Vaticano imbarazzato per il papa silente contro la camorra

Era in visita a Pompei, nel cuore cattolico di una regione piagata dalla criminalità organizzata, ma non ha trovato di meglio che prendersela ancora una volta con l’anticlericalismo (cfr. Ultimissima di ieri). Il silenzio di Benedetto XVI deve comunque aver suscitato molte perplessità, se solo due ore dopo il suo discorso il vice direttore della sala stampa della Santa Sede, padre Ciro Benedettini, si è sentito in dovere di precisare le parole papali.
Secondo l’esponente vaticano, il padre avrebbe deliberatamente omesso di riferirsi alla camorra per tre motivi: il papa vi avrebbe accennato già un anno fa a Napoli, il pellegrinaggio era soltanto spirituale e, dulcis in fundo, poiché la maggioranza dei campani è onesta, Benedetto XVI avrebbe voluto “rispettarli”.
Argomentazioni poco convincenti: tutti i papi, non solo Benedetto XVI, hanno sempre accennato, durante i loro pellegrinaggi, a temi di strettissima attualità legati al contesto sociale locale. Non si capisce inoltre quale forma di ‘rispetto’ abbia voluto osservare il pontefice: un pastore, secondo la stessa dottrina cattolica, dovrebbe “ammaestrare” i suoi fedeli, “ammonendo” quelli più refrattari all’insegnamento cristiano. Seguendo la logica della sala stampa vaticana, il papa non avrebbe mai dovuto nemmeno parlare delle violenze contro i cristiani indiani, perché è indubbio che la maggioranza della popolazione indiana è onesta. Infine, ci sembra quantomeno discutibile che il Vaticano reputi normale che il papa senta l’esigenza di criticare la camorra una volta sola l’anno, quando contro i “mali” della secolarizzazione e dell’incredulità interviene con frequenza almeno settimanale.

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato lunedì, 20 ottobre 2008 alle 8:25 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.