La “croce laica” di Varsavia

Secondo il TAR del Veneto e il Consiglio di Stato italiano, espressisi in merito a un ricorso promosso dall’UAAR, “il crocifisso è un simbolo della laicità italiana”. Definizione che ha fatto venire i capelli dritti a numerosi docenti di diritto ecclesiastico, ma che forse ha costituito lo sprone per quanto sta succedendo in Polonia. A Varsavia, riferisce Pardon, una croce alta nove metri sarà eretta in piazza Pilsudski. “Una croce laica”, ha tenuto a precisare l’arcivescovo metropolita Kazimierz Nycz, “perché la presenza di Giovanni Paolo II in Varsavia non ha avuto solo significato religioso, ma soprattutto storico e culturale”.
L’opera è stata fortemente voluta dal sindaco Hanna Gronkiewicz-Waltz, una fervente credente vicina all’Opus Dei, e costerà alle casse pubbliche 2,5 milioni di zloty, circa 600.000 euro.

Questo articolo è stato pubblicato sabato, 20 dicembre 2008 alle 16:20 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0.Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.

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19 commenti a “La “croce laica” di Varsavia”

  1. Manlio Padovan scrive:

    Non dovreste invitare a scrivere un commento; non c’è commento che possa esprimere lo sdegno per tanta impudicizia, per tanta ipocrisia, per tanta falsità…aggiungeteci quello che volete.

  2. Lucia scrive:

    Mi vengono in mente solo parolacce

  3. cullasakka scrive:

    Non posso fare a meno di pensare a quali altri (e più nobili) usi potevano avere quei 600 000 €…

  4. giulia scrive:

    Oh se sèm cunsciat!

  5. Cataldo lo Spazzino scrive:

    Guardiamo anche una questione positiva nella tragedia: questo fatto ci da l’esatta misura della situazione nella quale ci troviamo. Mi riferisco soprattutto alla sentenza del Consiglio di Stato italiano (so benissimo che le casse dello Stato polacco sin dall’89 dipendono dalle lobbies papiste). La battaglia per la difesa di una laicità conseguente delle pubbliche istituzioni, come si vede, non lascia più tanto spazio alle elucubrazioni coi guanti di gomma. E’ necessario mostrare un pò i denti aguzzi e costruire alleanze nella società civile inviperita contro le manovre oscurantiste-parassitarie del clero (piuttosto che elemosinare attenzione dai burocrati collusi e con la puzzetta sotto il naso del PD per sperare in una produzione legislativa meno vaticanista). A mio parere episodi come quello vissuto durante la celebrazione della breccia di Porta Pia che ha visto il borghese vaticanista in divisa di turno elogiare i mercenari papalini con l’Uaar e le altre forze laiciste limitarsi al lamento del “cucciolo tradito” (tra l’altro nell’indifferenza popolare generale) è un esempio di come le cose non dovrebbero essere impostate. In altre parole: sarebbe bene costruire un fronte popolare da contrapporre all’invasione vaticanista nell’ordinamento giuridico. Non recintiamo questa battaglia nei salotti della “borghesia illuminata”. Nell’opinione pubblica popolare (di quella che lavora intendo) il vaticanismo non è così forte come i mass media di regime voglion farci credere.

  6. i.v. scrive:

    se un crocefisso è considerato simobolo della laicità, vuol dire che la medesima non esiste…
    è veramente sconfortante pensare che la chiesa abbia così tanti uomini nei più disparati settori della vita politico-istituzionale della Repubblica Italiana…

  7. lorenzo A. scrive:

    spero che su quella croce ci mettano la rana crocefissa che tanto ha fatto starnazzare i vescovi.

  8. Andrea scrive:

    Se qualcuno facesse vilipendio a quella croce, vorrei vedere se sarà ancora considerato un simbolo “laico”.

  9. Stefano Grassino scrive:

    @ Cataldo lo Spazzino

    Bene, condivido il tuo punto di vista. Tieni però a mente una cosa: il clero ha un esercito di preti, (liberi professionisti) coaudiovati da un grande numero di parrocchiani e soprattutto da miliardi di EURO che non sono noccioline, aiutato da politici e tu sai di quante cose può disporre il potere. Noi siamo quattro gatti, quasi tutti lavoriamo ed abbiamo famiglia a cui dover pensare. Passare dalla tua teoria, ripeto, giustissima alla pratica è terribilmente difficile. Ti posso garantire che nell’ultimo anno sono stati fatti passi impensabili soltanto cinque anni fà ma i mezzi quelli sono e per il momento quelli restano.

  10. stefano scrive:

    hahahahahahahahahhahahahahahahahahahahahahahahahahahhaahhahahaaahaahaaahahahahahhahaaha :) mi viene solo da ridere.

  11. Stefano Grassino scrive:

    @ Andrea

    Alla prossima riunione di circolo voglio fare la seguente domanda: se in un ufficio pubblico, tolgo il crocefisso e metto un foglietto con sù scritto – torno subito sono al bagno- che tipo di denuncia mi posso prendere?

  12. ezio scrive:

    se io sono contro la laicità (quindi antilaicista) e il crocefisso è il simbolo della laicità, posso rimuovere tranquillamente questo simbolo della laicità?

  13. stefano scrive:

    x Stefano Grassino

    che domanda, 100 vergate e il rogo sulla pubblica piazza, no?

  14. Andrea77 scrive:

    C’è grossa confusione…

  15. Colapesce scrive:

    Se il crocifisso è simbolo di laicità, allora il kalashnikov è simbolo di pace.

  16. Cataldo lo Spazzino scrive:

    il gentile forista Stefano Grassino ci ricorda che “il clero ha un esercito di preti, (liberi professionisti) coaudiovati da un grande numero di parrocchiani e soprattutto da miliardi di EURO”….bene, cominciamo col rendere popolare la domanda: “sapete chi paga tutta questa brodaglia?’ Sei tu caro lavoratore, tu caro pensionato, tu caro disoccupato, tu precario, tu cocopro, tu lavoratore in nero e anche tu..caro piccolo commerciante/artigiano che devi chiedere la rateazione dell’Iva a debito perchè sennò non porti a casa la pagnotta (sempre ammesso che tu viva in abitazione di tua proprietà)…tutti voi miei cari! La parte di denaro che vi manca si trova anche nella potenza politico-economica dei burocrati dello Stato Vaticano, mantenuti e nemici dei movimenti di emancipazione democratica popolare. L’educazione disalienante si fa facendo emergere la dimensione esistenziale concreta degli individui..Bisognerebbe riconquistare il linguaggio della realtà della classe lavoratrice demolendo la farsa del mito del “ceto medio generalizzato”….ma quì mi fermo poichè non vorrei andare O.T. Per ricollegarmi al caso Obama dell’articolo: è chiaro che il sistema politico bipolarista non garantisce la difesa della laicità dall’attacco dei poteri religiosi….Usa docet. Per l’Italia, una domanda sarebbe da porsi: il bipolarismo ha indebolito o rafforzato l’invasione del Vaticano nell’ordinamento dello Stato italiano? (da ricordare, tra l’altro, che l’Opus Dei è presente in entrambi i partiti dell’alternanza).

  17. fab scrive:

    Sto ancora aspettando una qualunque sentenza del Consiglio di stato che non sia simultaneamente sbagliata e odiosa.

  18. Barbara scrive:

    Il punto è che oggigiorno non si ha il coraggio di chiama le cose con il loro nome:ilcrocifisso E’ un simbolo religioso-
    Croce LAICA???
    Operatore ecologico=spazzino
    operatore scolastico=bidello
    Diversamene abili=handicappati
    etc.etc.
    Vi èuna sorte di pudore,falsità????????????

  19. denis_1 scrive:

    Che abbiano fatto autogol? O e’ simbolo laico o e simbolo cattolico (non dico cristiano appositamente). Se è solo simbolo laico lo posso sbeffeggiare come mi pare.. (per assurdo) Qualche volontario per vedere che reazioni si avranno?……:)