Toscana: fedeli non confessano uso di contraccettivi

Su “Il Tirreno” è disponibile un articolo che contiene una mini-inchiesta tra i sacerdoti toscani, sul tema della contraccezione. Per quanto evidentemente i dati presentati non siano generalizzabili, vista l’esiguità del campione (una dozzina di parroci) è comunque interessante rilevare come – alla luce del recente appello del papa – la contraccezione sia considerata sempre meno un peccato dai fedeli, come confermano gli stessi sacerdoti. I fedeli preferiscono confessare peccati di diversa natura, specie riguardanti il rapporto con gli altri o il sociale.
In particolare, a detta dei parroci, “i fedeli non confessano più l’uso dei contraccettivi”; inoltre “ci sono evidenti difficoltà nell’osservanza dei precetti quali la presenza alla messa, il contributo alla comunità”. In generale, per un altro parroco, “la confessione [...] è in forte ribasso”. un sacerdote di Prato registra “una discrepanza tra la morale che noi preti abbiamo appreso sui libri e quella avvertita dai credenti. Dall’emanazione dell’Humanae Vitae c’è una sorta di silenzio-assenso da parte della Chiesa per cui l’uso dei contraccettivi non viene più avvertito come peccato, mentre l’infedeltà coniugale, ad esempio, sì”. Un prelato di Grosseto spiega: “Il senso del peccato è diminuito notevolmente. Non solo non si confessano i peccati che riguardano la contraccezione, ma anche i peccati sociali quali l’aver evaso le tasse”.
In realtà, la crescente distanza tra confessore e fedeli è un’annosa questione, analizzata ad esempio da Norberto Valentini negli anni Settanta (in inchieste come Il sesso in confessionale e La politica in confessionale) e da Giordano Bruno Guerri negli anni Novanta (Io ti assolvo).

Notizia inserita da Valentino Salvatore

Questo articolo è stato pubblicato giovedì, 9 ottobre 2008 alle 12:14 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.