Michele Serra e il cadavere di Padre Pio

Esiste anche il numero verde per prenotare un posto nella lunga fila che, dal 24 aprile, sfilerà per mesi accanto ai resti riesumati di Padre Pio, seicento visitatori all’ora, giusto il tempo di posare lo sguardo sul cadavere e valutarne lo stato di decomposizione. Per avere un’immagine aggiornata dell’Italia di oggi, allo studio sapiente dei flussi elettorali (munito di ogni possibile riscontro sociologico ed economico) penso che bisognerebbe affiancare anche questo smisurato corteo macabro. So che in parecchi considerano suggestivo e vibrante questo sprofondare in massa nelle viscere arcaiche, pre-razionali e pre-moderne del nostro paese. A me, più modestamente, mette una tristezza sconfinata. Mi pare il segno di una irrimediabile arretratezza culturale e di conseguenza sociale, tra l’altro assai malsopportata anche da molti credenti.
Penso alla fragilità intellettuale, alla ricattabilità umana e politica di tante persone credule e sottomesse. Penso, infine, che esista anche uno “snobismo popolare”: un arroccarsi ostinato, contro ogni evidenza, ogni conoscenza razionale, ogni progresso scientifico, nella propria identità, senza mai chiedersi se essa sia migliore o peggiore di quanto sarebbe possibile. Per dirla brutalmente: potrà mai cambiare un paese che venera un cadavere?

L’intervento di Michele Serra è stato pubblicato oggi su “Repubblica”

Sullo stesso tema, ieri, un articolo ci Claudio Magris sul Corriere della Sera

Notizia inserita da Raffaele Carcano

Questo articolo è stato pubblicato giovedì, 17 aprile 2008 alle 15:14 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Non puoi né inviare commenti, né inviare trackback.