Roccella e l’aborto

“L’aborto non può essere un percorso a ostacoli né una punizione per la donna, che anzi va accompagnata e non lasciata sola”. E’ secondo questo spirito che bisogna agire sul fronte dell’interruzione gravidanza, coinvolgendo i medici obiettori in quello che è un problema sociale, e intervenendo per realizzare la funzione preventiva contenuta nella legge 194, finora non applicata fino in fondo. Ne è convinta il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella, intervenuta ad un convegno organizzato dalle società di ginecologia Sigo e Aogoi. E in fatto di prevenzione tanto c’é da fare, hanno rilevato i medici, visto il boom di pillole del giorno dopo, ormai diventate il contraccettivo di prima scelta delle giovanissime, e la carenza generalizzata di informazioni.
- ‘OBIETTORI NON POSSONO LAVARSI LE MANI’: Ginecologi e anestesisti, anche se esercitano l’obiezione di coscienza, che é un diritto fondamentale, “non possono lavarsi le mani di quello che è un problema sociale, come l’aborto – ha detto Roccella – Bisogna trovare il modo di coinvolgerli”.
- LINEE GUIDA SULLA LEGGE 194: La legge sull’aborto è una buona legge, ma attuata solo in parte. Per questo sarebbero opportune delle linee guida che diano un orientamento applicativo e interpretativo uniforme a livello nazionale. L’idea è quindi “molto concreta – ha chiarito Roccella – Da valutare invece se ripresentare le linee guida che l’ex ministro della Salute, Livia Turco, aveva tentato di far approvare alle Regioni”. [...]

Testo integrale sul sito ANSA

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato martedì, 10 giugno 2008 alle 18:21 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.