Testimone di Geova muore dopo trasfusione forzata: condannati medici e ospedale

Una recente sentenza del tribunale civile di Milano ha condannato un ospedale e alcuni medici per aver causato la morte di un paziente con una trasfusione forzata, che questi aveva rifiutato essendo testimone di Geova. Come riporta l’edizione milanese di “Repubblica”, dovranno risarcire alla moglie del paziente deceduto i danni morali e bioogici. La corte afferma che vi è “dignità anche nel processo del morire”, garantita dalla Costituzione, connessa al diritto di rifiutare le cure, in quanto deve esserci “la cura della persona” e non “la cura in quanto tale”.
L’uomo in questione, ministro di culto dei testimoni di Geova, scopre di avere un male incurabile. Nel primo ospedale in cui è ricoverato gli viene detto che è necessaria una trasfusione di sangue, ma la rifiuta. Trasferito in un altro nosocomio, mette per iscritto le sue volontà e ottiene dai medici la rassicurazione che verranno rispettate. A causa di successive complicazioni, i medici ritengono però che la trasfusione sia necessaria e promuovono un consulto psichiatrico, dal quale però risulta che l’uomo è ancora capace di intendere e volere. I medici ottengono quindi da un giudice la possibilità di effettuare il trattamento sanitario obbligatorio: i parenti e gli amici, che sostengono l’uomo, vengono allontanati e il paziente bloccato nel letto. Mentre avviene la trasfusione, l’uomo grida e si dimena, chiedendo di non ricevere le cure: muore a causa di un infarto improvviso.
In questo caso non viene riscontrato reato penale, nonostante la denuncia, ma il tribunale civile, prendendo spunto proprio dalla sentenza della Cassazione su Eluana Englaro, sostiene che, pur non essendoci dubbi sul fatto che la trasfusione “era l’unica scelta praticabile”, si sente di esprimere comunque “sconcerto e imbarazzante perplessità di fronte a un comportamento dei sanitari così palesemente inadeguato e brutale”, considerato concausa della morte dell’uomo. Tale comportamento viola “elementari precetti deontologici e del vivere civile”, andando contro la dignità del processo del morire.

Notizia inserita da Valentino Salvatore

Questo articolo è stato pubblicato domenica, 18 gennaio 2009 alle 17:31 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.