cresciuto circondato dal cattolicesimo, quando ho cominciato a maturare le mie prime perplessità, un certo scettiscismo, una paura ad ammettere l’inesistenza di dio, mi sentivo un pò pecora nera, mi era ignoto il fatto che gli atei sono milioni, sono sempre esistiti.
Ecco, punterei anche ai grandi nomi del passato, un slogan del tipo:

Euripide, Democirito, Giacomo Leopardi, Giuseppe Verdi, Giuseppe Garibaldi, Pablo Neruda, Charlie Chaplin, Albert Einstein, cosa avevano in comune? erano atei.
Rita Levi-Montalcini, Margherita Hack, Bill gates, Claudio Bisio, Piero Angela, Vasco Rossi, Maurizio Costanzo, cosa hanno in comune? sono atei.
E tu?

Giorgio

Circa la questione della non dimostrabilità dell’esistenza o non-esistenza di “dio”, avrei un’osservazione. Secondo me, tale questione risente fortemente del condizionamento culturale cui ciascuno è sottoposto dalla nascita, per cui prima di decidere di non credere al “dio” più accreditato nella propria cultura vuole sentirsi al sicuro con solide argomentazioni. Questo vale ad esempio per noi italiani nel momento in cui il “dio” di riferimento è quello giudaico-cristiano i cui adepti ci deliziano quotidianamente.
Se però pensiamo al “dio” di riferimento chiamandolo Zeus, o Wotan, o Allah, o Huitzilopochtli, o Khalì, o Avostrascelta, allora non sentiamo alcun bisogno di solide argomentazioni, ed anzi la sola idea di dover argomentare la non-esistenza di tali ineffabili soggetti ci fa ridere, perché evidentemente in tutti questi altri casi il condizionamento culturale non c’è.
Forse non possiamo non dirci plagiati?

Barbara

Personalmente avrei preferito che i fondi raccolti dall’UAAR fossero stati usati per pubblicizzare(anche sugli autobus)lo SBATTEZZO.

stefanino

@graz
ci potresti dimnostrare razionalmente che Babbo Natale non esiste?

Grazie graz!

carlo acerbi

Non mi piace per niente. Terribile. Mi vien da dire quasi DEMOCRISTIANO se nessuno si offende.

Sembra quasi che stiamo dicendo “scusate tanto se esistiamo anche noi”. Ci vedo un
Fantozzi a pronunciare quella frase, gobbo e intimidito. Che per giunta è genovese …

Voto ZERO

El@nS

@graz
La materia-energia del big bang è eterna? Non lo so, ci sono tante ipotesi in giro come l’universio inflazionario, il vuoto quantico, etc. Ma anche se fosse eterna, significa semplicemente che e’ “fuori dal tempo”, che forse ci sono altre dimensioni (il tempo e’ una di queste) e che le quattro che conosciamo ci danno una visione ristretta della realta’. Ma che c’entra con l’esistenza di dio?

Giovanni

Anche a me piace di piu’ lo slogan, d’attacco…

La notizia buona è che in Italia ci sono milioni di atei.
La notizia cattiva è che non possono dirlo!

Bruno Rapallo

Avete ragione, mi sono convinto che le due frasi ora proposte sono troppo morbide e “buoniste”, anche con piccole modifiche che possono comunque dare la sensazione di scusarsi, quando non è proprio il caso. Meglio allora seguire il consiglio di chi ha proposto:

“la buona notizia è che milioni di italiani pensano che dio non esiste;
la cattiva notizia è che non possono dirlo !”

e se la società di pubblicità non accetta nemmeno questa versione, che vadano tutti a farsi f……, così li costringeremo a censurarci nuovamente e ci faranno altra pubblicità gratuita.

carlo acerbi

anch’io d’accordo con Mattia e altri

“LA BUONA NOTIZIA è CHE DIO NON ESISTE, QUELLA CATTIVA è CHE IN ITALIA NON SI PUO DIRE”

Gianluca

mhà…avrei semplicemente aggiunto un “forse” nel pay off di prima…che era già troppo lungo…

O'Brian

Ottimo!!! Questa frase è uno spettacolo, un vero calcio nel sedere per il Vaticano!

gat

Ma come si fa a credere nella libertà di espressione ,quando lo slogan precedente è stato censurato……..

saleal

Purtroppo lo slogan per essere specchio ancor più fedele dell’attuale situazione dovrebbe essere ancor più amaro ed aspro nei toni e molto meno dualista:

“DIO E LA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE NON ESISTONO: ESISTONO INVECE I SIMONIACI, I BABBEI E GLI ATEI…………
………. NON SONO AMMESSE ARMI DURANTE L’ASSEMBLEA DI CONDOMINIO”.

Federica

Quello di prima era un boomerang, ma questo è fiacchino…
E poi noi agnostici che fine abbiamo fatto? ;)

Ernesto 50

@ Simone Blasetti

Bello, penso che ci siano molti menefreghisti che per convenienza credono in dio.

Perchè, nella realtà, si giocano la carta del “non si sa mai”. E poi troppi se lo aggiustano come vogliono. Un mio amico sposato, donnaiolo impenitente (come me purtroppo a volte) diceva sempre: Ma in fin dei conti il buon dio me lo perdonerà queto peccatuccio che poi non è tanto un peccato perchè ci ha fatto che ci piacciono le donne. E poi ciò solo questo.
A me toccava rispondere: Forse hai ragione, ma che ne dici se le donne in questione sono sposate? Risposta: Ah! ma io mica le obbligo!
Non scherzo.
Ma l’uomo nella sua (presunta) razionalità Deve darsi sempre un risposta. Sono convinto che se la metà degli esseri umani affrontasse se stessa profondamente ne uscirebbe pazza.
D’altronde i meccanismi di rimozione sono ben conosciuti in psichiatria e psicoanalisi. Sgnifica sopravvivere quì e ora, domani è un’altro giorno.

Daniele

Non la trovo una calata di braghe. Se Uaar intende crescere e farsi conoscere sempre di più, deve evitare di ghettizzarsi. Se il garante per la pubblicità ha bloccato la pubblicità, calarsi le braghe sarebbe fare una crociata contro il garante. Accettiamo le regole, tanto il modo per far uscire gli atei dalle catacombe di sicuro c’è. Io ho conosciuto l’Uaar tramite la precedente campagna (che è come se fosse stata effettuata). Ora è importante che l’Uaar continui a farsi sentire. Tutte le levate di scudi sono molto utili, ma occorre che non vi siano più provocazioni da parte “nostra”: soltanto dire in modo puro e semplice come la pensiamo.
Non è per niente detto che occorra un autobus, tanto per copiare gli altri. Ci sono le affissioni esterne, i carrelli dei supermercati, anche la radio (non troppo costosa ma efficace per veicolare concetti più lunghi).

Mi è molto piaciuto lo spirito con cui l’International Humanist and Ethical Union affronta il problema. Convertire all’umanismo in modo pacato, costante, dedicato. Possiamo operare sullo stesso terreno battuto dai credenti e dai loro padroni. E liberarli, facendoli uscire dalla caverna e dalle ombre.

Continuate così! Personalmente, intendo aderire all’Uaar.

Diego P

Direi che questo slogan è nettamente migliore del precedente e può modificare addirittura il giudizio sull’utilità e sull’opportunità della campagna. Lo slogan precedente poteva far apparire il mondo ateo agli occhi dei credenti come un area di presuntuosi. Con questo slogan, secondo me è più probabile che gli atei non appaiano come “strane bestie”.

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