Vaticano: secondo prelato Gramsci convertito in punto di morte, ma documenti non confermano

L’arcivescovo sardo e penitenziere emerito del Vaticano, don Luigi De Magistris, ha affermato su Radio Vaticana che l’intellettuale e politico comunista Antonio Gramsci si sarebbe convertito in punto di morte, mentre era degente nell’ospedale romano Quisisana e in gravissime condizioni di salute per molti anni, senza possibilità di muoversi liberamente e di essere autonomo. De Magistris afferma che Gramsci “aveva nella sua stanza l’immagine di Santa Teresa del Bambino Gesù” e che “durante la sua ultima malattia, le suore della clinica dove era ricoverato gli portarono allora l’immagine di Gesù Bambino e Gramsci la baciò”. Gramsci sarebbe quindi morto “con i sacramenti”, prosegue il presule, commentando: “La misericordia di Dio santamente ci perseguita [sic!]“.
Beppe Vacca, presidente della Fondazione Istituto Gramsci e storico, afferma: “ovviamente non sarebbe uno scandalo, nè cambierebbe alcunché”, precisa lo storico, facendo però notare che non esiste alcun documento (neanche le lettere di familiari e amici) da cui emergerebbe questa conversione. “Non ne parla nemmeno una del fratello Carlo a Togliatti, in cui si legge della volontà di Gramsci di essere cremato”, afferma Vacca, spiegando che ci furono ostacoli nell’attuazione delle sue volontà “perché non era credente e perché il regime fascista temeva manifestazioni di piazza, essendo la vigilia del primo maggio”. Vacca evita la polemica, ma fa notare che “già in passato, 30 o 40 anni dopo la morte di Gramsci, un’anziana suora riferì di una sua conversione. Ripeto, non vi troverei nulla di scandaloso”.

Notizia inserita da Valentino Salvatore

Questo articolo è stato pubblicato martedì, 25 novembre 2008 alle 18:59 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.