Bologna: monsignor Vecchi attacca il Gay Pride

Monsignor Ernesto Vecchi, vescovo vicario della diocesi di Bologna, ha definito il Gay Pride, svoltosi sabato scorso nel capoluogo emiliano alla presenza, secondo gli organizzatori, di circa 200.000 partecipanti, “una manifestazione vergognosa”. Secondo il prelato, “è una vergogna che si insulti il vescovo, che è il primo cittadino storico della città”. Vecchi ha anche inviato un messaggio ai politici, e in modo particolare al PD: “I politici dovrebbero capire che non si può andare avanti così. Che queste persone non vanno appoggiate. Si ricordino invece, i politici, che chi ha attaccato la Chiesa ha preso lo 0,9% alle ultime elezioni. Anche sabato in piazza non c´erano più di 50mila persone. Cosa sono 50mila? Un nulla. Uno 0,9% appunto”.
A Vecchi ha risposto Emiliano Zaino, presidente del Cassero e portavoce del Pride, che ha definito le dichiarazioni del vescovo “un’ingerenza inaccettabile. Tra l’altro Vecchi si ricordi che il primo cittadino di Bologna non è Caffarra, ma Sergio Cofferati”. L’altra portavoce del Pride, Paola Brandolini, ha rincarato la dose parlando di “mistificazione, minaccia e ricatto” da parte della curia, ricordando altresì le “parole di odio che ripetutamente Caffarra ci rivolge”.
Sulla vicenda è intervenuto oggi anche Michele Serra, dalle pagine di “Repubblica”: “I vescovi italiani parlano moltissimo di politica e molto meno di religione: oppure parlano di religione solo per derivarne le loro esternazioni politiche. Se si scende in campo, può capitare di sporcarsi la tonaca”.

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato mercoledì, 2 luglio 2008 alle 17:30 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.