Lo stato dell’istruzione italiana

Nelle sue osservazioni al Libro Verde del ministro Sacconi l’UAAR si era a lungo soffermata sullo stato dell’istruzione italiana, basando le sue considerazioni in materia soprattutto sui dati OCSE. Proprio il giorno dopo tale organizzazione ha diffuso nuovi dati, aggiornati al 2008. Una grande massa di informazioni è dunque ora disponibile per la consultazione sul sito OCSE.
Di particolare interesse è, ovviamente, la lettura della relazione concernente l’Italia. Il contenuto conferma alcuni trend degli ultimi anni, tutti purtroppo negativi:
- la spesa per l’istruzione tende a decrescere man mano che si passa dalla scuola dell’infanzia (sopra alla media) all’università (sotto la media);
- se la spesa è nella media, ciò è dovuto all’effetto combinato di due circostanze: salari più bassi della media (e che crescono meno della media) per classi con pochi studenti;
- gli investimenti nell’istruzione crescono meno del PIL (che già cresce pochissimo), mentre quelli nell’università non crescono affatto, nonostante le tasse universitaria siano tra le più alte in Europa (benché non nel mondo);
- la competenza scientifica degli studenti italiani è sotto la media OCSE;
- la percentuale di laureati è ancora molto inferiore alla media OCSE;
- il tasso di abbandono delle matricole è il più alto tra tutti i paesi OCSE;
- l’apprendimento permanente nel nostro paese è ancora lontano dal raggiungere livelli accettabili;
- l’Italia è una paese con una scarsa capacità di attirare studenti stranieri.

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato lunedì, 15 settembre 2008 alle 23:01 e classificato in Generale, UAAR. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.