Sassari: donna rifiuta amputazione e muore, vescovo e Cnb criticano medici

Una donna di 41 anni, ricoverata presso l’ospedale civile di Sassari con diagnosi di schizofrenia, è morta per aver rifiutato l’amputazione di una mano e una gamba, dopo 19 giorni di agonia. Davanti ai giudici e ad un perito ha ripetuto l’idea già espressa prima dell’incidente ai suoi genitori, cioè che non voleva subire interventi di questo tipo. Giudici e perito hanno ritenuto che la donna fosse capace di intendere e volere e che quindi non fosse possibile attuare il trattamento sanitario obbligatorio.
Il vescovo di Sassari Paolo Atzei, dicendosi “esterrefatto davanti ad un episodio di inaudita gravità”, ha criticato i medici, che “nulla hanno fatto per salvare la vita ad una donna con evidenti problemi psichici”. Luca Marini, vicepresidente del Comitato nazionale per la bioetica, si dice in accordo col vescovo, affermando che “ricondurre la vicenda della donna di Sassari a una mera interpretazione di norme giuridiche relega in secondo piano le valutazioni di tipo scientifico, clinico e assistenziale, che invece devono concorrere alla corretta valutazione di scelte così drammatiche”. Per Marini “è rischioso svilire la riflessione etica e morale” e “le soluzioni normative devono sempre seguire la maturazione, nel corpo sociale, di scelte condivise e sostenibili, soprattutto sul piano umano”.

Notizia inserita da Valentino Salvatore

Questo articolo è stato pubblicato lunedì, 29 dicembre 2008 alle 23:37 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.