La sentenza che assolse il vescovo di Prato

La vicenda del vescovo di Prato, che nel 1956 diffamò pubblicamente come ‘concubini’ i coniugi Bellandi, battezzati ‘rei’ di essersi sposati civilmente, si concluse il 25 ottobre 1958 con l’assoluzione del presule perché i coniugi, in quanto battezzati, erano tenuti ad essere canonicamente ’sottomessi’ all’autorità del vescovo. Abbiamo ora pubblicato sul sito UAAR il testo della sentenza, che continua a costituire un validissimo motivo per sbattezzarsi (o per non battezzare i propri figli).

In occasione dei cinquant’anni, l’UAAR organizzerà il 25 ottobre 2008 una giornata nazionale dello sbattezzo.

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato martedì, 10 giugno 2008 alle 18:27 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.