Teolo (PD): Giorgio Villella replica al sindaco

Caro direttore,
a proposito degli alunni di Teolo che dovevano recitare una preghiera, ho letto sul Gazzettino di mercoledì 28 che il sindaco ha dichiarato: «È anche certo che l’amministrazione di Teolo è determinata a salvaguardare la propria religione e le proprie tradizioni» e «qui in Italia, la nostra religione e le nostre tradizioni ci impongono la preghiera».
Per quanto riguarda le tradizioni, il sindaco quali vuole salvaguardare? Forse le discriminazioni contro le donne? Contro gli omosessuali? Contro gli atei? Contro gli ebrei? Contro gli scienziati? Contro la medicina? Oppure le guerre di religione? O ancora i riti cattolici imposti agli infedeli? Sono state tutte “tradizioni” ben radicate in Italia per secoli e secoli, quando comandava la chiesa; la costituzione (e il buon senso) vietano che siano salvaguardate, checché ne pensino i clericali! Pensavo fosse impossibile sentire il sindaco di un paese italiano, europeo, usare le stesse frasi e gli stessi toni delle autorità dell’Arabia saudita o dell’Iran o del Sudan.
C’è invece di sicuro una legge esplicita che vieta che nelle scuole pubbliche, in orario scolastico, si possano recitare preghiere o comunque partecipare ad atti di culto: vedi legge di attuazione delle Intese dello Stato italiano con i Valdesi o con le Comunità ebraiche. Un pubblico ufficiale dovrebbe saperlo bene. Inoltre in Italia circa la metà dei bambini che nascono in questi anni sono figli di genitori sposati in municipio o conviventi senza matrimonio e di questi solo una piccola percentuale sono bambini di famiglie con religione diversa dalla cattolica, gli altri sono figli di genitori italiani atei o agnostici. Ravazzolo è sindaco anche di queste famiglie e purtroppo gli sembra ovvio far partecipare i loro figli a riti della “sua” religione, che spaccia per “nostra”; dicendo così questo pubblico ufficiale (pubblico = di tutti) si comporta come se ci fosse ancora la religione di Stato, con il corollario che la religione cattolica va aiutata attivamente e la si deve accontentare, le altre religioni vanno sorvegliate o contrastate e l’ateismo non esiste.
Noi atei e agnostici dell’UAAR non vogliamo che venga impedito alle famiglie cattoliche di educare i figli secondo la loro fede. Possono farlo in tutta libertà, a casa, a scuola con l’ora di religione (unici ad avere questo privilegio), poi nelle parrocchie, nelle organizzazioni come gli scout; con ritiri spirituali. Semplicemente non vogliamo che questo venga fatto, nella scuola pubblica e dalla scuola pubblica, a scapito dei bambini di famiglie con altre religioni e di famiglie atee. La scuola, come lo Stato, non può che essere neutra, ugualmente rispettosa di tutti, laica appunto, come dice la nostra Costituzione.

Giorgio Villella
già segretario dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, associazione di promozione sociale

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato giovedì, 29 maggio 2008 alle 16:48 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.