Beppino Englaro: “In Italia si calpesta il diritto, li obbligheremo”

Oggi sono 17 anni esatti dalla data dell’incidente che ha causato il coma di Eluana Englaro, e domani la sua situazione verrà ricordata da una fiaccolata.
Il prof. Vittorio Angiolini, avvocato degli Englaro, spiega così la futura strategia: «La strada percorribile è quella italiana: abbiamo presentato ricorso al Tar della Lombardia contro l’amministrazione regionale per obbligarla a dar seguito al decreto dei giudici di Milano che autorizzavano a luglio la sospensione della nutrizione e dell’idratazione forzata ad Eluana Englaro. La ragazza è sotto il servizio sanitario di questa Regione ed è questa Regione che dovrà farsene carico».
Dopo le pressioni che hanno costretto la Clinica di Udine a rifiutare il ricovero della donna, la famiglia vuole tornare alla regione che già in settembre aveva dimostrato di non essere propensa a trovare una clinica per attuare la legge: «il servizio sanitario nazionale affida il compito alle Regioni di assistere, curare, tentare di guarire: non esiste l’obbligo di dare la morte» aveva spiegato Formigoni.
Difficile e lunga da attuare sembra invece la possibilità di rivolgersi ad una clinica estera: bisognerebbe far approvare un provvedimento emesso in Italia.
Un giornalista ha chiesto a Beppino Englaro se sia credente, ecco la risposta: «Credo in un Dio che ci ha dato il libero arbitrio, che ci ha dato la capacità e la possibilità di scegliere secondo la nostra coscienza».

Notizia inserita da Barbara

Questo articolo è stato pubblicato sabato, 17 gennaio 2009 alle 19:50 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.