Indonesia: atei discriminati trovano rifugio online

Se in Italia, nonostante costituiscano la seconda concezione del mondo quanto a diffusione, agli atei non è pacificamente concessa la prerogativa di affermare pubblicamente che Dio non esiste, è immaginabile cosa possa accadere loro in Indonesia, dove ogni carta d’identità deve indicare l’appartenenza a una religione ufficiale e dove il primo ‘dogma’ dell’ideologia statale è la credenza in una divinità. Ma la secolarizzazione è ormai arrivata anche laggiù: il numero di atei è in crescita e, per loro fortuna, oggi c’è internet. Gli atei indonesiani possono dunque, mantenendo l’anonimato, ritrovarsi e discutere online su blog e social network. Il servizio è dell’Agenzia France Press.

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato domenica, 25 gennaio 2009 alle 21:26 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.