MicroMega: No al Crocifisso, a Ragusa applicata la Costituzione

Segnaliamo un articolo di Michele Martelli sul sito di MicroMega, sul dibattito riguardante l’imposizione dei crocefissi nei luoghi pubblici, recentemente riaperto dai casi di Valladolid e Ragusa. Martelli nota come “il fanatismo antilaicista, e antidemocratico, non ha riguardo nè alla logica nè ai fatti”, facendo una carrellata delle diverse reazioni dopo la decisione del presidente del tribunale di Ragusa Michele Duchi.
L’0rdine degli avvocati di Ragusa afferma ad esempio che è “una sciocchezza considerare una discriminazione il simbolo religioso in cui si riconosce il nostro popolo”. Al che, controbatte acutamente Martelli, “milioni di cittadini italiani, non credenti, o credenti in altre fedi, non fanno parte del ‘nostro popolo’”: è come se fossero considerati “’sciocchezza’ incarnata. Senza diritto a credere in altri simboli, o a non credervi affatto”.
Passando poi a Gioventù Italiana di Ragusa, emanazione del partito La Destra, che rivendicando il crocefisso come “espressione di identità” ammette che “l’unica fonte normativa dell’esposizione del crocifisso nelle aule di udienza è una circolare emanata il 29 maggio del 1929 dall’allora ministro di Grazia e Giustizia Alfredo Rocco”. Il sindaco di Ragusa che ammonisce: “Il crocifisso dov’era rimane. E dove non c’è si metterà”. Per finire con il vescovo di Ragusa, che si lancia in improbabili paragoni tra giustizia terrena e divina.

Notizia inserita da Valentino Salvatore

Questo articolo è stato pubblicato venerdì, 5 dicembre 2008 alle 22:12 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.