Pd: divisioni e punti di accordo su testamento biologico

Sul tema eticamente sensibile del testamento biologico, il Pd continua a dibattere. Come scrive oggi su “Europa” Fabrizia Bagozzi, “va detto che due anni di defatiganti discussioni in commissione sanità al senato, presidente Ignazio Marino, relatrice Fiorenza Bassoli, hanno prodotto dei risultati. Non fosse perché è emersa un’esigenza condivisa di fare una legge sul testamento biologico”. Anche se, si ammette, “hanno aiutato le recenti parole” di Bagnasco.
Nonostante il dibattito sia ora più costruttivo all’interno del Pd, “rimangono aperte questioni tutt’altro che secondarie”, come il carattere vincolante del testamento biologico (la Binetti vuole l’obiezione di coscienza del medico, Marino inserisce la questione nel dialogo tra famiglia e tutore) e l’inclusione fra le terapie mediche di idratazione e nutrizione.
Vi sarebbero su tale questione tra “filoni”: quello “radicale, che le include esplicitamente”, quello teodem “che invece le esclude e anzi le rende obbligatorie per legge”, quello di Marino “per cui ognuno deve avere la possibilità di indicare a quali terapie essere sottoposto o meno, e dunque implicitamente le include”, su cui c’è più convergenza.
Il problema è che la definizione di una linea comune nel Pd rimane difficile: Veltroni se ne è reso conto affermando, durante il convegno sulla laicità che ha visto la nascita dei PeR rutelliani, che è necessaria una “sintesi” delle varie posizioni ma anche che la libertà di coscienza è ammessa “purché non sia il segno della mera ratifica delle differenze”.

Notizia inserita da Valentino Salvatore

Questo articolo è stato pubblicato giovedì, 2 ottobre 2008 alle 10:10 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.