Spagna: si riapre polemica su Chiesa, franchisti e “bambini perduti”

Non si placa in Spagna il dibattito sulla guerra civile degli anni Trenta, che portò alla vittoria del dittatore Francisco Franco. Il giudice istruttore Baltasar Garzon ha riaperto un capitolo poco noto: parecchie migliaia di bambini, tra il 1937 e il 1950, sarebbero stati sottratti da famiglie repubblicane e affidati ad altre famiglie, col cambio di identità. Il tutto con l’avallo della Chiesa cattolica, secondo Montse Armengou, autrice con Ricard Vinyes e Ricardo Belis del libro I bambini perduti del franchismo. Armengou spiega come i bambini, separati dalle famiglie repubblicane in tenera età, venissero in molti casi affidati a famiglie ritenute affidabili dal regime: “non tutti, ma molti bambini, passavano per centri della Chiesa”, la quale “ebbe una responsabilità rilevante perché cambiava i nomi nei documenti di battesimo”. In alcuni casi le bambine vennero chiuse in conventi per “purificarle” da madri repubblicane e antifranchiste.
Il tema però è considerato ancora un tabù in Spagna, tanto che le richieste di riesumare le fosse comuni e far luce sui delitti della guerra civile vengono accolte con imbarazzo, nonostante il governo spagnolo abbia approvato una legge per la memoria storica l’anno scorso.

Notizia inserita da Valentino Salvatore

Questo articolo è stato pubblicato giovedì, 20 novembre 2008 alle 14:52 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.