Messina: chiesa dentro supermercato

All’interno di un centro commerciale di Tremestieri, vicino Messina, è stata costruita una cappella, di modo che i  clienti possano assistere alle funzioni anche durante lo shopping. Anche i dipendenti potranno farlo, ma non è chiaro se in orario di lavoro o meno. E’ la prima volta che in Italia viene costruita una struttura religiosa all’interno di un ipermercato: la notizia viene accolta positivamente dai politici e dai religiosi locali.

Notizia inserita da Valentino Salvatore

Questo articolo è stato pubblicato mercoledì, 31 dicembre 2008 alle 10:54 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.

50 Commenti a “Messina: chiesa dentro supermercato”

  1. Vash scrive:

    Per pregare che facciano gli sconti al banco macelleria e che metano il 3 x 2 sulla pasta!

  2. crebs scrive:

    L’ho già scritto per un’altra notizia.
    Giulio Andreotti diceva “A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si indovina”…..
    Qualcuno può controllare o si può informare se con la chiesa dentro il centro commerciale non paga l’ICI?

  3. agnese l'apostata scrive:

    perchè non occuparsi delle case?ho sentito che servono molto di più…

  4. Macklaus71 scrive:

    Al carrefour della mia città ci sono le statue dei re magi messe davanti ai carrelli della spesa, come se facessero compere. Perchè meravigliarsi? La religione del 3×2, l’unica davvero in auge nel nostro tempo, fa nuovi proseliti, i centri commerciali ne sono i templi che scandiscono la vita dei loro adepti secondo l’ordine uno e trino del: produci, consuma, crepa.

  5. don alberto scrive:

    @ crebs
    “Qualcuno può controllare o si può informare se con la chiesa dentro il centro commerciale non paga l’ICI?”

    Ma c’è ancora qualcuno che crede a questa leggenda?

  6. giulio scrive:

    Credo che le de cose finiranno inevitabilmente per mescolarsi, la religione di “cristo” e quella del “3×2″ sono le chomere dei nostri giorni, inoltre sono pronto a scommettere che Crebs ha agione, i bookmaker quotano alla pari

  7. giulio scrive:

    @Don Alberto
    Guarda che come dicono a Napoli “Qua nisciuno è fesso”

  8. N2RT scrive:

    @ Don Alberto

    La domanda di Crebs è lecita, anche se a mio avviso mal formulata.

    Le chiese in se non pagano l’ICI (ed i luoghi prettamente di culto), ma penso che lui si riferisca agli enti commerciali che non pagano l’ICI se al loro interno hanno un luogo adibito a preghiera o culto.

    Quindi forse la domanda più corretta è: “adesso il centro commerciale non pagherà l’ICI? e se lo paga, lo fa anche per lo spazio adibito a preghiera o no?”

    E questa non è una leggenda….

    Aggiungo: il centro commerciale resterà aperto tutte le domeniche dell’anno (non conosco la regolamentazione del Comune in questione) per le messe? Se si, le spese che comporteranno saranno pagate dal Centro Commerciale? Oppure la cappella ha un ingresso a parte che consentirà l’ingresso anche a centro chiuso? E chi gestisce la cappella (pulizie, manutenzioni, ecc.)

    Se il Centro Commerciale fa tutto questo a spese sue e senza ricavarci alcun vantaggio allora va bene… Ma comprenderai che è un po’ strano che agisca in questo modo senza alcun vantaggio….

  9. maxalber scrive:

    don,
    in che cosa consisterebbe la leggenda?

  10. Third Eye scrive:

    Oh, finalmente la loro natura di azienda viene fuori come si deve…

    @don alberto, a me quella leggenda risulta assai supportata, con tanto di legge: potrebbe semmai lei fornirmi le scansioni di qualche ricevuta dell’agenzia delle entrate inerente il pagamento dell’ICI, per esempio, del point of sale volgarmente detto “chiesa” in cui lei esercita?

  11. don alberto scrive:

    @ Giulio
    … Qui e Quo cosa dicono?

  12. don alberto scrive:

    @ maxalber
    Che le attività puramente commerciali facenti capo ad una diocesi/parrocchia non pagano l’Ici.

    @Third eye
    La leggenda si riferisce alle attività commerciali (vedi thread FUR: “il lusso” dell’esenzione Ici agli immobili ecclesiastici “destinati ad attività commerciale”).
    Nessuno ha mai negato che le chiese-sale siano esenti, come le sedi di partiti, di sindacati, gli ospedali, le scuole (anche se, naturalmente, quelli servono e noi no).
    Conventi e monasteri pagano -mi pare, come anch’io pago per quanto la parrocchia possiede non a fini pastorali.
    La scansione non te la posso fare perchè paga telematicamente il commercialista.
    (Consultare: “La vera questua” di U. Folena)

  13. Bruno Moretti Turri scrive:

    I corpus cristi azzimi quanto li fanno all’etto?

  14. fresc ateo scrive:

    A QUANDO UNA BELLA CASA DI TOLLERANZA????

  15. Casomai scrive:

    Quando ho sentito la notizia, qualche giorno fa, non sapevo se ridere o se piangere…

    x valentino salvatore:
    solo una precisazione, Tremestieri non è vicino Messina, è una zona di Messina.

  16. Radu666 scrive:

    Nessuno ha mai negato che le chiese-sale siano esenti, come le sedi di partiti, di sindacati, gli ospedali, le scuole (anche se, naturalmente, quelli servono e noi no).

    E ovvio che loro servono e voi no…loro parlano di cose reali e voi no…

  17. Casomai scrive:

    Se non si è capito sono di Messina…

  18. faidate scrive:

    Avrei preferito un suppermercato dentro la chiesa

  19. don alberto scrive:

    @ faidate
    Mai frequentati certi santuari?

  20. Daniela scrive:

    è proprio ridicolo, come al solito si rivilegia sempre l’apparenza e mai la sostanza, ma d’altronde non è un caso.

  21. nessie scrive:

    Negli ultimi sei mesi mi è toccata l’avventura, per lavoro, di essere ospite di strutture gestite da congreghe pretesche.
    In verità alberghi a tutti gli effetti, uno al nord e uno a Roma.
    Per natura mi riesce facile parlare anche con i sassi, attacco bottone con chiunque.
    Parlando del più e del meno con i gestori di entrambe le strutture, ho posto la fatidica domanda: ma la pagate l’ICI?
    La risposta, tra il risentito e l’imbarazzato, è stata, in buona sintesi: Questa è sempre stata una struttura d’accoglienza, prima seminario e ora casa per i vecchi preti, occasionalmente apriamo agli esterni, vuole vedere la camera del vescovo?
    Non ho avuto modo di attaccare bottone con il personale delle pulizie: tutto, evidentemente, straniero.
    Non ci sono più le suore di una volta eh?

    Nel tempo, ripensandoci e ritirando il fastidio, sono arrivata a dedurre che sia meglio così: sempre più evidente il dio di cui fantasticano.
    Per nulla spirituale e molto sonante.

    saluti

  22. Barbara scrive:

    @Daniela

    Concordo!!

  23. Otto Permille scrive:

    Da sempre il tempio e il mercato coincidono.

  24. fab scrive:

    La chiesa è alla frutta, in tutti i sensi.

  25. Antonio II° scrive:

    @ fab

    …dipende, molto spesso è alla cassa! ;-)

  26. tamara scrive:

    …ormai si vende di tutto, anche l’aria fritta delle parole del clero!

  27. Sephiroth 1311 scrive:

    Sarebbe il caso di effettuare una qualche protesta pacifica di qualche tipo (oppure invitare i Paguri, gli autori di Don Zauker :D ).
    Io, essendo di Messina, ci starei con immenso piacere.

  28. giulio scrive:

    @Don Alberto
    Qui e Quo dicono lo stesso che dice Qua

  29. EtruscoViola scrive:

    Per caso vendono anche giornaletti sexy in questo supermercato??? :-)

  30. don alberto scrive:

    @ N2RT
    Prima quello che non so.
    -Presumo che dipenda dall’attività prevalente: l’oratorio con un piccolo bar sarà esente, un bar -di proprietà di una parrocchia-che sia solo esercizio commerciale no. (non penso che ci siano enti commerciali che non pagano l’ICI se al loro interno hanno un luogo adibito a preghiera o culto. L’albergo in foto nell’articolo, accusato di non pagare, pagava, eccome)
    -In altri casi, un po’ ci si giocherà (cfr. post di nessie).
    -Per la “cappella” in questione, a naso, direi che dipenderà dal comune: io dò in affitto al comune i locali per la scuola materna e (finora) non mi hanno chiesto niente, altri comuni hanno fatto causa alle parrocchie per avere anche gli arretrati degli asili (gestiti però dalle parrocchie).
    -Il vantaggio economico che ne ricaverebbe il centro commerciale nel caso di messa domenicale mi sembra evidente: i clienti non devono fare due spostamenti -chiesa e negozi-o organizzarsi con gli orari, trovano comodamente tutto al suddetto centro.
    Buon anno.

  31. don alberto scrive:

    @ N2RT (il post è bloccato, provo a mandartelo a puntate)
    Prima quello che non so.
    -Presumo che dipenda dall’attività prevalente: l’oratorio con un piccolo bar sarà esente, un bar -di proprietà di una parrocchia-che sia solo esercizio commerciale no. (non penso che ci siano enti commerciali che non pagano l’ICI se al loro interno hanno un luogo adibito a preghiera o culto. L’albergo in foto nell’articolo, accusato di non pagare, pagava, eccome)
    -In altri casi, un po’ ci si giocherà (cfr. post di nessie).
    (continua)

  32. don alberto scrive:

    -Per la “cappella” in questione, a naso, direi che dipenderà dal comune: io dò in affitto al comune i locali per la scuola materna e (finora) non mi hanno chiesto niente, altri comuni hanno fatto causa alle parrocchie per avere anche gli arretrati degli asili (gestiti però dalle parrocchie).
    -Il vantaggio economico che ne ricaverebbe il centro commerciale nel caso di messa domenicale mi sembra evidente: i clienti non devono fare due spostamenti -chiesa e negozi-o organizzarsi con gli orari, trovano comodamente tutto al suddetto centro.
    Buon anno.
    (fine)

  33. don alberto scrive:

    -Per la “chiesetta” in questione, a naso, direi che dipenderà dal comune: io dò in affitto al comune i locali per la scuola materna e (finora) non mi hanno chiesto niente, altri comuni hanno fatto causa alle parrocchie per avere anche gli arretrati degli asili (gestiti però dalle parrocchie).
    -Il vantaggio economico che ne ricaverebbe il centro commerciale nel caso di messa domenicale mi sembra evidente: i clienti non devono fare due spostamenti -chiesa e negozi-o organizzarsi con gli orari, trovano comodamente tutto al suddetto centro.
    Buon anno.
    (fine)

  34. Stefano Grassino scrive:

    @ AntonioII°

    Complimenti, questa battuta è eccezionale. A quanto la vendi?

  35. Cesare B scrive:

    Per quanto riguarda l’ ICI, il centro commerciale potrebbe esserne esonerato per la parte d’immobile che ha piamente adibito a luogo di culto.
    D’altra parte si avvale d’ un’esenzione che non e’ stata abolita perche’ facendolo si sarebbero dovute colpire anche le sedi di partito e le Case del Popolo.
    Il vantaggio commerciale e’ evidente, anche se non avvenisse, o non avvenisse sempre, la (invero poco pia) apertura domenicale. Infatti sono valide per il precetto anche le Messe vespertine del sabato e di ogni vigilia di festa, giorni nei quali si va molto anche nei negozi.
    Che cosa pensate dei complimenti di Napolitano ai “religiosi”, acanto a quelli rivolti ai militari, ai servitori dello Stato eccetera?
    Saluti e buon anno.

  36. Popinga scrive:

    Sbaglio o era la proposta di un eccentrico consigliere provinciale del PDCI di Verbania o di quelle parti? Tanto per far capire che gli sciocchi non sono solo al Sud o nei partiti clericali.

  37. Antonio II° scrive:

    @ Stefano Grassino

    Non è mia…rivolgersi alle Opere di religione…dette anche IOR!

  38. Antonio II° scrive:

    @ Don Alberto

    “-Il vantaggio economico che ne ricaverebbe il centro commerciale nel caso di messa domenicale mi sembra evidente: i clienti non devono fare due spostamenti -chiesa e negozi-o organizzarsi con gli orari, trovano comodamente tutto al suddetto centro.”

    BELLISSIMO!
    E al momento dell’elevazione “Yogurt, Yogurt, Yogurt”
    A seguire “la messa è finita comprate in pace!”

  39. Leo55 scrive:

    Vi posto un link interehttp://www.pmli.it/chiesacattolicaesentataici.htmssante:
    Inoltre è singolare che a parlare di “credere” in “leggende” sia proprio chi crede alla più grande bugia che la storia ricordi.
    Che la smettesse di infastidire come una zanzara, con battutine e lazzi propri di chi “la sa lunga”……ma non la sa, proprio, raccontare.

  40. Leo55 scrive:

    Vi riposto il link correttamente:

    http://www.pmli.it/chiesacattolicaesentataici.htm

  41. Giuseppe Carlesi scrive:

    Leo55
    Facciamo pagare l’Ici, ma le tue case del popolo.Ci sono vissuto,ci sarebbe da dire molto.
    Ma un discorso da atei non si sente da queste parti?

  42. babaciu scrive:

    In realtà la legge dice che sono esentate dal pagamento ICI tutte le strutture non adibite interamente ad attività commerciale,in pratica è sufficente che nell’edificio ci sia una sala anche piccola adibita a funzioni religiose e tutto l’edificio diventa esente;per gli alberghi basta riservare una stanza a uso dei pellegrini e tutto l’albergo diventa esente.

  43. Leo55 scrive:

    Non mi pare che ci conosciamo egregio Dott. Carlesi……o sbaglio? Forse lei è “quel” Carlesi di Fascistica memoria? Ma allora come mai viveva nelle “mie case del popolo”??

  44. Danielenogod scrive:

    Su repubblica.it ho visto le foto di questa “cappella”. Si tratta niente di meno che di un piccolo spazio (davvero piccolo, 10 persone al max) ricavato in un corridoio con dei pannelli rimovibili di anodizzato e vetro, un altare che in realtà è un tavolino da picnic coperto di raso rosso del tipo quello che le nonne utilizzano per foderare le gonne, una tovaglia a mezzo punto, delle tendeine ad intaglio e un crocifisso in finto stile bizantino di dubbio gusto. Più che una cappella direi un gazebo di raccolta adesioni e fondi :-)

  45. don alberto scrive:

    @ Third Eye
    Penso la saprai già, comunque…
    Una ricchissima contessa convince il suo parroco a battezzarle il barboncino.
    Il vescovo viene a saperlo e, infuriato, lo convoca e gli dà una feroce lavata di capo.
    Il parroco cerca di difendersi: ” … eccellenza … sa … mi ha dato 100.000 euro per i poveri e le altre necessità della parrocchia …”
    Il vescovo allora si calma e: “Ah, uhm … Beh, ma per la cresima vengo io, eh!?”.

  46. don alberto scrive:

    @ Third Eye
    Una ricchissima contessa dopo mille tentativi riesce finalmente a convincere il suo parroco a battezzarle il barboncino.
    Il vescovo alla fine viene a saperlo e, infuriato, lo convoca e gli dà una feroce lavata di capo.
    Il parroco cerca di difendersi: ” … eccellenza … ma sa … mi ha dato 100.000 euro per i poveri e le altre necessità della parrocchia …”
    Il vescovo allora si calma e: “Ah, uhm … Beh, ma per la cresima vengo io, eh!?”.

  47. Nicla scrive:

    Ahahahahah, non ci posso credere, che cosa non s’inventano!

  48. Leo55 scrive:

    Lo stile pretesco lo si riconosce a naso……..Anche le barzelette sui riti sacramentali per conquistarsi fiducia e credibilità. Bha……a me dei vostri riti importa un emerito fico secco……ma il vostro comportamento è più viscido che mai.
    Qualcosa mi fa sospettare che i vari Don Alberto, Carlesi, Suor Ricetta, Agostino, ecc siano , in realtà, sempre la stessa persona che, non avendo evidentemente nulla da fare per tutto il giorno, trascorre tutto il suo tempo ad inventarsi qualcosa su questi blog per destabilizzare ed infastidire……probabilmente è anche ateo, ma “alla Ferrara”.

  49. saibaba scrive:

    @don
    al funerale ci vado.. IO…..ehhh….buon4009

  50. saibaba scrive:

    vedremo cosa succederà quando si aprirà “una piccola moschea”