Corti islamiche avanzano in Somalia: donna lapidata per adulterio

A Chisimaio (Somalia) una giovane ventitreenne di nome Aisha Ibrahim Dhuhulow è stata lapidata a morte per adulterio da miliziani che fanno capo alle corte islamiche locali. Condotta sulla pubblica piazza di fronte a centinaia di persone – molte delle quali costrette ad assistere, come i suoi parenti – ha cercato di divincolarsi, anche se, secondo i miliziani, la donna aveva ammesso le proprie colpe. Quando un parente ha tentato di aiutarla, i miliziani hanno sparato, uccidendo però un bambino lì presente.
I familiari affermano che il processo di Asha non è stato equo: “L’islam non permette che una donna sia messa a morte per adulterio se non sono presentati pubblicamente l’uomo con cui ha avuto rapporti sessuali e quattro testimoni del fatto”. I giudici islamici rispondo che puniranno il miliziano che ha sparato al bambino.
Il governo di Mogadiscio, supportato dall’Etiopia, aveva nel 2006 inflitto un duro colpo alle Corti islamiche, che però si sono riorganizzate e hanno continuato la guerriglia, riprendendo Chisimaio e altre zone e imponendovi la sharia.

Notizia inserita da Valentino Salvatore

Questo articolo è stato pubblicato martedì, 28 ottobre 2008 alle 17:44 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.