Tribunali islamici in Italia

Un’inchiesta di Carlo Bonini, pubblicata ieri su Repubblica, mostra come la sharia sia già applicata in Italia. Nessun riconoscimento giuridico da parte dello Stato italiano, beninteso, ma solo una sorta di funzione di arbitrato assegnata, con il consenso di entrambe le parti, ai leader delle diverse comunità islamiche presenti nel nostro paese. Come scrive Bonini, un imam “unisce in matrimonio. Compone le controversie proprie del diritto di famiglia. Si pronuncia sull’affidamento dei figli. Sollecita l’intervento dei tutori di marito e moglie nei casi di maltrattamento. Verifica i presupposti del “talak”, la dichiarazione formale con cui l’uomo ripudia la donna che gli è sposa. Constata, quando non ricomponibile, lo scioglimento del vincolo matrimoniale”.
Ovviamente il diritto di famiglia islamico applicato in questi casi non ha alcun valore legale in Italia. Ma, come spiega l’imam milanese Abu Imad, “una comunità è tale anche se può amministrare e sottoporsi volontariamente alla legge del suo Dio. È quello che facciamo”.

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato martedì, 9 dicembre 2008 alle 16:29 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.