Il fruttivendolo con le stimmate

Tutto dice che potrebbe essere il padre Pio del XXI secolo: da sei anni ha le stimmate che emanano odore di viola, va in estasi e parla in aramaico, in Quaresima soffre la passione di Gesù sul suo corpo, in casa ha immagini sacre che lacrimano, e al suo seguito comincia a formarsi una piccola folla di fedeli. Eppure Giulio Massa, lo «stimmatizzato di Montecorvino» è l’opposto di ciò che si può immaginare: un uomo giovane (38 anni), struttura da rugbista, jeans e camicia a quadretti, un bel viso sereno con un velo di barba, stretta di mano decisa, un sorriso solare, una passione per la cucina che coltiva preparando manicaretti di cui tutto il paese parla. Non è un religioso, non ha incarichi parrocchiali né appartiene a gruppi ecclesiali. Ha, invece, un grande negozio di alimentari e frutta nella frazione Macchia di Montecorvino, in provincia di Salerno, e lo gestisce insieme con la moglie Lucia, bellezza mediterranea, bruna e con gli occhi azzurri. La coppia ha due bambini: una femmina di sei anni e un maschietto di otto mesi. Non c’è nulla in lui, insomma, che faccia pensare a qualcosa di particolare. Tuttavia Giulio, a iniziare dalla Quaresima del 2002, è una persona toccata da una eccezionalità forte, addirittura sovvertitrice: «Dio lo ha scelto come segno», o almeno così dicono quelli che gli stanno vicino e che conoscono la sua vicenda. Lui non parla, in quanto vincolato al silenzio dalle autorità ecclesiastiche a cui esprime rispetto e obbedienza. In paese, però, la storia la sanno tutti, lui è una persona riservata ma trasparente: indossa dei guantini ginnici per nascondere ferite di cui tutti conoscono la natura. [...]

Il testo integrale dell’articolo di Antonello Masci è stato pubblicato sul sito de La Stampa

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato lunedì, 21 aprile 2008 alle 14:16 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.