Blair il pio lancia la “Faith Foundation”

LONDRA – “We don’t do God”, disse una volta Alastair Campbell, portavoce e stratega delle comunicazioni di Tony Blair, ai giornalisti che gli chiedevano lumi sul rapporto tra il primo ministro e l’Altissimo: cioè noi, a Downing Street, non ci occupiamo di Dio. Ma adesso che non è più a Downing street, il suo ex-boss si occuperà di Dio eccome, anzi a sentir lui non farà praticamente altro. L’ex-premier britannico ha infatti lanciato ieri la sua Faith Foundation, “Fondazione della Fede”, un istituto dedito a sviluppare una migliore comprensione e il dialogo tra le diverse religioni della terra.

“Questo è il progetto a cui dedicherò il resto della mia vita”, ha detto Blair ieri a New York, dove lo ha presentato ufficialmente, sebbene la fondazione avrà sede a Londra, in uno splendido ufficio a Grovesnor Square, tra l’ambasciata italiana e quella americana.

La scelta di inaugurare l’iniziativa a New York è apparsa curiosa alla stampa del Regno Unito, che si chiede se il motivo sia da un lato la maggiore religiosità dell’America rispetto a un paese come la Gran Bretagna, risolutamente secolarista, dunque terreno meno fertile per il suo messaggio spirituale; e dall’altro la sua maggiore popolarità negli Stati Uniti, rispetto alla patria, e all’Europa nel suo complesso, che non gli hanno perdonato la controversa decisione di appoggiare la guerra in Iraq voluta dalla Casa Bianca.

[...]

L’articolo completo di Enrico Franceschini è consultabile sul sito di Repubblica

Notizia inserita da Valentino Salvatore

Tag:, , ,

Questo articolo è stato pubblicato sabato, 31 maggio 2008 alle 10:49 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.