Vaticano: preoccupazione per beneficenza cattolica in calo

Il cardinale Paul Josef Cordes, presidente del Pontificio consiglio Cor Unum (che gestisce la beneficenza vaticana), esprime preoccupazione perché la crisi economica globale comporta un calo della beneficenza. Il cardinale è inoltre preoccupato per la “tentazione del secolarismo” che colpisce anche le istituzioni caritative cattoliche, a causa della professionalizzazione che tende a separare queste attività dalla “missione ecclesiale”. Da notare che la maggior parte dei fondi che utilizzano gli enti caritativi cattolici vengono elargiti in molti paesi occidentali proprio dallo stato. Negli Usa, ad esempio, come ammette lo stesso prelato, nella misura di 2/3, con richiesta di un bilancio preciso.

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46 commenti

Aldovaldo

Ma… la “missione ecclesiale” non è appunto l’esercizio del potere politico e l’accumulo di capitali? ^_^ Son 2000 anni che la Chiesa cede a tentazioni secolariste esercitando il potere temporale.

Bruno Gualerzi

“Il cardinale è inoltre preoccupao per la ‘tentazione del secolarismo’ che colpisce anche la istituzioni caritative cattoliche, a causa della professionalizzazione che tende a separare questa attività dalla missione ecclesiale.”
Ora, se per ‘professionalizzazione’ (istituzionalizzazione) della carità il cardinale intende riferirsi al pericolo che venga così meno la ‘missione ecclesiale’… ci sarebbe solo da auspicarla. Il fatto è che in realtà questa ‘professionalizzazione’ (istituzionalizzazione) c’è già da parte della ccar, proprio in quanto funziona da supplenza – sovvenzionata! – per una ‘istituzionalizzazione della carità’ che nessuna società dovrebbe perseguire. Una società veramente civile e democratica, dovrebbe abolire il concetto stesso di ‘beneficenza’ (e perfino di ‘solidarietà’, per come viene generalmente intesa) e mettere invece a disposizione i mezzi materiali (concreti) per alleviare la sofferenza.
La carità vera può essere solo un fatto soggettivo, non una ‘professione’. La ‘professionalità’ deve essere richiesta, per la sofferenza, solo all’istituzione medica.

stefano

“la chiesa vive di soldi, mica di avemarie” – mons. Marcinkus.

Francesco Paoletti

🙂 Vabbè su Giuseppino caro, iniziate anche voi a rispamiare: niente più pellicce di ermellino, cambia la papamobile, niente più auto di grossa cilindrata e vestiti da 30.000 euro a capo per vescovi e cardinali (digli che sulle bancarelle a Via Sannio o Porta Portese si trova un sacco di bella roba usata a pochissimo prezzo), anche per le auto potreste iniziare a ripiegare sul mercato dell’usato (ci sono un sacco di PANDA o di PUNTO a ottimi prezzi).
Io ti consiglio di iniziare davvero a risparmiare anche perchè sai: col vento che tira potrebbe accadere che un giorno o l’altro qualche “cattivo laicista relativista” che non sa cos’è la “laicità sana” vi potrebbe rimettere l’ICI o potrebbe farvi pagare la corrente, l’acqua e la mondezza (dato che aziende come l’AMA stanno in deficit anche per colpa del vostro staterello fantoccio di 40 ettari).

PIUTTOSTO: QUALE SFORTUNATO PINO SECOLARE (pianta che con la vegetazione della zona di nazareth c’entra quanto le alghe nel deserto) SARA’ IMMOLATO QUEST’ANNO A PIAZZA S. PIETRO PER ALLESTIRE IL VOSTRO DIORAMA CONFESSIONALE ?

alberto

Penso che per ‘professionalizzazione’ della carità il cardinale intenda che i poveri vengano considerati anche dalla chiesa solo utenti e non persone.
Certo che “Una società veramente civile dovrebbe … mettere invece a disposizione i mezzi materiali (concreti) per alleviare la sofferenza”.
Ma nel frattempo che si fa?
Tutte le associazioni di volontariato devono considerarsi emergenziali (non so se esiste la parola) e avere come ideale il proprio autoscioglimento perchè è finalmente finito il bisogno.
Ma nel frattempo benvenga la loro fantasia e flessibilità.
Se poi lo stato se ne approfitta (ma a volte non può non farlo, per tutte le pastoie burocratiche -stiamo annegando nei nostri diritti) il volontariato stia in campana e non si faccia prendere per il naso

stefano

niente caviale ne ermellino, al massimo salame del discount e mantella di lana.

Cris

@ Francesco Paoletti:
Chissà, magari un giorno i diabolici laicisti potrebbero anche riuscire a cambiare il modo in cui viene ripartito l’8×1000… che bello sognare

Diorama confessionale: splendido!! 😀

Otto Permille

Quanti sono le mani della chiesa per raccogliere “beneficienza”. Credo sinceramente che nessun mostro marino, aereo o teerestre abbia così tanti tentacoli. Pontificio consiglio Cor Unum… E che è? La testa unica di una specie di piovra?

Aldovaldo

Povero Razzinga, dovrà stringere la cinghia. Vivere come il poverello d’Assisi o come Fra Cristoforo. Indosserà un umile saio e andrà a chiedere le noci alle case dei poveracci. Se viene da me un paio di noci gliele do volentieri ^_^

Daglator

Ed io gli darei volentieri un paio di cedri. Parlo di frutta, ovviamente. ^_^

kefos93

Se smetteranno di ” foraggiare ” i debunkers e di finanziare films e fictions su santi,madonne e favole varie, forse potranno continuare a tirare a campare.

alberto tadini

le loro preoccupazioni sono la mia gioia
il problema è che continuando a preoccuparsi faranno in modo che l’8×1000 diventi 10 (o più) per mille, magari rendendolo obbligatorio.
tenendo conto degli zerbini che abbiamo in parlamento…

fabio l'anticristo

poverini devono tirare la cinghia pure loro! ora si che sono tutti uguali

iononcistopiù

la beneficenza si fa ai poveri…il vaticano quando mai è stato povero. Alleato com’è delle mafie più variegate che sono l’unica “azienda” che tira in Italia…che problemi hanno ?
Ho un sogno ricorrente: no vaticano, no mafia, no veltrusconi… ops mi sono già svegliato…

faidate

Se invece che andare in giro a cercare soldi pregassero un po’ di più, l’Altissimo li ascolterebbe e manderebbe una pioggia di Euro (o dollari: al cambio odierno 1,2542)

Colapesce

Certo, ora la gente si leva il pane di bocca per fare “beneficenza”.

Nero

“L’ultima ad adeguarsi all’inflazione è la beneficenza”

Alessandro Morandotti

Ulv

@ Aldovaldo

“Se viene da me un paio di noci gliele do volentieri”

C’è un sottinteso pornografico in queste parole? 🙂

Comunque hai ragione. Lo sanno tutti che Ratzy “is nuts”… 🙂

Vassilissa

– “Ma, Eminenza, Gesù Cristo non è morto povero?”

-“Appunto, non vogliamo fare la stessa fine!”

del grande Pino Caruso……

frescateo

dico; 300 mila religiosi o preti frati ecc ecc come credete , possono sempre tassarsi o meglio trovarsi un lavoro e dare i frutti ai poveri ecco un vero modo di essere cristiano ,
mah???? A LAVORARE IL PAPA E I CARDINALI E I VESCOVI I PRETI ??? PER DARE AGLI ALTRI??? ASPETTA E SPERA UNA VERA CHIMERA.

Fede

Ma come??
Maledetto XVI in persona il mese scorso tuonava: “I soldi non sono nulla e la crisi ve lo farà capire, orridi peccatori accaparratori!!!”
E oggi piangono perchè i fedeli, recepito il messaggio, preferiscono mangiare una fetta di pane anzichè sprecare soldi da dare alla chiesa.
Magari il papa e altri scugnizzi facciano più spesso simili affermazioni: a quanto pare sono tutte a loro proprio svantaggio!!

ilaria

è ora che anche loro incomincino a tirare la cinghia dopo secoli e secoli di BENGODI !

Roberto Grendene

«a causa della professionalizzazione che tende a separare queste attività dalla “missione ecclesiale”»

io leggo: “non va bene fare volontariato, associazionismo, assistenza sociale ecc. utilizzando persone preparate (psicologi, medici, assistenti sociali, ecc.): si deve evangelizzare”

stefano

“una volta conosciuti gli ecclesiastici, non mi riman che mirare i fiumi risalire alla sorgente”
– Boccaccio.

Stefano Grassino

Ma non preoccupatevi più di tanto miei cari sacerdoti; mica perdete la fede, perdete i soldi. Rallegratevi orsù che il pane di satana vi lascia.

Tiziano

Ma quale secolarismo?!??!?!

In italia è stupido parlar di secolarismo: il vaticano ha un forte potere sull’ignoranza della gran parte della popolazione!!!

Il vero problema è che se in crisi manca il pane, la gente pensa a sostenere prima se stessi e la famiglia e poi, semmai, si occupa di beneficienza!

Dopo la moltiplicazione dei lingotti d’oro ed i profitti delle casse del vaticano, ancora questi magna magna si lamentano (senza parlare dell’8×1000)? La gente comincia pure a capire la ricchezza del vaticano (oltre che l’inglobamento definitivo della beneficienza in rapporto 4:1) e decidono dunque che i soldi non è più il caso di farli passare per le curie…

Stefano Grassino

@Tiziano

Si, va bene però ti dico una cosa: quando avevo undici anni (1964) e sotto le finestre di casa mia passava la processione del venerdì santo c’era una fila di centocinquantametri. Quest’anno la fila era di venti metri compreso il baldacchino del prete e lo spazio tra lui ed il seguito. N.B. Tutti ultrasettantenni.

felice

Risolveranno con un 16 x 1000 alla chiesa. Il cardinale che ruiscirà nell’intento, sarà il prossimo papa alla prima votazione…..

marco

questa è una notizia che rallegra la giornata e da speranza…..

Ivo Mezzena

Senza ritegno! Ai lavori forzati per ripagare dei 2000 anni di abusi fatti!

Andrea

Oddio questa notizia mi riempie di tristezza…già ero preoccupato quando aumentò la benzina: “il papa come farà il pieno alla papamobile?”

chiericoperduto

“calo della beneficienza”.. e certo! O bimbi! se è crisi è crisi per tutti!

Aldovaldo

Proprio per questo la gente oggi preferisce investimenti diversificati: un po’ di CCAR, un po’ di filosofie orientali, un pizzico di New Age, un po’ di magia, una spolverata di buddismo, una fettina di superstizione nostrana e una goccia di islamismo per guarnire. Mescolare bene e servire caldo con foglie di marijuana e acqua santa non gasata.

Stefano Bottoni

Mi risulta che l’80% dei soldi incassati dalla ccar dall’8×1000 e dalle donazioni liberali vadano ad ingrassare i preti, e non a opere di carità.
Ora, con la crisi che c’è, pretenderebbero di mantenere lo stesso livello di adipe? Con persone (sempre di più) che non arrivano a fine mese? Che perdono il lavoro?
Hanno proprio la faccia come il fondoschiena. Ed è pure un fondoschiena molto brutto.

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