Sinodo: problemi con cattolici americani e lettura della Bibbia

L’arcivescovo di Tegucigalpa, il cardinale Oscar Rodriguez Maradiaga, presentando al Sinodo dei vescovi una relazione su La Bibbia e la sua comprensione in America, si rammarica per il “divorzio” tra “la parola di Dio” e i cattolici impegnati.
In particolare, il cardinale si lamenta del fatto che, nonostante “molti attori di questo scenario sociale e politico sono passati attraverso i nostri centri di formazione”, “una volta nella pubblica arena, qualunque sia lo scenario nel quale si sono trovati a operare, i valori del Vangelo non sono diventati la direttrice della loro vita”.
Per questo “è necessario impiantare nuovamente un modo di educare alla fede biblica per la vita dei cristiani”.

Il cardinale Francis Eugene George, arcivescovo di Chigaco e presidente della Conferenza episcopale Usa, intervenendo al Sinodo sulla Bibbia, ha affermato ieri che questo testo ormai è sempre meno letto. “Dietro questa scomparsa” continua il cardinale, vi è “la perdita di un senso e di una immagine di Dio come attore nella storia umana”. Persino i fedeli hanno perso “familiarità” con la Bibbia, che “assume le caratteristiche del genere fantasy, mentre il mondo biblico diviene motivo di insostenibile disagio”. Le sacre scritture inoltre forniscono per tanti “solo [...] una guida morale che spesso viene anche giudicata insufficiente”.
I fedeli, ammette lo stesso cardinale, partecipano sempre meno alla messa della domenica e quindi entrano meno in contatto con la Bibbia in momenti importanti e simbolici, specie della liturgia.

Notizia inserita da Valentino Salvatore

Questo articolo è stato pubblicato mercoledì, 8 ottobre 2008 alle 22:43 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.