La sorella della Fallaci: “Oriana morta per eutanasia”

Paola Fallaci, sorella della giornalista scomparsa, afferma durante un’intervista a Sky Tg24 che Oriana avrebbe chiesto di subire una vera e propria eutanasia: “Tornò a Firenze trasportata con una barella, era uno scheletro. A New York aveva subito terapie tremende. Soffriva molto e ha chiesto un’iniezione di morfina, sapendo benissimo che non si sarebbe più risvegliata, lo sapevano anche alla clinica”. Durante gli ultimi giorni della sua vita, la Fallaci avrebbe respinto inizialmente l’ipotesi di porre fine alle proprie sofferenze; col passare tempo “il dolore si fece insopportabile [...] così ci implorò: “fate qualcosa, aiutatemi”.”
Tutto ciò nonostante la stessa Fallaci si fosse scagliata proprio contro l’eutanasia e la cosiddetta cultura della morte, schierandosi apertamente con Benedetto XVI: “E’ vero, era contraria, ma a differenza della ragazza americana [Terry Schiavo], lei era lucida quando chiese di farla finita”.
Nella famiglia Fallaci l’eutanasia, afferma la sorella di Oriana, c’era già stata per la madre, anch’essa ammalata di cancro: Oriana avrebbe chiesto “di fare l’iniezione di morfina che la ridusse in stato di incoscienza. Lo stesso avvenne con il nostro babbo. Anche io ho il cancro, e quando sarà il momento farò la stessa scelta, la trovo una cosa giusta”, chiarisce la sorella.
Francesco Matera, amministratore delegato della casa di cura Santa Chiara di Firenze, dove venne curata la Fallaci, smentisce però in maniera recisa le voci sulla sua eutanasia: “Un’assurdità. Certo che chiese di non soffrire più, ma non si è assolutamente fatto ricorso all’eutanasia, ricordo perfettamente quelle ore drammatiche, le abbiamo somministrato dei farmaci per alleviare il dolore, come la morfina o altri antidolorifici, nei casi dei malati terminali è una pratica normalissima”.

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71 commenti

Bruno Gualerzi

Mi sa spiegare, allora, questo ‘amministratore delegato’ della casa di cura di Firenze, che differenza c’è tra rifiuto dell’accanimento terapeutico ed eutanasia?
Al di là di tutto questo però, si può evitare di impiantare anche su questa vicenda, pur considerando il personaggio, una speculazione? L’unica cosa a questo punto che conta è la sofferenza della Fallaci e dei famigliari, che merita solo rispetto.

DENIS_1

e con questo si aprirà una indagine da parte delle magistratura. Certo è giusto sapere con esattezza se la Fallaci ha sofferto e quindi è stata aiutata a non soffrire piu. E’ UNA COLPA GRAVISSIMA. !!!
Ma ancora di piu assisteremo alle vesti che si stracceranno i solito nomi noti..
Prepariamoci alla commedia dell’arte.

gigetta

quando si dice…predica bene e razzola male.
io l’avrei lasciata soffrire avrebbe espiato per se stessa e per il mondo intero. troppo facile quando tocca gli altri poi “lasciatemi morire” un cavolo…doveva trovare me altro che eutanasia….le avrei sistemato la morfina davanti al letto: guardala bene, guardala perchè è l’unica cosa che ti permetto di fare. non le avrei somministrato niente l’avrei lasciata così come la natura impone.

Bruno Gualerzi

No, ‘gigetta’, così non va per niente. Ti rendi conto che parli come scriveva l’Oriana Fallaci nei suoi deliri da atea devota? Da viva non c’era da risparmiarle niente… Adesso lasciamola in pace.

gigetta

@Bruno Gualerzi
vedi bruno io sono un amante della coerenza. nella mia vita essere coerente è una missione gli atei devoti non li sopporto perchè sono finti quanto i cattolici sono del parere che quello che per loro vale per gli altri deve valere in primo luogo per loro stessi. troppo comodo delirare per gli altri e poi chiedere l’eutanasia per se stessi. io sono favorevole all’eutanasia per gli altri e anche per me stessa. la Fallaci ha fatto un “testamento biologico”: scrivendo e dicendo le fesserie che andava blaterando in quel modo non avrei fatto altro che rispettare la sua santissima volontà…amen

p.s. purtroppo bruno quando mi ci metto sono un pò carogna :D

Lorenzo

Eh e pensate a chi soffre come un cane ma non può fisicamente dirlo, nemmeno attraverso l’espressione degli occhi ad esempio …

Ho sentito dire che la sofferenza avvicina a Dio… UCCIDETEMI! ^^

Druso

Bella cosa la coerenza….. ancor meglio la coerenza con i distinguo….

Speriamo che questa storia (assurda sotto certi aspetti, prevedibile sotto altri e colma di macabra ironia) faccia aprire gli occhi a certi personaggi che, purtroppo, decidono per noi.

Manlio Padovan

Insomma: sono contro ciò che fa comodo loro; ma loro fanno quello che vogliono, anche ciò cui sono stati contro. Ipocriti Fallaci.
Maledetti borghesi!

Alessandro Bruzzone

Una notizia sconcertante che, alla fine, non sconcerta più di tanto. Le prediche si fanno bene solo sulla pellaccia altrui…

tomaraya

gigetta è stata un pelo brutale ma ha ragione da vendere. la fine dolorosa di una persona che si è permessa di insultare chiunque si batta per la libertà( lei che diceva di amarla così tanto da esportarla con i bombardieri) di andarsene in pace e senza soffrire non mi provoca alcun senso di pietà. se fosse stata coerente avrebbe sofferto in silenzio senza cadere anche lei nella “cultura della morte”.

gigetta

i latini dicevano “nomina sunt omina” mai stato vero come nel caso di Oriana Fallaci:
Fallaci un nome un programma!

c.d.

“fate qualcosa, aiutatemi”

ti saresti meritata una bella morte naturale, razza di ipocrita baciapile…

gigetta

ora mi compro il libro postumo…voglio ampliare le mie conoscenze com’è che l’ha intitolato? ah! si! “un cappello pieno di czzate” :D

enrico mini

Per me “cultura della morte” è quella che lede il diritto a chiudere la propria esistenza in modo dignitoso. Poi, chiamatela come meglio credete.

Sergio

@ Bruno Gualerzi:

“Che differenza c’è tra rifiuto dell’accanimento terapeutico ed eutanasia?”

Be’, mi sembra chiaro: riufiutare l’accanimento terapeutico significa, per esempio, staccare la spina o semplicemente sospendere le cure (di qualsiasi tipo).
Per eutanasia s’intende invece un intervento diretto che provoca intenzionalmente la morte (overdose di morfina, somministrazione di altro farmaco – da noi per es. pentobarbital sodico – che provoca la morte).

Non se ne può più di sentire ripetere e ripetere anche noi le stesse stessissime cose. Ripetiamole lo stesso. Anche in Italia è possibile rifiutare le cure, anche se ciò comporta sicuramente la morte. Questo è un principio sacrosanto e riconosciuto. Fatelo valere, porca miseria.
Il problema si pone quando si finisce in ospedale e i medici non fanno i nostri interessi, ma i propri, spalleggiati dalla Chiesa e da fondemantalisti di vario conio tra cui l’orribile orco del Foglio.

Quanto alla Fallaci: deploro che una come lei abbia fatto le fusa a un personaggio come B16.
Tuttavia mai e poi mai posso ammettere il sadismo di Gigetta. Anche la Fallaci meritava la dolce morte, indipendentemente da tutto ciò che ha detto e fatto.
Dolce morte a tutti, anche a chi non se la merita.

gigetta

@ enrico mini
per me “cultura della morte” è un invenzione oltre ad un goffo tentativo di offendere chi ragiona con il suo cervello. diciamoci la verità:non c’ è nessuno al mondo che non stia dalla parte della “vita” io mi sento dalla parte della vita perchè ho deciso che avrò dei figli quando avrò tutti i mezzi per mantenerli perchè rispetto la dignità di chi è già persona, perchè non interferisco nelle scelte di vita degli altri perchè accetto l’idea della morte come parte integrante della vita stessa. sono dalla parte della vita e soprattutto della vita dignitosa.

Cesare

Molti di voi polemizzano contro un’opinione che non esiste, se non – forse – a livello individuale: quella secondo cui il malato dovrebbe essere soltanto aiutato a vivere il piu’ a lungo possbile, a costo di qualunque sofferenza, e sarebbe, di coneguenza immorale ogni cura sintomatica o analgesica che possa abbreviarne, anche indirettamente, come conseguenza non voluta, l’esistenza. Non so chi vada sostenendo tali assurdita’, ma vi posso garantire che non e’ questo cio’ che insegna la Chiesa Cattolica.
Si legge, infatti, nel Catechismo: “L’uso di analgesici per alleviare le sofferenze del moribondo, anche con il rischio d’abbreviare i suoi giorni, puo’ essere moralmente conforme alla dignita’ umana, se la morte non e’ voluta, ne’ come fine ne’ come mezzo, ma e’ soltanto prevista e tollerata come inevitabile”.
Nel caso della Fallaci, dunque, l’eutanasia non c’entra, essendo questa un’azione o un’omissione scientemente e direttamente posta in essere per procurare la morte.
Saluti.

Laurentia

La situazione dei malati terminali di tumore la conosco bene, sia come biologa che come esperienza. E’ ovvio che molti di Voi facciano di questa cronaca personale una battaglia: i credenti lo fanno inappropriatamente in altri casi. Il problema è border-line: quando un malato terminale di tumore chiede la morfina, gli si attenua il dolore, ma la sedazione lo porta più rapidamente alla morte. Non vi sono leggi rigide in materia, ma solo linee guida e consigli.Mio padre morì in casa: decidemmo di alleggerirgli l’ edema polmonare ma di non dargli il cardiotonico che l’ avrebbe fatto sopravvivere, forse, qualche giorno in più.Mio suocero, in ospedale, trovò un medico che si rifiutò di sedarlo perché le linee guida del reparto lo vietavano, considerandola eutanasia. Per fortuna, nel turno di notte, trovò un medico che accettò, dietro insistenza di mio marito, farmacista, di somministrargli l’ Aulin, che fu sufficiente a sedarlo e a far si che potesse lasciare il corpo serenamente la notte stessa.Due mie amici, in questo ultimo anno, sono morti in casa (uno voleva l’ eutanasia, l’ altra voleva sopravvivere lottando) grazie ai medici curanti che hanno guardato la necessità di sedare il dolore evitando di considerare la facilitazione del trapasso. Purtroppo i casi dei malati in coma vigile, come Eluane, non si prestano a questi compromessi. Un consiglio a tutti: ove vi capitasse di avere una persona cara vicina al trapasso e sofferente, evitate di farne un caso da mass-media: sarà tutto più facile, anche perché, con la scusa di risparmiare soldi, di fatto si lasciano morire le persone in molti casi, negli ospedali. A casa e nelle case di cura è ovvio che ci siano meno controlli. Appoggiatevi ad amici medici dotati di cultura e buon senso e fatevi consigliare. Le battaglie politiche vanno fatte senza l’ urgenza dei casi particolari. Personalmente ritengo che la sorella di Oriana abbia fattto male a rendere pubblico il caso e, del resto, è una situazione che si presta a diverse interpretazioni e strumentalizzazioni, come quella di Papa Woytila.

Kaworu

toh va…

non è che ha anche abortito, dopo la lettera al bambino mai nato?

gigetta

@ kaworu
quel libro era di un disgusto indicibile. il libro più brutto che abbia mai letto in vita mia. ti dico solo che dopo quel libro mi sono convertita a Susanna Tamaro (e ce ne vuole)…:D

tomaraya

@ cesare
“L’uso di analgesici per alleviare le sofferenze del moribondo, anche con il rischio d’abbreviare i suoi giorni, puo’ essere moralmente conforme alla dignita’ umana, se la morte non e’ voluta, ne’ come fine ne’ come mezzo, ma e’ soltanto prevista e tollerata come inevitabile”.
l’ennesimo capolavoro di ipocrisia,un bel giro di parole per non chiamarla eutanasia. che cosa significa che la “morte non e’ voluta, ne’ come fine ne’ come mezzo, ma e’ soltanto prevista e tollerata come inevitabile” se non fate un pietoso e umano colpo di grazia?

Mifepristin

Oriana Fallaci mentre scriveva quell’abominio intitolato lettera ad un bambino mai nato guardava la collezione dei suoi feti abortiti che teneva religiosamente sullo scrittoio (prossimo scoop) :-D

Bruno Gualerzi

@ Sergio
Guarda che la mia era un domanda retorica. Lo so bene in cosa consiste tecnicamente la differenza tra rifiuto dell’accanimenio terapeutico ed eutanasia… mi chiedevo qual era la differenza nel caso in questione. E so anche, come giustamente rilevi tu, che il problema può sorgere in una struttura pubblica, dove questa differenza diventa poco più che nominale e vi si può giocare all’infinito da parte di certi sanitari.
In quanto alla Fallaci, che le si sia praticata l’interruzione dell’accanimento terapautico o che le sia stata data la ‘dolce morte’, mi auguro che in ogni caso le sia stata alleviata un’inutile sofferenza. Come ho già espresso più sopra – per quanto possa capire il risentimento per le bestialità scritte e dette da lei in vita – una sua morte dolorosa non mi procurerebbe nessun piacere come nessun piacere mi procura la pena di morte.

c.d.

“e dopo quello, un altro scoop: Oriana Fallaci era lesbica!”

o magari musulmana: tutto e’ possibile nel magico mondo degli atei devoti…

gigetta

@ c. d.
auhauahuahauhau!! :D
il magico mondo degli atei devoti!! hauhauahauhauahauha! cess! mi sta venendo il mal di pancia! troppo bella!! ne fa parte anche l’elefantone mi sa…quello di “il cexxo rende liberi” e lo sappiamo tutti! :D

nessie

Anch’io non credo sia appropriato parlare di eutanasia in questo caso: semplicemente un corpo gravemente compromesso dal tumore arriva a non sopportare la terapia del dolore. Si tratta di scegliere se vivere qualche ora/giorno in più soffrendo oppure se continuare la terapia, consapevoli che quest’ultima accelererà il processo.
Umanamente provo pena verso una persona che sulla sua pelle ha sperimentato la durezza delle proprie idee, quando ormai ricredersi era tardi.
saluti

gigetta

@ nessie
quella che per noi non è eutanasia per lei come per i cattolici e per gli atei clericali invece lo è…sorpresa!!
allora a questo punto vita a tutti i costi: direi che la prima opzione era l’ideale.
“vivere qualche ora/giorno in più soffrendo ”
per noi vale questa regola e per lei invece no?? misteri dell’ateo-clericale fede di Oriana Fallaci (fallaci come le sue idee)
saluti da gigetta

Alessandro Bruzzone

@ Sergio

Sarà come dici, ma allora la Chiesa cattolica si spiega davvero molto male, visto che buona parte dei suoi credenti (mi riferisco soprattutto a tanti politicanti e membri di associazioni varie) sembrano vedere l’eutanasia un po’ ovunque.

@ Laurentia

Apprezzo e comprendo il tuo invito alla concretezza, ma non credo né che, necessariamente, chi si trovi al centro dell’interesse mediatico l’abbia voluto, né che sia auspicabile che le soluzioni di problemi complessi, per le quali occorrerebbero leggi laicamente equilibrate, possano eternamente essere demandate all’astuzia individuale.

Alessandro Bruzzone

Errata corrige: DEBBANO eternamente essere demandate…

Gano

Da quando è morta la Fallaci ho in testa un “pensiero stupendo”. Appena arrivata nell’oltretomba ci ha trovato Allah.

elettra

Un pò di pietà per tutti. Che ne dite?
Si tratti di eutanasia o di altro, l’importante è che un essere umano abbia finito di soffrire.
Già , certe idee della Fallaci,elaborate quando? In una fase avanzata della malattia…nella quale ,forse non più da atea- devota o meno -, si è avvicinata alla Chiesa.
La teoria, mai come in questi casi , in contrapposizione alla prassi.
Il valore tragico dell’esperienza.

Paco

Sono un po’ in confusione… Qualcuno mi chiarisca il concetto di “ateo devoto” per cortesia :D

Valentino Salvatore

Il problema sta soprattutto nella percezione che si ha del gesto: generalmente, se si fa in maniera non “plateale”, nel silenzio, nel chiuso di una clinica da parte di un medico compiacente, con un “aiutino” di antidolorifici o evitando di dare i medicinali necessari e poco prima che sopraggiunga la morte senza che nessuno lo sappia oltre i parenti più prossimi, non si considera eutanasia – un po’ come dice Laurentia; ma la sostanza cambia poco, in realtà. In quel caso è “carità” (magari cristiana!), mentre se lo fa un Welby o lo promuovono radicali o non credenti, è “cultura di morte”, “nichilismo”, ecc. ecc. Il problema è che sono proprio i clericali a farne una questione ideologica, spingendo al dibattito aspro e impedendo che si faccia una legge in merito; se non assumessero un tono costantemente accusatorio e denigrante verso i sostenitori delle scelte di fine vita (accusati di omicidio e altro), il problema non si porrebbe nemmeno e ognuno potrebbe scegliere per sè, e nessuno starebbe qui a far notare l’incoerenza della Fallaci – con toni che anch’io giudico a volte discutibili. Pur con tutto il rispetto umano e la comprensione che le dobbiamo, il problema della sua coerenza si pone, dato che ha scelto di sostenere in maniera veemente e incontrovertibile posizioni anti-eutanasia senza rivederle pubblicamente. Dobbiamo renderci conto che è anche responsabilità di certi ideologi – che dirigono l’opinione pubblica – se l’Italia ritarda nell’affrontare il problema, causando sempre più sofferenze.
Non somministrare farmaci indispensabili che permettano di tenere in vita una persona cosciente – anche se ritardano di poco la morte – si chiama eutanasia “passiva”: non si scappa, per quanto ne so.
Uno spunto di riflessione di Silvio Viale:

http://www.radicali.it/view.php?id=127685

Bruno Gualerzi

@ Paco
E’ molto semplice. E’ un ateo che, avendo ‘ucciso’ dio, si sente tremendamente in colpa e fa di tutto per farsi perdonare. E in genere, proprio per questo, supera in devozione il più bigotto dei bigotti.

Gianni B.

@Gano
Da quando è morta la Fallaci ho in testa un “pensiero stupendo”. Appena arrivata nell’oltretomba ci ha trovato Allah.

… conoscendo la magica Oriana, a rimetterci sarebbe senza dubbio Allah.

tomaraya

magari con allah ce la fa, ma con tutte le donne irachene massacrate dagli islamofascisti messi lì dai suoi amici neo-cons, e per le quali non ha speso una parola di pirtà la vedo dura.

Cesare

@tomaraya
A mio parere giudicare ipocrita (o in qualunque altra negativa maniera) un pensiero altrui e’ perfettamente lecito a chiunque. Quello che, sempre secondo me, non si dovrebbe fare e’ attribuire a chicchessia (Chiesa Cattolica compresa) un pensiero diverso da quello che tale soggetto in realta’ sostiene.
Nel caso specifico della defunta (e gia’ giustamente dimenticata) retoressa fiorentina, personalmente mi sono profondamente scadalizzato alla lettura dei suoi libri, e all’invenzione dell’assurdo concetto di “ateismo devoto” (che in pratica significa: “io sono intelligente e non credo, pero’ mi fa comodo che molti fessi siano credenti”). Vi faccio, anzi, una confessione: agli “atei devoti” preferisco di gran lunga voi dell’UAAR.
Tuttavia ritengo che non si possa accusare la Fallaci di incoerenza con le sue posizioni ideologiche se ha chiesto e ottenuto cure palliative che abbiano ridotte le sue sofferenze, anche, eventualmente, a costo di abbreviarne, in modo indiretto, l’esistenza, perche’ questa (ipocrisia o no) e’ precisamente la dottrina della Chiesa per tali casi.
Saluti.

nessie

Grazie dei saluti Gigetta :)
La tua veemente passione mi fa inferire una giovane età, mi fa ricordare com’ero io qualche decennio addietro.
Perciò oso sottoporti un po’ della mia esperienza:
- occhio ai chiesastri, sono bravissimi nel gioco delle tre carte, per questo è importante, in questa fase, tenere distinti i significati di accanimento terapeutico, di eutanasia attiva/passiva. Ribadisco: questa non è eutanasia, dicano quello che vogliono.
- uno degli aspetti che maggiormente sento lontani delle visioni confessionali è quella freddezza umana giustificata dal postulare un ordine superiore, quel rinunciare all’umano per il divino, quel mancare di compassione: conviene sottrarsi alla trappola e costruirsi una salda visione empatica, solidaristica, libera dall’ideologia – sia essa religiosa o non -, permettersi il lusso di provare pietas per un essere umano “Fallaci”.
Lasciali sbattere nella loro dis-umanità primitiva.
Buona giornata :)

Gianni B.

@Tomaraya
? ? ? non ho capito… che è un islamofascista? E un neo-cons? Pirtà invece l’avevo capito :)

Barbara

@ gigetta

Anch’io sono per una vita ed una morte dignitosa per cui mi aspico al più presto una leggea favore del testamento biologico

Barbara

@ gigetta

Anch’io sono per una vita ed una morte dignitosa per cui auspico al più presto una legge a favore del testamento biologico

RedGod

Islamofascista=governante di paesi Arabi borghesi e reazionari tipo Arabia Saudita ecc

Neocon=movimento di invasati religiosi made in USA=Ai Teodem Italiani vedi Paola Binetti in genere di tendenze razziste e fasciste versi gli Islamici in quanto non Cristiani

@GianniB.

Barbara

A quanto pare l’eutanasia viene attuata di nascosto a certi personaggi vedi :Giovanni Paolo II,Oriana Fallaci….anche se ufficialmente smentito.

Lucia

Non ho mai amato la Fallaci e la sua acredine, del genere che acceca e impedisce la comprensione di ciò che si pretende combattere, credo però che la sofferenza fisica, checché ne dicano alcuni, sia la cosa più inutile che esista, e accompagnare chiunque, qualunque cosa abbia detto fatto sia, semplicemente, umano

quel che però non capisco é che il padre di una mia conoscente, ormai prossimo alla morte e parecchio sofferente si sia sentito rifiutare la morfina, richiesta, sottolineo, nella sua qualità di antidolorifico, per “obiezione di coscienza” e

@Laurentia grazie del post, ma non credi che sarebbe l’ ennesima scorciatoia?Chi ne avrà la possibilità o si sarà preparato per tempo potrà morire circondato dai suoi cari e senza soffrire, e gli altri?Per me sarebbe la dimostrazione che ognuno deve badare a se stesso e la prova che questa cosa chiamata “civiltà” non c’é, e se non c’é per tutti diamole pure un altro nome, tanto non risponde…

Bruno Gualerzi

@ Cesare
La tua definizione di ‘ateo devoto’ ha certamente una sua validità, ma – da ateo non devoto – vedo la cosa in altro modo. Ho risposto scherzosamente a Paco che chiedeva, a sua volta scherzosamente, cosa mai significasse ‘ateo devoto’, ma vi adombravo un concetto serio.
Va da sé che un ateo devoto, per un ateo, non è ateo… E allora cos’é?
E’ uno ‘educato’ da sempre ad avere un ‘signore’ cui riconoscere un potere da condividere, un potere concreto cui partecipare, diciamo, in senso lato, un potere politico, e quindi uno in carne e ossa che razzola sulla terra esercitando un qualche dominio. Ora, nel momento in cui, per ragioni storiche (Ferrara è esemplare da questo punto di vista), il punto di riferimento ‘terreno’ viene meno, e sfuma all’orizzonte la prospettiva che qualcuno nella storia che sta vivendo, lo possa sostituire, eccolo cercare spasmodicamente un sostituto (un surrogato di dio, ciò per altro che ne fa tutto meno che un ateo) e, in mancanza d’altro, trovarlo in chi, il dominio, non lo esercita sui corpi, ma sulle coscienze. Apparentemente più debole (Stalin: “Di quante divisioni dispone il papa?”) ma meno sottoposto ai rovesci della storia. In fondo più affidabile. Purchè, sia ben chiaro, il suo potere non sia troppo ‘teorico’, troppo poco vrificabile nel presente…
Insomma, cosa meglio, per esempio, di una religione così impegnata a improntare di sé la società sotto tutti gli aspetti, come quella cattolica? Lo sarebbe anche – e di più dal punto di vista del suo integralismo – quella islamica, ma è prevista perdente in uno scontro ‘fisico’ – non a caso tanto invocato dai nostri atei devoti – con l’occidente cristiano.
E in questa adesione, i Ferrara e la povera Fallaci, sono ben più radicali dei credenti, molto meno disponibili ai compromessi e pronti a condurre le battaglie cosiddette ideali in modo molto concreto… mettendo in imbarazzo molte volte la stessa chiesa che intendono difendere.
Francamente non so quale sarà il loro destino, e per la verità non me ne importa molto, ma da questo punto di vista la Fallaci è stata coerente fino alla fine col suo psudo-ateismo. Altri non credo lo saranno.

gigetta

@ Barbara
speriamo…ma con questi ipocriti tra le balle sarà difficile…la battaglia sarà lunga però come è avvenuto per altre conquiste (contraccezione, aborto e divorzio) una volta che sarà possibile usufruire del testamento biologico saranno i primi a farne uso (ovviamente continuando a sbraitare contro di noi atei, figli di satana privi di qualsivoglia morale.
il loro motto d’altronde è “si fa ma non si dice”.

Andrea

Primo Comandamento: Primo Comandamento: vieta agli altri e fallo tu.

@Cesare: hai ragione ma tra teoria e pratica c’è di mezzo il mare, specie se parliamo della Chiesa cattolica.

Leggiamo questo articolo del Catechismo della Chiesa Cattolica:

2278 L’interruzione di procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all’“accanimento terapeutico”. Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire. Le decisioni devono essere prese dal paziente, se ne ha la competenza e la capacità, o, altrimenti, da coloro che ne hanno legalmente il diritto, rispettando sempre la ragionevole volontà e gli interessi legittimi del paziente.

Questa è la teoria. Bella e condivisibile. Peccato che a non pensarla così siano proprio i cattolici alla papa Ratzinger ed il suo codazzo di atei devoti (salvo poi farla propria in fin di loro vita).

elettra

Bruno
I tipi, più radicali dei clericali – è vero- sui temi cosiddetti etici: aborto ,eutanasia; sino a quando non hanno sulla propria pelle esperienza,del dolore soprattutto: sovvertono allora le loro assurde concezioni .
Agli osservatori non rimane che la comprensione mista a pietà perchè la critica l’hanno già espressa quando costoro erano in vita.
E’ poi falso il problema della coerenza :est rerum omnium magister usus/l’esperienza ,maestra di tutto. Vale anche per loro,mi sbaglio?

cesare

@Bruno Gualerzi
Caro Bruno, la tua e la mia definizione di ateo devoto in sostanza coincidono. L’ateo devoto e’ uno che non crede nelle dottrine metafisiche della Chiesa, ma le e’ devoto perche’ essa puo’ esercitare un notevole potere. Ma lo esercita in quanto c’e’ qualcuno che a quelle dottrine metafisiche crede e che, dal punto di vista dell’ateo, sia pure devoto, e’ in errore. Un preteso errore dal quale l’ateo anticlericale cerca (cosi’ crede in buona fede) di disingannarlo, mentre l’ateo devoto e’ ben felice che vi rimanga immerso, reputando cio’ conforme ai suoi interessi. Ovviamente io – credente – mi sento rispettato umanamente dal primo e considerato un utile idiota dal secondo.

Quanto al testamento biologico lo desidero anch’io, e ci scrivero’ esatamente quello che dice il Catechismo: no a cure sproporzionate e di dubbia efficacia, si’ (anzi: obbligatorio!) all’uso di tutto cio’ che potra’ rendere meno infelice la mia condizione soggettiva anche se la mia vita dovesse esserne indirettamente abbreviata.
Sono persuaso che se questa linea di condotta fosse applicata rigorosamente, il problema dell’eutanasia non si porrebbe.
Saluti.

Bruno Gualerzi

@ Elettra
Quando parlavo di coerenza riguardo alla Fallaci, non mi riferivo certo alla sua reazione al dolore che credo le abbia fatto dimenticare – essendo dolore vero – le sue campagne ‘per la vita’, quanto coerenza con un voler essere atea, sia pure a modo suo, che – a quanto se ne sa – non ha rinnegato in punto di morte.
Quanti altri invece, personaggi illustri sedicenti atei per tutta una vita, di fronte alla morte hanno chiamato in soccorso Mamma Chiesa… Che naturalmente non aspettava altro!

Elettra

Sì,li ricordo e tutti definiti dal sacerdote officiante buoni cristiani.
Il terrore finale (le fiamme dell’inferno), che scaturisce dall’indottrinamento religioso subìto sin dall’infanzia.Ne siamo vittime quasi tutti.

gigetta

@ Elettra
elettra oggi la chiesa se ne frega se siamo atei, se non lo siamo, se chiediamo l’estrema unzione se non la chiediamo. l’ho vista seppellire suicida capito? gente che aveva la volontà di togliersi la vita “donata da dio” e l’ha fatto, li ho visti accogliere a braccia aperte donne che avevano preso 40 volte la pillola del giorno dopo sposare coppie che per anni hanno fatto uso di “contraccettivi abortigeni” anche se un ateo non ha paura dell’inferno e dice esplicitamente non ti voglio mentre sto morendo, se quello non ha parenti che abbiano un minimo rispetto per la sua volontà la chiesa trova il modo di insinuarsi nel suo letto di morte. è sempre stato così quello che conta è la facciata oltre alla faccia da c…
non pensiate che tutti gli atei che fanno passare per convertiti lo siano (per retaggi del passato o che so io) molto spesso è la famiglia che li “converte” per paura che brucino all’inferno. sul momento della nostra nascita e sul momento della nostra morte siamo deboli e indifesi razionalmente non possiamo essere padroni di noi stessi. e infatti che succede? battesimi ed estreme unzioni.

Bruno Gualerzi

@ gigetta
Sì, certo, ma gli atei ‘convertiti’ cui mi riferivo io (te ne elenco fin che vuoi di personaggi famosi), più che farlo letteralmente in punto di morte, l’hanno spesso fatto quando – ancora ben coscienti – hanno ‘pensato’ alla morte sentendola, anche solo per ragioni anagrafiche, vicina. Cosa evidentemente che non avevano mai fatto seriamente in precedenza come io credo invece debba fare un ateo… anche, tra l’altro, proprio per non farsi strumentalizzare.
Con tutti i suoi limiti insopportabili, Oriana Fallaci pare non l’abbia fatto (sottolieno ‘pare’). Questo la riscatterebbe dalla contraddizione evocata dalla sorella e qui discussa? Pietà a parte, nemmeno per sogno, ma non costa niente riconoscerglielo… e dubitare che altri che la pensavano come lei faranno come lei.

venezia63jr

Sono d’accordo con GIGETTA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

#Aldo#

Siamo tutti condannati a morte, fin dal giorno della nascita. Qualsiasi azione che provochi la morte, in realtà, non fa altro che accelerare l’inevitabile. Occorre tenere sempre ben presente questo fatto. In effetti, spingendosi ancor più in là, occorrerebbe pure ricordare che è proprio chi impone la vita ad imporre con essa anche la morte. Perché anche questo è un fatto.

gigetta

@ Bruno Gualerzi
http://paparatzinger-blograffaella.blogspot.com/2007/08/mons-fisichella-oriana-fallaci-e-papa.html

la Fallaci era atea…io sono topolina la fidanzata di topolino…
ieri ho visto un UFO è passato proprio sopra casa mia.
e i gatti anche se si dice che siano felini sono pesci…
hai detto bene “pare” e i fatti parlano chiaro. sono in un caso io ATEA (e non per finta) potrò definirmi “cristiana”: se mi viene qualche malattia che mi compromette il cervello.
prima di definirmi “cattolica” spero di finire sotto un camion.

Luciano

L’Italia è il peggior posto dove morire. I gatti che ho avuto, e ne ho avuti molti, quando sentivano che erano giunta la loro ora, andavano ad accucciarsi in posti solitari dove nessuno poteva disturbarli. Penso che farò così anch’io, metterò da parte qualche soldino per andare a morire civilmente in una nazione civile.

paniscus

Popinga:

“Ah, ma la Fallaci è morta?”

Non temere, si è già reincarnata e scrive romanzi anche dall’oltretomba…

Lisa

gigetta

io non credo assolutamente in queste “pseudoconversioni” in punto di morte. la signora Fallaci non è mai stata atea in vita sua e a me queste persone che si definiscono “atee” per darsi un tono o per fare le “trasgressive” non piacciono per niente.
io ci sono nata così, non ho mai creduto in niente di superiore all essere umano ho sempre sentito la presenza dei preti ingombrante ho sempre vissuto la preghiera come un obbligo ho sempre provato fastidio quando qualcuno cercava di impormi il suo modo di vedere religioso.
gli atei devoti non esistono possono esistere atei contrari all’aborto ma devono fornirmi delle motivazioni razionali.
un ateo non si rifugia a casa di un prete bensì fugge dal prete soprattutto in punto di morte.
un ateo non si fa un vanto del suo ateismo almeno io non lo faccio se mi chiedono “credi in dio?” rispondo semplicemente di no ma non ne faccio una bandiera.
cosa più schifida i politici pseudo atei che si dichiarano atei devoti per pigliare voti da me, voti dal cattolico, voti dal mormone.
sono pietosi e non ci sono parole per definire queste persone che oltre che “prive di spiritualità” sono prive di dignità e di senso della morale. questo è il mio modestissimo parere.

Bruno Gualerzi

@ gigetta
Io mi basavo soltanto sul fatto che nessuna dichiarazione ufficiale di ‘conversione’ fosse emersa, cosa che immaginavo non sarebbe stata tenuta nascosta…
ma dopo aver letto quanto mi hai proposto credo che – conversione o non conversione – alla CCAR sia andato più che bene così. “Vedete, voi atei, quanto ci sareste vicini se solo ci conosceste meglio?”
Sì, volente o nolente, forse Oriana Fallaci ha reso proprio così il suo migliore servizio alla chiesa.

PS. Non ho mai letto alcun libro della Fallaci (e non ho certo intenzione di farlo ora), né ho seguito da vicino la sua vicenda personale… Mi sono più che bastati i suoi articoli apparsi su alcuni giornali italiani in questi ultimi anni.

gigetta

@ Bruno Gualerzi

Non ho mai letto alcun libro della Fallaci (e non ho certo intenzione di farlo ora), né ho seguito da vicino la sua vicenda personale… Mi sono più che bastati i suoi articoli apparsi su alcuni giornali italiani in questi ultimi anni.

non sai quanto vorrei poter dire lo stesso ma tanto ormai che ci sono leggo anche l’ultimo…tutto fa cultura..o quasi.
per quanto mi riguarda alcuni suoi libri non mi sembrano più di tanto differenti dai romanzetti harmony ma sia chiaro è solo il mio parere ci sono critici più adatti di me a criticarla appunto, che la considerano una grande letterata e allora buon per lei ma a me non piace.

gigetta

@ bruno gualerzi
allora giusto per dare un idea della sua mente sgombra da fesserie cattoliche ti invito a leggere:
http://archiviostorico.corriere.it/2005/giugno/03/NOI_CANNIBALI_FIGLI_MEDEA_co_8_050603006.shtml

poi sapevi che aveva espresso grande ammirazione per il papa? era razzista e omofoba “come i musulmani vorrebbero che tutti diventassimo musulmani, loro vorrebbero che tutti diventassimo omosessuali”,
insomma era una bigotta e basta.
e non era neanche questa grande scrittrice. ma d’altronde i libri sono come i figli somigliano a chi li ha scritti.

Bruno Gualerzi

Sì, gigetta, erano questi gli articoli cui mi riferivo e che mi hanno tolto qualsiasi voglia (se mai l’avessi avuta) di leggere i suoi libri. Grazie comunque di avermeli riproposti.

PS. In quanto al leggere in generale, ritengo alla mia età di avere già letto abbastanza e di riservare quel poco di cervello che ancora funzione decentemente per, come dire, ‘pensare in proprio’ e scrivere di conseguenza.. A questo proposito, a pag.16 de L’ATEO c’è un bellissimo ‘apologo turco’… soprattutto nella parte finale.

gigetta

@ Bruno Gualerzi
si vede che la fallaci aveva le idee parecchio confuse me diceva che due cellule (che non si sa neanche cosa diventeranno e se diventeranno mai qualcosa) soffrono come una scimmia senza il cervello i come la cagnolina alla quale hanno tolto il cuore per metterle quello del maiale.
sono la prima che sostiene che i diritti degli animali vanno difesi che bisogna trovare metodi alternativi per fare ricerca ma non impongo questa mia idea. li rispetto nel mio piccolo cerco di non comprare niente che abbia pelle di animali o piume, bevo solo latte e mangio latticini ma evito le carni e non mangio pesce ma le medicine sono quasi tutte sperimentate sugli animali anche le fialette per l’ aerosol.
quante delle medicine utilizzate dalla signora fallaci compresi i chemioterapici che ha utilizzato per il cancro e la morfina utilizzata in fase terminale non sono stati sperimentati su animali? e allora saremo sicuri che non si sarebbe curata con medicine ottenute tramite la ricerca sugli embrioni umani? è così sicura che non sia indispensabile? e io sono sicura che la ricerca sui topi non sia indispensabile? solo gli stupidi hanno delle certezze.

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