Francia, boom di interventi “revergination” per donne musulmane in cerca di marito

PARIGI – A due passi dagli Champs-Elysées, la clinica è uguale a tante altre dei bei quartieri: palazzo ottocentesco, una certa signorilità senza ostentazione. E una clientela soprattutto femminile, angustiata dal proprio corpo: i seni, la cellulite, le rughe. Ma qui approdano anche tante ragazze musulmane che non cercano un decolleté da sogno o un sedere perfetto. Vengono a cercare invece una nuova verginità. Chiedono di farsi ricucire l’imene per dare ai loro futuri mariti l’illusione di una purezza, rispettare tradizioni ancestrali ed evitare di essere additate come “puttane”. Salgono la bella scala, vanno al primo piano dove c’è il blocco operatorio, passano qualche ora al quarto, nelle camere in cui si riposano. Poi ripartono verso la loro vita, lontano dallo sfavillio dei quartieri ricchi della capitale.

Il caso del matrimonio annullato a Lille perché la sposa non era vergine, ha riportato alla luce un fenomeno che l’ordine professionale dei ginecologi osserva da tempo: “Ci chiedono certificati di verginità e riparazioni di imene. Non è un fenomeno massiccio, ma non si era mai visto prima: l’integralismo progredisce”, dice il professor Jacques Lansac. E non sono donne con il velo a chiederlo, ma ragazze che hanno avuto una vita come quella delle loro coetanee di origine europea e che all’approssimarsi del matrimonio ricadono nelle tradizioni, nei ricatti delle famiglie, nell’assurdità di un uomo che vuole essere “l’unico”.

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L’articolo completo di Gianpiero Martinotti è consultabile sul sito di Repubblica

Notizia inserita da Valentino Salvatore

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Questo articolo è stato pubblicato giovedì, 12 giugno 2008 alle 14:32 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.