I 60 anni della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo

Sessant’anni fa, il 10 dicembre 1948, è stata approvata la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Una data di un’importanza gigantesca: anche se il documento in sé era privo di forza cogente, e non doveva essere sottoposto a ratifica, ha costituito l’indispensabile presupposto per aprire un’epoca che Norberto Bobbio ha definito “l’età dei diritti”. La Convenzione Europea sui Diritti dell’Uomo, le Convenzioni emanate in sede ONU, il riconoscimento che diversi stati (non il nostro, ahinoi) hanno dato a diritti emergenti quali le nuove forme di famiglia, le scelte di fine vita e il riconoscimento del pluralismo nell’orientamento sessuale sono tutti ‘figli’ di quello storico evento.
La Dichiarazione Universale non deve essere considerata un totem, un testo sacro intoccabile, e l’UAAR nelle sue tesi la fa propria  non mancando di sottolinearne i limiti. La legge deve sempre cercare di adeguarsi ai tempi, a società che cambiano, a esseri umani profondamente diversi (più numerosi, più educati, più secolarizzati) rispetto a quelli di sessant’anni fa. Ma l’energia sprigionata allora, quella sì è da salvaguardare integralmente.

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato mercoledì, 10 dicembre 2008 alle 17:22 e classificato in Generale, UAAR. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.