Don Zeno e le altre esagerazioni delle fiction sui sacerdoti
Le storie di preti, santi e papi vanno alla grande in tv, e la fiction di Raiuno dedicata a don Zeno Saltini, fondatore della comunità cristiana di Nomadelfia, non ha fatto eccezione (26 per cento di share). Ora, per seguire la solita storia del prete solo contro tutti ci vuole determinazione (per un modenese di più, visto che le pie donne della comunità di Fossoli parlavano ora qualcosa di simile al romagnolo ora una parodia della pronuncia emiliana come nell’avanspettacolo).
La vicenda di don Zeno, rivoluzionario del comunismo cristiano, è perfetta per esemplificare la lotta dell’individuo solitario contro le istituzioni inaccessibili e le convenzioni immutabili. Sarà per questo che in tutto il film il protagonista Giulio Scarpati sembra un ossesso, grida continuamente, prende a male parole contesse e vescovi, guida proteste contro la questura di Modena (ambientata in municipio, e vabbé), fuma Toscani da vero e anticonformista prete di campagna. Un po’ esagerato. E poi: il questore di Modena sembra un fascistone alla Gastone Moschin; vengono invece bene, come sempre, vescovi e porporati, ottimi i papi. Si vede che gli attori italiani sono nati per interpretare la gerarchia vaticana.
P. S. Però, adesso, mentre Sandro Bondi vuole sottrarre don Milani alla sinistra, invochiamo una moratoria sui preti in tv. Si teme l’arrivo di una fiction su don Giussani. Intanto, come antidoto al clericalismo televisivo, i nostalgici di ‘cloro al clero’ vadano a caccia della striscia in cui Stefano Disegni mostra papa Ratzinger mentre detta l’enciclica ‘Contra ricchiones’, in ‘Emme’, supplemento satirico de ‘l’Unità ’, 26 maggio 2008.
L’articolo di Edmondo Berselli è consultabile sul sito de L’Espresso
Notizia inserita da Valentino Salvatore

Non ho visto la fiction su don Zeno, ma la striscia di Disegni su ratzinger è fenomenale (e non è l’unica… anche il necrologio di Rutelli non è niente male).
Mi sento di spezzare una lancia in favore della fiction sul prete comunista.
Il suo rifiuto della proprietà privata (a Nomadelfia è vietata) è in chiaro contrasto con il catechismo.
Quindi non si tratta di una fiction filo-vaticana.
Concordo con Aldissimo. Non è giusto partire prevenuti solo perchè il titolo della fiction iniziava con “Don….”. E’ una storia molto bella e complessa quella di Nomadelfia e la figura di Don Zeno così controversa e nella sua radicale ricerca di giustizia penso che dovrebbe essere rispettata da credenti e non.
Prete comunista….. il film non lo dà tanto a vedere ma ha bacchettato anche i comunisti; piuttosto, come diceva lui stesso, “…è Marx che ha copiato Gesù Cristo…”.
Speriamo che non si ritorni al regime che c’era fino ad un anno fa dove i preti erano praticamente ovunque! Ultimamente la situazione era tornata alla normalità o giù di li ma già si ricominciano a vedere fiction sui preti per non parlare di notizie di sportive che sono diventate suore ecc.
Don Zeno sbagliò parrocchia.